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Intrecci di silenzio e di lucido disincanto nella poesia di Laura Pierdicchi

Tanti momenti significativi compongono l'interessante silloge Intrecci di Laura Pierdicchi, poetessa molto nota nel variegato mondo della poesia contemporanea. I suoi versi,vicini al nostro cuore per la loro dimensione universale, racchiudono spazi di silenzio dove emerge l'intima e convinta ricerca del sé, la concentrazione costantemente intensa di profonde lacerazioni.

In questa originate raccolta di poesie si "intrecciano" due momenti poetici, "In ricordo" e "Briciole".

Da "In ricordo" .... "rivive così il ricordo | il rimpianto di tanti volti | persi durante il tempo". "Nei momenti di quiete | risento il tuo respiro,rivedo le rughe | gli occhi spenti tra gli occhiali | e mi sovviene | il tuo giovane corpo | e la tristezza | assorbe ogni cosa".

"Forse la morte è meno tragica | della paura costante | forse è lo stesso nulla | di quello prima dell'inizio | e tutto svanisce senza memoria, senza dolore | si riunisce all'illusione cosmica | del nostro passo provvisorio".

Da "Briciole" ... "non ti ho ancora raccolto | e già mi chiedo | dove collocarti". "Sei venuto a reggere | il cielo con le mani. | Noi abituati alla terra | non sappiamo ancora capire". "Senza partecipare | ho vagato nel vuoto | di un bacio dalla bocca aperta".

La poesia di Laura Pierdicchi è forgiata in quella matrice di genuina confessione del proprio io. "Hai posato | la mano sulla mia gamba | e vibro di tenerezza | al ricordo della tua prima | intrepida carezza". "Non dirmi splendida | se appena mi giro | ripeti ad altra | lo stesso complimento".

Ogni verso coglie verità esistenziali che si fanno poesia. Nella postfazione al Quaderno Letterario della poetessa, Domenico Defelice scrive tra l'altro... "a noi sembra che la poesia di Laura Pierdicchi, bella e traslucida, continui ad essere dominata dal nichilismo e da una sofferenza sorda, intima, corrosiva. Ecco perché i più veri dei suoi "volti", i suoi più concreti personaggi, occulti o palesi erano e rimangono il disagio, il dolore, la morte."

Questo "nichilismo" evidenziato da Defelice e al quale ci associamo è tuttavia una sorta di trincea che la poetessa scava e dalla quale emerge la luce della sua anima. "...Ali di cristallo | vibrano trasparenza | in una lotta leggera".

La stupenda visione di vibranti "ali di cristallo" si spegne "in una lotta leggera". In questi versi, forse, è la chiave di lettura di questa poesia bella e lucidamente dolorosa. Ma,leggere fino in fondo i versi del poeta a degli dei, noi, limitati esseri umani possiamo goderne la bellezza e difenderne il valore assoluto e senza tempo.

"La storia, il tempo,le radici | nell'intrico, nel miasma dell'affanno | si torcono le viscere, si strozza il fiato | 'aria non ha più ali, ora | anche l'ossigeno è cosa rara".

Dunque, poesia dolorosamente bella,quasi epigrammatica nella seconda parte della raccolta. Saliamo con Laura Pierdicchi quei gradini dove si pone per guardare il Mondo "lo che ho scavato a sangue per capire | che ho creduto scelto e rinunciato | che ho salito i gradini (quasi tutti) | come aquila dall'alto scruto".

Scale difficili,le sue e le nostre, scale che, nel bene e nel male dobbiamo satire perché la vita si compia, e dalle quali la poetessa guarda attraverso la luce fredda del suoi versi.

Recensione
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