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Poetessa di aquiloni

Azzurro, come il cielo nel quale ama far volare i suoi aquiloni, tutto lucido come un tenero libro di fiabe fra le novità librarie troviamo En zerca de aquiloni, la prima raccolta di poesie di Lilia Slomp Ferrari, edito da Luigi Reverdito. Sono sessantadue poesie, illustrate con tenero tratto da Lia Cinà Bezzi, è introdotto da un’ampia ed esauriente prefazione dallo studioso Elio Fox.

Il libro è stato presentato al centro di cultura “Rosmini” di Trento ed alla serata un foltissimo gruppo d’amici, colleghi ed estimatori, ha dimostrato l’attesa che questo volume ha suscitato. Dopo le premesse del presidente del circolo prof. Alberto Robol, Elio Fox ha aperto una piccola finestra segreta sul mondo di questa poetessa, che egli ama definire “vestale della malinconia, ma anche della dolcezza della vita”.

Dolcissime senza dubbio lo sono queste poesie; Lilia Slomp si dimostra donna tenacemente attaccata agli affetti familiari, alle tradizioni; tenere e un po’ sentimentali, le rime si susseguono a cantare pensieri nascosti, sensazioni, stati d’animo languidamente femminili. È certamente una poesia molto femminile, come femminilissima è la sua autrice, minuta, sotto una folta chioma di capelli dorati, lo sguardo un po’ sorpreso, forse, dell’attenzione che le è riservata. Infatti, pur scrivendo da sempre, “Lilia Slomp - afferma Elio Fox – è uscita dalla clandestinità, solo quattro o cinque anni fa. Lei senza civetteria racconta come a portarla fuori dal grembo casalingo siano stati il marito Paolo ed alcuni amici od estimatori, come quell’uomo colto e sensibile che è Gino Demozzi…”

“La poesia di Lilia – prosegue Fox – ha radici profonde e conficcate nel tempo. Ha cominciato a scrivere i primi versi che era alle elementari…”

Le prime poesie della Slomp erano in lingua, poi lentamente si è accostata al dialetto ed è in dialetto che questa donna ora canta il suo mondo, azzurro, dove fra le infinite ninnenanne sbocciano le rose e i fiordalisi. ma anche dove si osserva malinconicamente un “embriagón” ed i sogni si mescolano alla realtà.

Ricordi d’infanzia, di bambole, di vetri appannati sui quali dipingere fiori trasparenti, fanno continuamente capolino fra le sue parole, forse ancora giovani. La vita e la natura entrano dirompenti in queste composizioni che assomigliano più a riflessioni personali, che a versi poetici.

Scrive molto Lilia Slomp, certamente scrive bene; forse dovrebbe cercare un attimo di pausa, tendere ad entrare in maggior contatto con la realtà, con le passioni, quelle vere, quelle che bruciano le ali alle farfalle, scavano nell’intimo della realtà d’oggi: uscire dal suo ruolo di “vestale della malinconia”, lasciando volare il verso libero, felice d’essere solo e semplicemente vento.

Recensione
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