|
| |
Busca Gernetti
Giorgina (Piacenza), poetessa, scrittrice, saggista e pianista, vive a Gallarate.
Laureata con lode in Lettere classiche
presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha insegnato
Letteratura italiana e latina nel Liceo classico di Gallarate, città in cui è
attiva partecipando a convegni sulla poesia contemporanea, a iniziative come
“Incontri con la Cultura”, “Poesia e jazz” (giugno 1999) e a pubbliche letture,
individuali o collettive, di poesie. Attualmente è socia
di “Novecento Poesia” di Firenze e partecipa alle
presentazioni di libri (anche il suo Parole d’ombraluce) con interventi
nel dibattito finale.
Dal 2003
al 2007 ha fatto parte dell’Associazione culturale “Elogio della Poesia” di
Torino ed ha partecipato ai Convegno di poeti, critici e filosofi da essa
organizzati a Torino: “Nostalgia dell’Eterno” (2003), “Natura benigna / Natura
matrigna” (2006) e "La gioventù del mondo" (2006). Nel 2004 ha fatto parte della
giuria del premio letterario “Leggi e scrivi l’arcobaleno” (per giovani poeti),
indetto dalla stessa Associazione. Dal 2007 è socia del Centro “Pannunzio” di
Torino dove si è svolta la presentazione del libro Parole d’ombraluce,
precedentemente presentato alla Fiera del libro di Torino (2006). Ha inoltre
illustrato i propri libri di poesia a Piacenza (sua città natale) in un
“Incontro con l’Autore” organizzato, nel 2004, presso la Fondazione di Piacenza
e Vigevano. Sempre a Piacenza, nel 2007, presso l'Atélier di Roberta Braceschi,
ha di nuovo presentato il libro Parole d'ombraluce con rimandi alle altre
sue opere e
appropriato accompagnamento di musica classica.
Nel 2010, a Firenze, nella Sala degli Specchi del Palazzo Vivarelli Colonna, si
è svolta un’ulteriore presentazione di Parole d’ombraluce presso il
Centro di Studi “Pianeta Poesia – Novecento Poesia”, diretto dal prof. Franco
Manescalchi. Attualmente è socia di “Novecento Poesia”.
Ha pubblicato le opere di poesia: Asfodeli
(1998, prefazione di S. Gros-Pietro), La luna e la
memoria (2000, prefazione di E. Andriuoli), Ombra
della sera (2002, prefazione di A. Gagliardi),
La memoria e la parola (2005, prefazione di
N. Pardini, primo premio assoluto “Il
Portone 2005”, poi in “Parole d’ombraluce”) ,
Parole d'ombraluce (2006, prefazione di
S. Gros-Pietro e postfazione di
G. Solari), Onda per onda (2007,
prefazione di P. Ruffilli, postfazione di
P. Rocchi), L'anima e il
lago (2010, prefazione di G. Panella,
pubblicazione primo premio "Città di Pomezia");
Sette storie al
femminile (2011, nell'annuario “Dedalus” n. 1).
È presente in
numerose antologie letterarie, tra cui le più recenti:
“Dòxa” (Cronache Italiane, 2011);
“La Giusta Collera”, ( Poièin.it, 2011);
“Cento voci verso il cielo”, (Youcanprint, 2011);
“La montagna nella poesia”, (Latmag 2010); “Poeti e scrittori contemporanei
nella Storia Letteraria Italiana” (Latmag, 2010); “Voci contro nella poesia
contemporanea” (La città del sole, 2009);“Il mare nella poesia” (Latmag 2008); "La poesia d'amore" (Latmag
2007) “Il Calamaio” (Book (2006), “La lirica religiosa italiana” (Latmag 2006),
“Un secolo in un anno”-Almanacco Paredro” (Genesi 2005); “Prosa italiana del
Nuovo Secolo” (Latmag 2005, a cura di F.M. Maggi e F. Latino, presentazione di
S. Demarchi); “Italian Poets in the World” (antologia bilingue, Book 2005) e
“Dedicato a“ (Book 2005); “Di cani di gatti e di altri animali” (Ibiskos 2004,
2003); "Il Calamaio" (Book 2003); "Poesia per comunicare" (Book 2003, per la
scuola); "Voci del nuovo Millennio (Book 2003); “I valori della poesia” (Book
2002); “Parole oltre il tempo” (Book 2002, per la scuola); “Narratori italiani
del XXI secolo” (Latmag 2002, a cura di F.M. Maggi e F. Latino); “Gatti, cani &
company (Tigullio-Bacherontius 2002); "Donne in poesia" (Presenza 2001, a cura
di L. Pumpo), "Autori per la gloria" (U.A.O.C. 2001, a cura di G. Ianuale);
"Frammenti di vita" (Pagine 2001); "Le radici dell'anima" (Book 2001); "Il
Calamaio" (Book 2001); "Poeti Italiani nel mondo" (Book 2000); "Quale futuro
senza poesia?" (Book 2000, per la scuola); "Nell'anno del Giubileo" (Tigullio-Bacherontius
2000); "Amici della poesia" (2000); "Sabba 2000" (A.P.E. Terni 2000);
"Enciclopedia dei poeti lombardi" (U.A.O.C. 1999); "La ribellione sta nel
guardare una rosa" (Ibiskos 1999); "C'ero anch'io" (Tigullio-Bacherontius 1999);
“Un mare da vivere - Una terra da amare” (Tigullio-Bacherontius 1999). È inclusa
nelle antologie di critica "Critica letteraria del nuovo secolo" (Latmag 2008, a
cura di F.M. Maggi), “Secondo Novecento letterario. Interventi critici di
Silvano Demarchi” (Latmag 2002, a cura di F.M. Maggi e F. Latino) e nelle opere:
“Storia della letteratura italiana. Il Secondo Novecento” (vol. 3°, G. Miano
2003); “Storia della letteratura italiana del XX secolo” (Helikon 1999, a cura
di S. Ramat, N. Bonifazi, G. Luti, G. Nocentini).
Ha collaborato o collabora
tuttora a riviste culturali o specificamente letterarie (quaderno In Limine, Vernice, La
Procellaria, Sìlarus, Le Muse, Fiorisce un cenacolo,
Il Richiamo, Talento, Terza pagina, Sentieri Molisani,
Pomezia Notizie e altre, nonché al sito Poièin.it e al blog
colettaneo La poesia e lo Spirito) con inserti di
poesie, saggi, recensioni, articoli o
commenti di cultura varia.
Sulle pagine della rivista
turistico-culturale "Direttori d'albergo" di Roma, negli anni 1996-1997, sono
comparsi alcuni suoi saggi su Giacomo Leopardi (“Di là dalla siepe“); su Eugenio
Montale (“L’agave su lo scoglio. - Ossi di seppia di Eugenio Montale
nella cornice delle Cinque Terre”; su Salvatore Quasimodo (“Vento a Tindari”);
su Vittorio Sereni (“Nel golfo irrequieto”); su Renato Guttuso (“Tramonto a
Velate. Ricordo di Renato Guttuso”) e un saggio archeologico-culturale sulla
figura di Ulisse nell'arte classica e nella letteratura (“Ulisse. Le radici
della civiltà europea”). Ha pubblicato inoltre nella rivista torinese “Talento”
(n. 3/2009) il saggio “La Sylphide. La danza dal mito greco al balletto
classico”; negli Annali del Centro “Pannunzio” di Torino (anno sociale
2008/2009) il saggio “Itinerario verso il 27 agosto 1950 – Cesare Pavese nel
centenario della nascita” (Torino 2009).Ha conseguito numerosi primi premi in concorsi letterari: per il libro
Asfodeli: 1999; “Laurentum” Roma; “Kalendimaggio”
Milano; 2000: “Alfonso di Benedetto” Chiusa Pesio; “Nuove lettere-Opera prima”
Napoli; per il libro La luna e la memoria: 2001:
“Città di Moncalieri”; “Spazio donna” Striano; “Città di Avellino”,
“Surrentinum” Patti; “Siracusa-Papiro d’oro”; 2002: “Città di Pinerolo”;
“Rivalto-R. Magni”; per il libro Ombra della sera:
2003: “Spazio donna” Striano; “San Valentino” Terni; “Città di Moncalieri”;
“Aeclanum” Mirabella Eclano; “Il Convivio” Castiglione di Sicilia; “Cesare
Pavese-Mario Gori” Chiusa Pesio; “A Erato” Bagheria; 2004: “Riviera - L.
Olivier.V.Leigh” Garda; “Rivalto-R. Magni”; “Città di Pinerolo”; “Giovanni
Gronchi” Pontedera; “Danilo Masini” Scandicci; per il libro
Parole d’ombraluce: 2007: "Aeclanum", "Città di
Pompei"; 2006: “Città di Savigliano-M.
Kolbe”; “Franco Bargagna”; “Città di Pinerolo”; “Santa Margherita Ligure-M.
Delpino”; “G. Gronchi”; “Città di Arona”; 2011: “Lilly Brogi La
Pergola Arte”; per la poesia inedita,
gli ultimi: 2008: "Il vino nella letteratura, nell'arte", Santo
Stefano Belbo; 2003: “Goffredo Parise” Bolzano; 2004: “Città di Pomezia”; 2005:
“Lodoletta Pini” Pisa; “Ugo Foscolo” Palermo; “Città di Pompei”; “Alladium”
Agliè; per le sillogi inedite di poesie, gli
ultimi: 2005: “Andrea da Pontedera”; “Il Portone” Pisa; per
il libro inedito di poesia Onda per onda 2006: "Rivalto Magni" per i
racconti inediti: 2008: "Città di
Pomezia"; 2001: “Giovanni Gronchi-Omaggio a
Carla Gronchi” Pontedera; “Puglia viva” Foggia; per le
lettere inedite: 2002: “Spazio donna” Striano; per i saggi editi: 1999:
“Il Cortile” La Spezia; “Vivere il mare-V.G. Rossi” Santa Margherita Ligure; per
il libro inedito di saggistica letteraria: 2003:
“Giovanni Gronchi” Pontedera. Ha conseguito inoltre i Premi per la Cultura:
1999, "La Conca" Roma; 2000, "Spazio donna-Verso il terzo Millennio" Striano;
"Gli artisti del giorno" Chiusa Pesio; 2001, Accademia "Giosuè Carducci" Ischia,
diploma honoris causa; "Giovanni Gronchi"sezione speciale “Omaggio a Carla
Gronchi”, per opere di alto contenuto sociale e umano, Pontedera, primo premio
per la narrativa; 2002, “Gli allori di Pompei” Striano; “Premio al Merito
culturale” Sutri; 2004, “Oscar della Cultura Europea” Santa Margherita Ligure. Tra il 2000 e il 2005 le sono state conferite le nomine di
Senatrice Accademica dei "Micenei"; dell'Accademia di "Paestum", dell'Accademia
"Il Richiamo" Foggia; “Accademia Internazionale d’Arte Moderna” Roma; Accademia
“Il Convivium” Castiglione di Sicilia; nominata quale membro honoris causa a
vita del Cdap e del Upce di Sutri; 2003, “Accademia di Modica” per meriti
letterari; 2004 “Norman Academy” di Roma per l’attività letterario-culturale;
2005, “Ruggero II di Sicilia”, Palermo, per meriti artistici come conseguenza
del primo premio assoluto di poesia.
Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: S.
Alberti «Con la capacità di abbracciare un orizzonte estetico e
letterario vasto quanto percepibile, queste poesie di B.G. [tratte da Asfodeli
e da La luna e la memoria] conducono il lettore in un mondo in cui la
poesia assume il ruolo maieutico di una concezione panica del mondo in rapporto
a se stessi. ...incantata sospensione nel vuoto... realizzazione di un impulso
lirico straordinario, che nella vitalità della memoria ascolta e dona l'essenza
della poesia.»; M. Alemanno «...grande
attenzione alla tematica letteraria che ella tratta, riferendosi ad una parte
della vita intensamente e romanticamente vissuta, ricca di significati che si
rifanno ai valori più sani della nostra esistenza. Le sue composizioni [La
luna e la memoria] rappresentano un messaggio spirituale rivolto alla
meravigliosa intuizione delle grandi verità dell'uomo, oggi ancora
avvinto dalle cose fatue di questo breve arco terreno.»; E.
Andriuoli «Frutto di un'assidua autoanalisi, che porta l'a. a
discendere nel fondo più segreto dell'io, per coglierne i moti riposti, fatti
di tormenti e di attese, di delusioni e di infime gioie, di immersioni nel
presente e di improvvise fughe nel passato, il libro di B.G. [La luna e la
memoria] si suddivide in varie sezioni... tutte però riconducibili ad un
tema fondamentale, che è quello della ricerca assidua e tormentosa di una
spiegazione che, illuminandone i lati oscuri, sveli il perché di un destino.
... Un libro costruito con un linguaggio fluido e sciolto e con una continua e
puntigliosa ricerca di essenzialità espressiva, che rivelano nell'a. una
conoscenza non superficiale della nostra migliore poesia contemporanea.»;
G. Bárberi Squarotti «La sua è una poesia di profonda e dolce
sensibilità, retta da una sicura grazia di immagini e di ritmi. Mi sembra che i
risultati più originali e autentici siano raggiunti nelle evocazioni di
stagioni e paesaggi, delineati sempre con un segno preciso e luminoso.
[Asfodeli]» «Le sono profondamente grato del
prezioso dono della sua nuova raccolta di versi, così ricca, varia e preziosa.
Le sue descrizioni di luoghi, stagioni, tempi sono luminose, musicali, commosse:
e così coglie perfettamente esperienze di vita e di memoria. Le sezioni
"Metempsicosi" ed "Eros" sono davvero molto belle. [Ombra della sera]»
«Le sono grato della lettera così cordiale e confortevole e dell’invio della sua
nuova raccolta di versi (La luna e la memoria, inedita): sorretta da una
profonda e dolorosa contemplazione del male del mondo, fissata in immagini ed
esperienze di paesaggi e tempi e luoghi.» «Con la più viva gioia ricevo La
luna e la memoria, e rileggo il libro con commozione e ammirazione. La sua
poesia è limpida e profonda: e di nuovo le auguro molti e attenti lettori.»
«...ricevo la sua nuova raccolta di poesie [Parole d’ombraluce]
che ho letto subito con la più viva partecipazione ed emozione. Mi piacciono
soprattutto le sezioni più pure, incantate, limpidamente descrittive, come “Luce
in Calabria”, “Luci e ombre nella natura” e “Amore”.»; I.
Bonassi «Poesia cosmica [Contraddizione], di grande afflato lirico, impreziosita da
termini crudi ma efficaci, con i quali l'autrice è riuscita, nonostante il
tema, a tenersi al di fuori di una facile ampollosità retorica.»;
D. Cara [Parole d’ombraluce]
«C’è per la sua poetica chiaroscurale, un richiamo (e a volte un incubo, una
responsabilità trascrittiva) per favoleggiare un momento intimo e assoluto
dell’autobiografia, non stucchevole, spesso idillico e angoscioso.»;
A. Checcacci [motivazione del premio
“Lodoletta Pini 2005”, poesia inedita Si son spente le lucciole]
«Sotto la semplicità tenue e rarefatta di una vena
gentile e delicata, il tessuto lirico tiene e denota una volontà decisa e
adamantina di mantenere alta la nota ispirata. Gli accenti verbali si avvalgono
di un risvolto spirituale che, via via, sa assumere trame di personalissimi
transiti della memoria. E affinché non svaniscano nell’inafferrabile mutamento
del tempo, i ricordi sono come trattenuti da un nastro colorato che ne raccoglie
gli intimi momenti, nella segreta retrospezione del passato stile moderno
che evidenzia una formula originale di raffinata sensibilità.»; S.
Copperi «Nei versi di B.G. [Asfodeli] convivono
dignitosamente realtà e astrazione, che fanno della sua meditazione
esistenziale una poesia di alta qualità.»;
A.
Coppola
«Questa prova di B.G. [Ombra della sera] coglie nel segno la misura di un
tempo dilatato, percorso dalla segnatura dello spirito, da un io “deposto” in
segreto e riattivato con gli stati d’animo che affiorano a strati (…). Al pieno
di un verso assolutamente cristallino B.G. giunge da tedofora nel buio di stanze
grigie e riappare col suo volto pensoso, presago di eventi tra l’io psicologico
più che filosofico. (…) Belli sono i richiami ai poeti che possono essere
ricondotti a quel filo ininterrotto che traguarda il passato al presente, il
fluido della materia cosmica, la criptestesia che si estende fino a noi.» [Parole
d’ombraluce] «In B.G. le parole sono alimentate da interni codici e se ogni
potenza espressiva ne analizza uno, il “fuoco” è acceso dentro una mònade e da
lì si sparge in tutta l’ampiezza del verso; ci sono poesie “produttive”,
chiamiamole così, con tutto un proprio arsenale di voci e immagini alimentate da
una storia di appartenenza e l’a. porta in nuce il suo sfogo civile,
antiretorico.»; L.
Curatola «Si avverte sin dalla prima lettura dell’opera poetica di
B.G. [Asfodeli] una forma di discorso essenziale che sottintende, tra le
pieghe della scarna parola, una ricchezza di sentimenti puri che, partendo da un
Io lirico soggettivo, si amplia in una realtà oggettiva con canti espressivi di
classicistica ascendenza ma di intenso e deciso respiro moderno, il tutto con
una partecipazione sentita e nei misteri dell’anima e negli spazi della natura
e della vita.»; E.
D'Aurora «[motivazione del premio "Moncalieri Poetica
2001" a La luna e la memoria] Dalle profondità che evocano gli
abissi, B.G. inaugura un nuovo filone di poesia rovesciando i tradizionali
dettami del cuore e psicologicamente dando vita allo sfogo dell'io
vivente. Rime suadenti, percosse dall'infinito essere che la vita ci offre con
le sue delusioni, le sue miserie, i suoi vuoti. L'uomo è analizzato sotto forma
leopardiana, trapunto da un'accorata mestizia.»;
F. Dell’Apa [Parole
d’ombraluce] «Questa raccolta di poesie ci offre uno spaccato variegato di
temi in una cornice spazio-tempo che sottendono alla sensibilità e alla sfera
personale della nostra. È evidente l’amore e il rapporto molto forte con il
mondo classico con cui ha dimestichezza professionale che fa rivivere con una
visione del nostro tempo.»; S. Demarchi «Trovo nella sua poesia una dicotomia fra una visione drammatica
della propria esistenza, condotta con acume psicologico, e l'abbandono alla
contemplazione della natura che reca la gioia dell'incontro e della possibilità
della sua espressione poetica. ... Un libro interessante per le sue implicazioni
liriche, psicologiche e talora metafisiche.» «Un diario dell'anima questa
silloge [Asfodeli] che ferma momenti tristi ed anche lieti, dove la
lezione di classicità è evidente nella fermezza, essenzialità e chiarezza del
dettato, è un diario che può essere guardato anche sotto il profilo della
psicologia del profondo per l'acutezza dell'analisi della propria ricca e
contrastata vita interiore. Il grande merito è che la poetessa per l'assidua
frequentazione dei classici ha saputo evitare qualsiasi sfogo del sentimento per
tradurlo in una catarsi che si è espressa in grande e convincente compostezza
espressiva.» «Ciò che più colpisce di questa poesia [La luna e la memoria]
dal punto di vista formale sono gli scorci descrittivi della
natura,caratterizzati da essenzialità e da un potere di sintesi che li ferma a
lungo nella memoria e destano sensazioni di stupore, proprie di chi ammira la
natura nel mistero del suo multiforme apparire.»
«…panismo per sentirsi più intimamente in armonia con la natura. Tanti scorci di
paesaggio, specialmente serale (…) intervengono a consolare l’anima quasi
stordita dalla pena di vivere. (…) il tema dell’amore s’accompagna all’acuta
analisi psicologica, tutta femminile; così in “Esitazione”, un capolavoro, a
nostro avviso, della poesia amorosa. (…) B.G. sente, come altri poeti, di non
poter più vivere nell’hortus conclusus della sua privata ispirazione,
attenta ai moti del cuore, ma avverte il bisogno di gettare uno sguardo sul
mondo degli uomini, specie quando accadono fatti di inaudita gravità (…).Si
affaccia il problema del male, del dolore che colpisce gli innocenti (…).
Quest’ultima raccolta di B.G. segna indubbiamente un progresso in fatto di
ricchezza di contenuti, espressi in un linguaggio poetico del tutto godibile [Ombra
della sera]» [La memoria e la parola]
«Il mondo dei sentimenti, delle emozioni viene in questa silloge guardato a
distanza ed espresso in termini di classica compostezza e in una sobria misura
che la poetessa, già insegnante di latino, ben conosce.»;
F. D'Episcopo «Grazie dei due bei libri,
densi di sensi e sentimenti culturali ed emotivi [Asfodeli, La luna e
la memoria]. Abbiamo bisogno di una poesia che si confronti e si misuri con
referenti letterari autorevoli per poter ritrovare tutta la sua autonomia e
libertà.» «Ho ricevuto il bel libro di Genesi [Ombra della sera], che mi
ha catturato nelle sue alterne sezioni, quasi diario di vita e d'amore per la
poesia, dialogo con i poeti, con il loro linguaggio rivisitato (...). Bella la
Sicilia, che esulta nella sezione che le è dedicata. Non solo ombra, dunque, e
non solo sera, segno che la vita continua con i suoi stupori e incantamenti e
turbamenti.»; V. Esposito «Ho letto il suo Asfodeli e m'affretto a dirle che mi è
piaciuto tutto, dalla prima all'ultima pagina: dall'apertura alla conclusione
nel segno del Leopardi, il poeta carissimo a tutti noi, giovani e vecchi. 'Opera
prima', dice nel suo biglietto, eppure mi sembra più che matura: non ha nulla,
infatti, dei 'peccata juventutis', sia riguardo ai contenuti che allo stile.
Mancano certo, le abilità astruse della poesia che oggi va per la maggiore, ma
credo che questo non sia un difetto, almeno per la mia concezione dello scrivere
in genere. Notevole mi pare la sua attitudine al quadretto descrittivo...»;
M. Falletti di Villafalletto
[Motivazione del premio “Danilo Masini 2005”] «Nel volume Ombre della sera
della poetessa G. B.G. si ravvisa la sintesi di tutti i sentimenti interiori
della percettibilità umana. L’aprirsi dei sensi per gustare l’espressività
dell’uomo, utopia antica e moderna di ogni pensatore, è il carattere dello
scrivere, di fare poesia di una donna che vuole dare sale alla vita, pur sapendo
che salare, sovente, vuol dire rendere amaro. Il sogno di un’altra vita si
confonde fra realtà e desiderio trasportando il lettore nel luogo segreto dove
le parole assumono un altro significato. I lemmi, i pensieri scritti, leggeri si
librano sulle pagine bianche e diventano comunicazione, frizzante e viva, con il
resto del mondo ch’è sempre in attesa di novità. Un pensiero trascina l’altro
generandone ancora nuovi per divenire armonia ben scritta.»; F.
Fiumara «La particolarità della poesia di B.G. [La luna e la
memoria] è il "taedium vitae", ossia il mal sottile di cui soffre
tutta la poesia moderna che scorre sotto i ponti del decadentismo. ... Tale
malessere interiore percorre quasi tutte le poesie di questo libro, tanto da
sembrare che lo spirito del Leopardi non sia passato invano dalla mente dell'a.
come elemento di formazione. ... Nella poesia della B.G. per la verità si va
oltre il Leopardi nella dilatazione del pessimismo congenito, che nel Recanatese
si esauriva nella natura e non invadeva il campo degli affetti e dei
comportamenti umani. ... Ed è appunto nella bellezza della natura che la B.G.
scorge il trionfo della vita nel superamento di ogni disagio e di ogni
difficoltà.» «In questo volume [Ombra della sera] abbiamo
trovato di tutto: prostrazione, solitudine esistenziale, rimpianto di paradisi
perduti, ma anche tanto desiderio di ritorno all'ottimismo del cuore e della
ragione, all'amore per il mondo e per la vita... ...nel caso della B.G.
sentiamo di poter dire a voce alta che ci troviamo in presenza di una poesia
scaltrita nella forma, dotata di alti toni, costruita su un ordito di variegati
interessi, che si dilata fino ad abbracciare secoli remoti, facendosi storia
visiva... Poesia come scultura di brulicanti figure, spettrali nella notte
arabescata di miti e memorie.» [La memoria e la parola]
«Vivi sono rimasti nella memoria gli archetipi di quella realtà che ci
appartiene e che ora non c’è più. Una realtà fatta di cose semplici ma
palpitanti di vita propria, anche se prive di valore e consistenza...»; S. Frigenti «L'a., con
mano ferma, ma leggera [Asfodeli], non fa che variegare e arricchire gli
elementi essenziali del suo fare poesia – e della vita stessa – senza per
questo ripetersi; proponendo, anzi, cammin facendo, una frantumazione prismatica
del concetto poetico.»; G. Giacalone
(Premio Aeclanum 2003 per il libro edito) «[Ombra della sera] La sua
matura conoscenza dei lirici classici sostiene lo stile chiaro e fluido, in
qualche modo domina il suo irrequieto sentimentalismo. Anche la sua innata
timidezza contribuisce a connotare le meditazioni pessimistiche in toni
elegiaci. Ed in elegia quasi sempre si ridimensionano i suoi sogni idillici. Ne
risulta complessivamente una poesia lirica di pene segrete.»; G. Giudetti
«L'opera prima di B.G. [Asfodeli] nasce dall'implosione di ciò che
l'accumulo del visto e del vissuto aveva una sua urgenza di rivelarsi. Troppo
evidente era nello spirito dell'a. la guglia delle amarezze che il registro del
tempo e della quotidianità aveva inciso nella memoria e riproposto al punto da
costituire nodo insoluto senza l'assoluto ricorso al conforto e al ripiego della
poesia. Lecito appare, dalla lettura di queste liriche, l'anello di congiunzione
ideale che l'autrice riesce a tessere tra la vita e la morte come strumento di
ricerca, al fine di trovare motivazioni essenziali, utili allo spirito dell'uomo
e rappresentativi della necessità di giustificare la lotta contro le avversità
del nostro cammino, per tentare di uscire dal più cupo pessimismo, riedificando
sulle rovine del proprio 'io' illividito.»; S.
Gros-Pietro «La poesia di B.G. [inserto di poesie
in "Vernice", 16/2000] sviluppa la condizione di solitudine
e di ansia esistenziale dell'uomo del ventesimo secolo, non più confortato da
un credo religioso e nel contempo anche convinto che la scienza e la tecnologia
non sono in grado di rispondere a tutte le domande che lo tormentano. ... Tra le
principali tematiche è possibile individuare da un lato l'avventura di un
io-lirico che è descritto per lievi cenni e per sfumate rappresentazioni delle
emozioni e delle sensazioni dell'anima, anche con delicate e vissute confessioni
dell'eros. D'altro canto, su di un secondo versante è possibile individuare un
filone che potremmo definire di impegno etico e, talvolta, politico
nell'accezione più ampia del termine, e che demanda alla denuncia della
violenza dei più forti contro i più deboli...» «Il chiaroscuro è
la cifra poetica di questo terzo libro in versi di B.G. [Ombra della sera]
che ripone nell'alternanza di ombre e luci, di ricordi e di premonizioni, di
invocazioni e di rifiuti, di tradizione e di novità la pienezza del canto
poetico, intonato ad un dire armonico, nostalgico e musicale, e che è sempre
specchio di un'attenta ed esercitata memoria letteraria del preesistente, ma che
è anche variazione e scarto di stile ed invenzione personale e memoriale (...)
per dare conto, nella complessità unitaria dell'architettura del libro, delle
infinite possibilità della poesia... Un canto di libertà, dove il vocabolo
libertà non vuole ridursi ai soli contenuti etici o politici del vivere
consociato, ma aspira ad essere una condizione dello spirito, gentilmente
imparentato ed imparentabile con tutti gli altri spiriti eletti, cioè liberi...»
[Parole d’ombraluce, dalla prefazione] «Il supplizio del
poeta è, dunque, il contrappasso dantesco di Prometeo: è la condanna a patire
nel mondo dei vivi, ed è una condanna eterna, perché sempre si rinnova nella
parola del poeta, il quale continuamente la risuscita nella palingenesi dei suoi
versi.»; G.
Guida «C'è un tratto cordiale e intenso nell'equilibrio che unisce
i due gruppi di queste poesie [da Asfodeli e La luna e la memoria].
Ma non tocca al tempo che separa la genesi dei testi dimostrarci i diversi
autonomi respiri della voce poetica di B.G., quanto invece l'insistenza di uno
'spiraglio', di un anfratto di luce che si insinua tra i versi e che cattura la
mente del lettore... Un viaggio mentale alla ricerca di una interiorità legata
alle domande di sempre, ma che nel rapporto allegorico tra la luce e il buio
rivela una qualità lirica si straordinario spessore e radice... Un discorso
aperto ma non facile...»; P.
Innocenti Balestra «...scrive poesie intense e delicate,
trasfigurando la realtà in immagini virtuali che rendono lieve il dolore e più
viva la gioia di particolari avvenimenti. Pensiero e anima restano coinvolti in
un pacato discorso che tocca il cielo e la terra, l'irreale e la realtà. [Asfodeli]»; G.
Jorio «...e l'impeto lirico insiste nella visione estatica delle
onde, delle grotte, delle rocce d'ambra al chiarore lunare... Queste le belle
diomedee cantate dalla bella turista [Gemme].»;
G. Ladolfi «...mi sono concesso la
soddisfazione di leggere la sua raccolta, Ombra della sera. Il testo
presenta una molteplicità di sollecitazioni che fioriscono su un classicismo,
inteso come rispetto della tradizione avvertita come il codice poetico italiano.
Le allusioni, lungi dall'appesantire il dettato, creano aperture di orizzonti
semantici mediante un'intesa con il lettore. Il processo di attualizzazione di
stilemi letterari avviene anche mediante un processo di introspezione e di
riscrittura poetica che intessono un dialogo tra presente e passato dopo il
periodo della rottura avanguardistica novecentesca.» [Parole
d’ombraluce] «Ho apprezzato lo stile limpido e musicale con il quale esprime
una concezione di poesia intesa come confidenza. La visione del reale, la fuga
del tempo, la constatazione del male nel mondo generano malinconia e sconforto
che solo una forza interiore trova il coraggio di riscattare.»; G. Luongo
Bartolini «La varietà delle tematiche [La luna e la memoria]
evidenzia un ventaglio di vitale importanza, per una poesia lirica che si pone
come diretta espressione dell'animo al contatto con l'esperienza del mondo e
della realtà che appare, peraltro sempre filtrata attraverso il gusto della
metafora e del simbolo che fronteggiano le sensazioni, se ne arricchiscono,
sostanziando un discorso in cui l'a. cerca di definire le vie misteriose che
portano al cuore, che insinuano il principio della sofferenza all'interno della
bellezza...»; F.M. Maggi «Venti composizioni decisamente crepuscolari (una
tendenza postdannunziana e postpascoliana) dove il fanciullino emerge con foga
istintiva, a tratti segnato da forte inquietudine, uno spleem anche
baudelairiano traspare da nostalgiche trame... Una poiesis improntata alla
tradizione di una classicità che si trasforma in bellezza moderna, sempre
sfumata (attraverso morfemi, fonemi, glossemi di grande stabilità)...
[La luna e la memoria, breve silloge vincitrice del
primo premio "Cinque terre", La Spezia 2000,
pubblicata dal Centro Culturale "La Magra" poi confluita nel libro omonimo edito
dalla Genesi di Torino]» [La memoria e la parola]
«Un prisma di musicalità, un caleidoscopio di sentimenti espressi con la
consueta esemplare tecnica dalla B.G. Concinnità di scrittura contrappuntata da
versi circoscritti in alternanza ad altri più ad angolo giro, più estesi nel
vasto pelago della “poiesi”, più impressi nelle cornici icastiche del mondo.»; C. Manzi
«È una poesia [Asfodeli] piena di immagini e carica di sensazioni, dove
le parole sono vibranti e sonore e i sentimenti si sovrappongono tra il
rimpianto del passato e l'angoscia di un presente che però vuole essere anche
fiducia di un più lieto avvenire. ... La forza lirica di B.G. è capace di
questi palpiti e di queste emozioni...» [La
memoria e la parola] «L’a. ama questo scavare dentro le cose e dentro la sua
anima e trova per sua natura nella nostalgia una tregua alle asprezze della vita
e all’amarezza dell’esistenza.»; A. Masiero
«La sua voce poetica diviene portavoce di sentimenti umani e religiosi che
travalicano il tempo; a questa poesia [La luna e la memoria] si deve dare l'attenzione profonda che
merita chi si è cimentato sui temi universali della vita.»;
P. Matrone «La poesia nasce dalla poesia. Ne
danno conferma i versi intensi e ben costruiti di Parole d’ombraluce,
l’ultima raccolta di B.G., artista sensibile e colta, avvezza a catturare e a
coinvolgere, allo stesso modo, sia il lettore comune che il critico raffinato ed
esperto.»; G.
Matthieu Chiocchini «Il tema dominante [La luna e la memoria]
è la nostalgia, o dolore del rimpianto, dove tutto è sospeso in domande
inappagate, perché nulla di certo e di finito si conclude nel giro dei giorni
che ci sono dati in prestito dal tempo. Con una scrittura personale e struggente
dove i versi giocano un vincente ruolo evocativo, dove le memorie, ombre labili
e vane sono richieste dall'a. di fermarsi e sostare, meditativi accenni ad un
passato dal vago sapore carducciano... la poetessa porta avanti la sua
vocazione, nell'adesione vera e completa ai valori intramontabili dell'esistenza
in una sorta di continua epifania, lontana, però, da qualsiasi solipsismo, che
la porterebbe inevitabilmente verso la retorica sdolcinata. ... Alla
realizzazione di questo progetto interviene vivace la ricchezza della sua
poetica, legittimata dalla sua naturalezza e dalla sua spontaneità.»
«Raffinata poetessa dotata di intensa interiorità che si muove in
un'articolazione di riflessioni e sogni espressi con un linguaggio denso di
inventiva e risorse metriche, la B.G. in questa terza silloge Ombra della
sera mantiene inalterata la sua cifra poetica in perfetta sintonia con
l'incidenza simbolica delle immagini di cui aveva già dato prova nelle sue
precedenti sillogi. Ritualità di pulsioni laico-religiose che si accavallano e
s'inseguono nel fecondo vivaio del suo universo dove la metafora dell'ombra
della sera ... inanella le immagini in un unico affresco visionario a
raggruppare le sezioni della raccolta... il cui ordito si dipana come un
ininterrotto racconto.» [Parole d’ombraluce]
«...se nella parola poetica continuiamo a cercare il senso della vita. Perché
poi è il senso della vita a dominare tutta la poetica della B.G.. Volere a tutti
i costi cercare il senso, in ogni spigolo di mare, in ogni frammento di roccia,
in ogni segmento di terra, in ogni evento umano: il senso e la sua verità.»; L.
Nanni «Un lessico raffinato s'impone... [La luna e la memoria]
Ma vi è un fervore, un vivido contrasto, una vitalità (non vitalismo) con
reminescenze dannunziane...» «In confronto alla precedente
raccolta La luna e la memoria il lessico si è semplificato [Ombra della sera].
Ma la qualità poetica s'è accresciuta: cioè descrizione/immagine e
pensiero/espressione. Che vi sia il ricordo di un mondo classico è evidente:
questo però, anziché costituire un limite, arricchisce la creatività per la
confluenza personalizzata dei temi e nello stesso tempo la include in una sfera
di poesia autentica.» [La memoria e la parola]
«Settenari ed endecasillabi testimoniano la perizia tecnica della poetessa:
sarebbe comunque riduttivo segnalare questa raccolta soltanto per un fattore
metrico. La poesia risiede anzitutto nell’armonia del versi, cui l’aspetto
metrico conferisce più efficacia. L’eleganza appartiene all’estetica come arte
del bello di immagini e concetti, ... valori senza tempo e qui pienamente
realizzati.» [Parole d’ombraluce] «Quarta raccolta che conferma in
progress le qualità creative dell’autrice; se permangono ‘memorie’ classiche o
nell’impostazione ritmica, l’ultima parte mostra modernità di scrittura. Ma lo
stile peculiare sta nella percezione della parola come ‘valore’: il timbro,
l’eleganza descrittiva in versi...»; N. Pardini «Il
ritorno nei luoghi dell’infanzia [La memoria e la parola] stringe l’anima
dell’a. in un’acerba morsa di dolente rimpianto. Ora quelle tante lucciole, che
nella notte scura lampeggiavano come ombre di sogni, sono svanite nell’oscura
tristezza della vita e l’acqua del ruscello, una volta chiara e zampillante, è
diventata viscida e torbida. Immagini forti che, metabolizzate da un sentire
estremamente fertile di motivazioni umane, fuoriescono concretizzandosi in
oggettivazioni metaforiche di grande efficacia visiva. Lo stile, dal tessuto
classicheggiante, disteso su uno spartito metrico in prevalenza endacasillabico
e settenario, incalza e persuade per nitidezza e linearità; d’aiuto all’ordito
poetico sono gli enjambements che, sapientemente distribuiti, s’innestano in una
forma lessicalmente puntuale e musicalmente piacevole.»; A. Piromalli «Mi pare che lei esprima artisticamente in modo perfetto le
suggestioni emotive e le trasferisca in chi legge. Ciò è fatto con
sapienza.»; Premio “Franco
Bargagna 2006” [Parole d’ombraluce] «La nuova silloge poetica
della B.G. è intrisa di “vis poetica” che la spinge ed insieme a lei spinge il
lettore alla ricerca dell’immortalità, alla ricerca dell’amore che dà gioia, che
dà la vita immortale. ... È l’immortalità che la parola poetica, la poesia, dona
all’uomo, di foscoliana memoria.»; L. Pumpo «[Asfodeli]
...la poetessa
traccia il cammino della sua solitudine amica e nemica dell'anima – rifugio
nei giorni amari – carcere voluto e sofferto nei giorni splendidi. ... canta
la varietà delle stagioni, il mare tempestoso e calmo, il lago, il Po, le isole
Tremiti. E il canto ristora l'animo sgomento che grida il suo dolore e si
immerge nell'immenso mare del dolce naufragio.»; G.
Quirini «La poesia stessa appare come un approdo, una terra che
nutre anime ben vive per continuare il viaggio. ... La scrittura nasce qui [Asfodeli], in
questa relazione a volte difensiva, a volte drammatica. E da qui si sviluppa un
percorso ideativo segnato da contenuti 'depressivi', espressi con variazioni che
si rinchiudono spesso nella iterazione del lamento. Solo a tratti una debole
luce filtra tra le ombre e rende l'opera più complessa e più feroce. Fino alle
sue conclusioni senza redenzione, ma anche senza disperazione.»; G.
Risica «[motivazione al premio speciale "Peloro 2000"] Soffi lievi di
nostalgia, di quieta rimembranza del passato, in questa splendida lirica, densa
di immagini straordinariamente luminose. I colori della natura si fondono
perfettamente con lo stato d’animo dell’A., in una sintesi di rara efficacia.
Stile molto sicuro, ritmo costante e senza cedimenti, adeguata la musicalità.»; P. Rocchi «Il destino per
ogni uomo è oscuro: non si sa cosa ci sia dietro l’angolo. Nelle varie
sezioni in cui è divisa la silloge [La luna e la memoria] l’a. scava
nel più profondo dell’io attraverso una spietata autoanalisi, perché vuole
fare un po’ di luce nel mistero che avvolge ogni essere umano. Presente e
passato, delusioni e gioie animano le sue liriche e queste sono tutte
riconducibili al tema principale che dà unità all’intera raccolta. ...la
costruzione del verso è fluida e sciolta e si avverte la ricerca continua della
parola scavata nell’animo, della parola nella sua essenzialità»
«La silloge di poesie [Ombra della sera] presenta varie sezioni unite
tutte da un “leit-motiv”: la rievocazione. Il filtro della memoria è nella sua
opera il collante lirico che trasporta la silloge sul piano della poesia pura.
(…) Le emozioni si allungano, si storcono, si alimentano, si sovrappongono, si
liquefanno, si aggregano, si disgregano e creano quei sentimenti che riempiono e
determinano la vita di ogni uomo: l’amore e l’odio. G.B., attraverso un ritmo
dei versi ora rapido e fluido, ora lento e franto lancia alla nostra società un
messaggio forte: possa sempre l’amore avere il sopravvento sull’odio.»; P. Ruffilli «[Ombra
della sera] B.G. vede la poesia come tramite comunicativo, come 'ponte' e
flusso di parole, come racconto di sé e delle proprie radici, a metà tra la
vigile consapevolezza e il recupero dell'inconscio. La situazione fondamentale
della sua poesia è la contrapposizione costante dell'altro (cosmo-mondo-storia)
all'io (persona) rappresentata nella metafora dominante dell'ombra, della
sera, appunto del chiaroscuro, come dice in apertura del suo risvolto di
copertina S. Gros-Pietro. Siamo di fronte a una raccolta compatta, quasi a
cerchi concentrici intorno a un punto unificatore. In una chiave esistenziale,
cioè ergendosi su se stessi perché, riconosciuta l'angoscia del proprio
esistere, si è naturalmente spinti a far trascorrere la propria vita come su un
nastro, alla moviola, a sezionare, ritagliare attimi e minimi particolari, poi
risolvendo tutto nelle musicali immagini...» «E queste
tue Parole d’ombraluce mi sembrano la summa del tuo lavoro, per maturità
umana ed espressiva. Hai fatto bene a lavorarci sopra qualche mese in più, per
ottenere il risultato massimo.»; F.
Salerno «Sotto l'urgenza dei ricordi di quella fase della nostra
vita, l'infanzia, che tutti chiamano felice, anzi sublime, nasce l'arcana poesia
dei versi di Simulacri d'infanzia, leggeri come aliti di venti, eppur
incisivi come uno stilo che incide l'epigrafe della vita sulla carne del
cuore.»; G. Silvestri «Nell'armonica
correlazione tra la necessità interiore di comunicare sentimenti e la bellezza
degli equilibri della natura, B.G. sa raccogliere tutte le sensazioni che
partono dal cuore del pensiero per arrivare al cuore delle emozioni.»; M.
Testi «...è sempre più acuta l'esigenza che la poesia torni a
parlare ai cuori e agli animi della gente comune caricandosi di forti valenze
etiche, umane e sociali, rendendosi altresì chiara e leggibile. Ebbene, è
proprio in questa ottica che va posta la silloge [La luna e la memoria]
di B.G., ricca di sincero scavo interiore, di intense immagini di una natura
percepita con animo leopardiano... Il tutto espresso con suggestive immagini
poetiche e nitida capacità comunicativa.»;
S. Tietto «[Ombra della sera] Questo tipo di poesia appare
perciò - almeno attenendosi al filo aureo che attraversa l'opera in tutte le
sezioni - un caso davvero singolare nel panorama del fare poesia oggi: perché in
essa è velata la lettura del mito di Ulisse, nella sua circolarità, come cifra
che sottraendosi (o astraendosi) rilancia il particolare e l'occasione a vicenda
comune, e riverberando lo stare nella singolarità come condizione inquieta di
tutti.»; C.
Zangrandi [motivazione del premio "Parole e immagini 2000"] «Crude verità, sulla carta, in una storia che si vorrebbe
fosse solo fantasia.»; V. Zucchi
«[Motivazione al premio "Olinto Dini 2001", Castelnuovo Garfagnana]
Un rimpianto malinconico e amaro per un abbraccio mancato, un ardente dialogo
d'amore non vissuto. Quanti attimi ricchi di emozioni e sentimenti l'uomo spesso
si lascia sfuggire per esitazione... timore... Nello scorrere dei versi, ricchi
di allitterazioni, ripetizioni, similitudini, la lirica assume un ritmo
piacevole e musicale.».
| |
 |
autore |
|