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Daniele Toffanin
Maria Luisa (Padova), poetessa, vive a Selvazzano Dentro.
Ha pubblicato le raccolta di poesie
Dell'azzurro ed altro
(1998, 20002,prefazione di M. Richter, nota critica
di L. Nanni, con antologia critica) e A
Tindari (2001, 20022,
lettera di P. Levi-Montalcini), Per
colli e cieli insieme mia euganea terra (2002, introduzione di S.
Campagnolo e S. Bartolomei;
prefazione di M. Richter; nota tecnica di L.
Nanni; nota in IV di cop. di A. Zanzotto)
e Dell'amicizia-My red hair (2004,
prefazione di G. Vacana),
Iter ligure (2006, prefazione di
N. Pardini),
Fragmenta (2006),
Briciole (2007), E
ci sono gli angeli (2010, prefazione di
M. Richter e Nota dell'abate
Norberto Villa).
Molti saggi sono stati dedicati alla sua poetica, in particolare il saggio di
Mario Richter La
poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin (2009)
Collabora con
l'Associazione "Levi-Montalcini" per l'orientamento scolastico e promuove
iniziative culturali negli Istituti superiori, secondo le finalità
dell'Associazione stessa: incontri con gli autori: Ferdinando Camon, Cesare
Ruffato e Andrea Zanzotto, con i critici Mario Richter e Silvio Ramat ed esperti
in altri settori. Si dedica anche alla presentazione dei suoi libri, in
particolare a momenti di poesia in varie scuole medie e superiori con letture
dei suoi testi e suggestioni musicali. Collabora con alcune riviste letterarie
ed è presente con le sue poesie in miscellanee e altre iniziative editoriali
realizzate dall'Università di Udine, progettate e coordinate da Silvana Serafin. Segue l'attività di alcuni
gruppi letterari e associazioni culturali di Padova (Formica Nera, Circolo Ponte
San Nicolò, Dante Alighieri, Casa di Cristallo).
È socia del Pen
Club Italiano di cui segue le varie iniziative. Organizza anche “Laboratori di
poesia” nelle scuole primarie e secondarie e si dedica a varie presentazioni dei
suoi libri: l’8 giugno 2006 a Luvigliano Renzo Pegoraro ha presentato Per
colli e cieli insieme mia euganea terra e La mia barca è una conchiglia
di Norberto Villa, Priore dell’Abbazia di Praglia, con letture dei testi e
suggestioni musicali. Le sue liriche sono presenti in
riviste, pubblicazioni varie e antologie letterarie, tra le quali: "Laboratorio Letterario",
"Antologia dei poeti padovani", "Campania",
"Padus Amoenus", "Il Golfo",
"Farfalla beat", "Cinque Terre",
"Antologia d'autore Kam", "Cristalli di vita", "Una vita una missione", "Ss. Croce", "Poeti di Val di Magra", "Vento di
Maestrale", "Voci dell'anima Molinello", "E.
Mazzinghi", "Natale Tremestieri", "Ada
Negri", "Germoglia dai ricordi il nuovo giorno",
"Stagionalia", "Il Litorale", "Voce versa", "Incontri Valle dei Laghi", "Voci
del nuovo Millennio", "Kelle", "Quaderni Università Aperta di Sermide",
"Dizionario degli Autori italiani del Secondo Novecento", “Scorpione
letterario”, “Itinerari molisani”, “Il foglio volante” e on line nel sito
www.turismopadova.it/itinerari/ColliEuganei/it/view,
"Oltreoceano" e "Studi di Letteratura latinoamericana/Estudios de literatura
Latinoamericana". Ha
ricevuto riconoscimenti in concorsi letterariin varie parti d’Italia (circa 70
tra primi, secondi e terzi premi) sia per l’edito che per l’inedito con
pubblicazione.
Sulla produzione poetica di D.T. hanno scritto: S.
Angelucci «Non vogliamo concludere il nostro commento senza dare il
giusto spazio ad una nota di natura stilistica: in questo senso, la raccolta [Iter
ligure] fornisce una sicura testimonianza di maturità. L’accortezza
nell’elaborazione del verso, nella stessa sua costruzione (frequenti le
modifiche dell’ordine sintattico) si sommano all’uso sapiente delle figure
retoriche: tutto nell’assoluto rispetto della musicalità di un linguaggio che
rispecchi fedelmente il pensiero.»; M. Bagnara
«...nel volume “Sebastiano Schiavon. Lo ‘strapazzasiori’ che lo studioso Massimo
Toffanin, marito della nipote materna D.T. la quale, poetessa affermata, dedica
al nonno, in quarta di copertina, una commossa lirica...»;
G. Bárberi Squarotti «...ella ha saputo raccontare [Dell’amicizia...]
in modo partecipe e altissimo un’esperienza di vita sostenuta e confortata
dall’amicizia più sicura e vera. È un’opera preziosa e rara, e aiuta l’anima e
la scrittura.»; M. Battilana «Attraverso un linguaggio a volte esemplare riesce quasi a rendere, oltre che sentire,
l'inesprimibile [Dell'azzurro
ed altro].»; T. Bertoli
«L'autrice invita a guardare oltre. Oltre i Colli? È semplicistico scoprire che
il suo invito sia a guardare i cieli, giacché la creatività poetica dell'autrice
è tutt'altro che pessimistica, cioè limitata alle cose, invita a guardare con
gli occhi dell'anima e della fantasia la luce che illumina la sua terra Euganea
che arriva dall'alto.»; L. Bertazzo «È stata
un’occasione per gustare la lievità e la forza delle parole della sua poesia [Dell’amicizia...]:
la possibilità offerta da un “loquire” con la sinfonia di suoni, immagini,
rimembranze, che sa suscitare.»;
A.
Bonchino «È possibile definire la poesia di D.T. [Dell'azzurro
ed altro] come poesia della poesia preverbale ovvero anteriore alla propria
oggettivazione sonora. Questi testi appaiono come la rappresentazione di ciò che
sta prima del testo medesimo. È questo, probabilmente, il senso di una poetica
di immagini, idee, emozioni modellate in "acqua ardente", indicata peraltro
dalla stessa a.»; S. Bonomo «La trasparenza
dell’anima è totale [Per colli e cieli insieme...], senza veli si
presenta nuda e pudica alla bellezza e all’armonia. Libera nella semplice
rotondità dei colli che la scavano dentro e la coinvolgono fino a farla loro.»; L. Bronzi
(da: "Dizionario degli autori italiani del secondo Novecento") «La sua poesia si
innesta in temi musicali, balzando viva e commovente, per la sincerità saliente
dal profondo del suo nobile animo...»; “Cai Notiziario”
«...oltre ad evidenziare un’attrattiva specifica verso l’ambiente dei Colli e il
privilegio di vivere al margine del tessuto collinare con il suo ultimo “lavoro”
[Per colli e cieli insieme...], breve ma significativa raccolta di versi,
fortemente motivati, guida il lettore, attraverso luoghi dei colli, a scoprire
l’incanto sublime della natura.»; F. Camon «Le sue poesie
sono visionarie e descrittive [Dell'azzurro
ed altro], cariche di un sentimento naïf e naturale,
dolcemente fuori-moda e fuori-tempo: sono poesie scritte per amici-lettori o per
lettori-amici, come dovrebbero essere sempre le poesie. Sento in esse la
semplicità di un mondo appartato e perduto.»;
S. Campagnolo e S.
Bartolomei «...i Colli Euganei, intensamente amati da poeti e
narratori che hanno tracciato ideali strade negli spazi più belli, continuano
ancor oggi a suscitare l’ispirazione creativa della parola. La raccolta di
poesie qui pubblicata [Per colli e cieli…] ci guida lungo una di queste
strade: andare per i Colli nei luoghi dell’anima, luoghi di chi sa ancora
guardare con occhi stupiti l’incanto della natura dove il terreno e il celeste
s’incontrano.»; M.P. Codato «[Dell’amicizia...]
L’amicizia, di cui parla anche la Bibbia, è vicina all’esperienza dell’amore
perché è donare tempo, parole, gesti, presenza. Nella scrittura poetica della
D.T. si colgono queste componenti...» «Quest’ultima prova poetica [Per colli e
cieli insieme...] ci mette di fronte ad una rinnovata forza lirica, ad
un’appassionata esplorazione-creazione capace di rivelare insieme la realtà
complessa dell’anima e quella della natura...»;
R. Del Favero e P.
Frescura «[Per
colli e cieli...] Paesaggi e atmosfere d'autunno sono
abilmente descritti nei versi... Un viaggio collinare, fra cielo e terra,
rappresentato in strofe poetiche ricche di significato esistenziale, metafore e
figure retoriche.»; F. De Napoli «La poesia di D.T. [Dell'azzurro
ed altro] si presenta stracolma di impressioni dolcissime e malinconiche, che si animano nella 'meraviglia fuggevole dell'attimo. Un lampo che sa di eternità, ove si avverte costantemente il senso della caducità dell'esistenza insieme coll'incombere dell'irresolvibile rebus legato al binomio essere/divenire.»;
(da: Unità.it, 21.01.04) «La musicalità suadente della poesia di D.T. ... che ci
giunge dalla raccolta [Per colli e cieli…] ... prende a pretesto gli
arcani segnali e l’universale simbologia dei Colli Euganei per esorcizzare
l’infido tempo, altrove definito impietoso. ... G. Vacana individuò nella poesia
di D.T. una magistrale riedizione del mito orfico: anche qui si ripresenta
l’aspirazione nietzschiana ad una fusione tra arte e vita, attraverso una
rovente ribellione ad ogni consolidato canone.» ;
N. Di Stefano Busà «Il titolo [Dell'azzurro
ed altro], di per sé emblematico, è già indicativo, per suo conto, del
cromatismo acquarellato e di una componente mediativa tra il colore e la
forma-sostanza. D.T. recupera la tradizione classica per trasformarla in
rappresentazione personalistica, con tanto di apparato epidermico e di
emozionale rivelazione linguistica. Così giunge ad una scansione fortemente
misurata e sorretta da ritmi non propriamente iniziatici. ... La parola allora
diventa strumento di un linguaggio espansivo che si solidifica in schegge di
testimonianza propositiva e lenitiva, proprio attraverso l'anelito del
riferimento al sublime.»; A. Ferrarini «Una poesia religiosa in senso ampio e
universale [Dell'azzurro
ed altro], come desiderio di un significato che va oltre le parole forzate a dare una risposta, mai gridata, ma tenue di
acquerelli, pur tuttavia non ultima, perché alla fine c'è il silenzio della fine e il silenzio di una rivelazione che si desidera, che si intuisce, che in parte si conosce ma che si spera di ri-conoscere. Questo era il senso dell'azzurro intravisto
inizialmente.»; A. Gardini «Un viaggio in
Sicilia folgora la D.T. e i miti, la luce, i colori accesi, densi, caldi,
carichi di odori, accendono i suoi sensi, la sua fantasia.[A Tindari]»
«...la sua
raffinata educazione letteraria che può benissimo inserirsi negli strati più
quotati della nostra tradizione poetica [Dell'azzurro
ed altro].»;
Giuria del premio "Adsint" «Il ritmo si
dispiega tra endecasillabi e ottonari: è una meravigliosa marina ed i versi,
più del pennello d'un pittore impressionista, danno, vivace, il movimento di
vele, di onde, di risacca. Magistrale la chiusura: la penultima strofa di colpo
muta la prospettiva, ancora utilizzando un'immagine e l'ultima risolve il nodo
emotivo.»; Giuria del premio "Calastoria"
«Si percorre un tempo – ormai perduto – con la serenità di un mondo tessuto di
semplicità, di fede e di armonia. La figura della madre contrappunta la
narrazione, che ha l'ansia delle grandi sinfonie, con un tema forte, ispirato,
tale da generare le profonde emozioni che sono la storia degli uomini buoni.»; Giuria del premio "Campagnola" «Con andamento coloristico e descrittivo l'ispirazione traccia un percorso naturale che, divenuto guizzo del vivere, si arresta al punto fermo della domanda, mentre si insinua una sottile indagine, un movimento cognitivo sulla scansione
dell'auspicio.» «Si fonde la bellezza del verso classico ai tratti innovativi
della scrittura [Dell'azzurro
ed altro].»; Giuria del premio "Cinque
Terre" «D.T. ci recita versi consunstanziati di cielo, di ruscelli,
di scorci paesistici di fascinazioni infantili e adolescenziali della sua
euganea terra [Per
colli e cieli...] che offre l'occasione di creare paesaggi
rivissuti nella loro valenza fantastico-sentimentale connotati di vitalità di
confidenza di un'intensità visionaria etica ed estetica e l'organicità
strutturale e lirica lucreziana cosmica di un antico canzoniere.»;
Giuria del premio “Città di Pompei”
«Dinnanzi alla contemplazione del mare e al potere di magia che esso esercita
con suo ignoto quale grembo immenso della vita la poetessa si spersonalizza,
oblia la sua specifica identità di essere superiore e si trasforma in una
compenetrazione e sintesi di elemento panico, ninfea salmastra, onda schiumata
d’ansia.»; Giuria del
Premio “Histonium 2002” «Si respira un’aura
di raccoglimento e di preghiera in questi versi che, mentre descrivono lo
stupore della poetessa nella contemplazione del tempio sacro, incastonano una
figura a lei cara, i cui occhi scolorano “oltre l’umano” (Frammenti oltre
l’umano).» ; Giuria del Premio “L’Aquilaia 2006”
«L’evento che la nostra lirica (Epistula) dice di non poter dire mentre
cerca di dirlo è il mistero del sorgere della vita. Evento nascosto tra tutti.
La madre caverna custodisce un alito, un movimento impercettibile che pure si sa
comunicare con un linguaggio enigmatico che chiede interpretazione continua.»; Giuria del premio "Maggio Pontelongano" «...vi è nella sua poesia la tendenza pittorica, qui diluita poiché il testo è portatore di significati esistenziali.»; Giuria del premio "Mazzinghi"
«In questa poesia, di carattere panteistico, che molto ricorda i poeti
sudamericani, la poetessa si identifica, anzi si immedesima nella natura... Un
senso di smarrimento di fronte alle risposte mancate, ai segni oscuri del
creato, la pervade. E ciò in aperto contrasto con la visione incantata della
natura.»; Giuria del premio "Ninfa Camarina"
«Sintesi armonica in cui stile, sentimento, ragione, si fondono in un sapiente
intreccio, creando melodiche sonorità, evocate e quasi percepite, in un verso
dal tono cadenzato e dal ritmo felice» «Scritta sotto l'onda di una profonda
emozione presenta le immagini senza sbavature sentimentali...»; Giuria del premio "Il
Portone" «Uno spartito di musica insomma che incastona nel
pentagramma colori, sensazioni, impressioni, intuizioni e che realizza nella
totalità un quadro di composta plasticità che mai sfugge a un'armonia di
tessitura classica [Dell'azzurro
ed altro].» «La cosa che colpisce maggiormente, leggendo
questa nuova opera [Per
colli e cieli...] di D.T. è la profonda simbiosi panica tra
il corpo delle immagini e l'anima dell'a. Il verso scorre limpido e musicalmente
effusivo, facensosi a mano a mano icastico, in supporto ai contenuti, col
ricorso ad univerbazioni, a unità sintagmatiche di aggettivo-sostantivo o a
invenzioni di grande rilievo. ... L'uso di anastrofe, di una serie di doppi
trisillabi che fanno risaltare certe sincronie naturali e di una metrica in cui
i versi di varia misura si alternano a significare le modulazioni interiori,
denota maturazione stilistica e concretezza immaginativa in questa fusione di
realtà complessa fra anima e natura.»;
Giuria del premio “Primavera strianese” «La
poetessa ... chiede all’amica del cuore, che ora riposa con i suoi pensieri, se
è destata da nuova alba e se gode dell’infinito orizzonte d’oro che richiama gli
amati girasoli, e se l’Oltre è lucente in slarghi d’azzurro.»; Giuria del premio
“Rotello” «L’a. rivela un’acuta capacità di
introspezione e di riflessione esistenziale diluita in un contesto ambientale
che è eco profonda dei suoi pensieri e della sua ricerca interiore. Il dettato
lirico è sostenuto da un nitore formale considerevole ed estremamente
incisivo.»; Giuria del premio “Spazio donna 2002”
«[Per colli e cieli…] Un intenso viaggio d’anima e di cuore per una terra
che vive dentro con panorami sospesi in altalenanti visioni. Pagine di luce che
prendono ed affascinano per la intensità del linguaggio e delle immagini.»; Giuria del premio
“Venafro” «Dell’Amicizia... non è una
raccolta di poesie ma una vera e propria intrecciata corona e chiede dunque a
chi legge una partecipazione altamente attiva, impervia, a stretto contatto con
le ragioni e le regioni coincidenti della gioia e del dolore. ... Incosa dal
bulino di un umano forte sentire, questa poesia naturale e un poco innocente è
sembrata quest’anno a tutti i componenti della giuria la più degna del Premio
con la pubblicazione.»; Giuria del premio "Zip"
«...sempre riuscite le immagini, in particolare quelle finali dove la
contrapposizione tra passato e presente raggiunge effetti di indubbia
efficacia...»; S. Guerrieri «La misura lirica di D.T. [Dell'azzurro
ed altro] lévita 'dalla pelle all'anima'. Non è frammentata o rapsodica, perché perenne è il recupero di momenti, di ritmi, di visioni, di fragranze cosmico-lucreziane rivissute all'interno di una sensibilità che vorrei definire rilkiana e vagamente proustiana.»
«D.T. ricupera anche nella silloge Dell’amicizia... uno dei valori quasi
dimenticati nella poesia contemporanea e presente invece sempre e illuminante
nella storia della poesia antica, quella greca e latina da Catullo a Virgilio ad
Orazio, il tema appunto dell’amicizia. L’a. però lo arricchisce, lo trasfigura,
lo soffonde di sfumate pennellate di raffinata orficità maturata in tempi più
recenti e congeniale al suo spirito. L’a. compendia dentro un avvolgente alone
di cosmicità il senso della terra “dimora d’umana cultura”, il rimpianto di un
patrimonio etico arcaico vagamente arcadico, venato di grazia, di gentilezza, di
cortesia, di abbandono alla contemplazione della natura percepita luminosamente
come sfera di armonia e risorsa panico-lirica capace di intridere il genetico
“tenero tempo di vita” di riverberi d’affetti, di pensieri che ci persuadono di
una continuità ideale nella ispirazione di D.T. animata da tensioni visionarie e
cogliere nell’intimo delle cose il lievto segreto, il luccichio d’arcano, il
magico, il primordiale, il fantastico.» ;
M. Klein «...conferma come questa de D.T. [A
Tindari] la sia na poesìa colta, de grande livelo inteletuale, con un
linguagio adeguatamente studià e na fioritura de imàgini altamente ‘insulari e
mediterranee’.» «Il libro [Dell'azzurro
ed altro] è un piccolo miracolo al femminile: una donna carica di energia positiva, piena del suo mondo di esperienze, di emozioni e osservazioni, sente la realtà, l'incantamento, l'essere costretta a vivere le normali vicende di tutti, non le impedisce di arrivare alla conquista di una profonda serenità spirituale, proprio in virtù del valore che possono assumere le cose concrete, la vita, i rapporti umani, la natura, solo se esiste la certezza dell'importanza del fine. Naturalmente passando attraverso, cioè guardando tutto con gli occhi della mente e dell'anima.»;
«A D.T. il merito di avere saputo mettere in luce per mezzo di questa sua
raccolta [Dell’amicizia...], la presenza della donna nella vita di tutti
i giorni. Una presenza essenziale, necessaria, energica e tenera, concreta e
dolce. Una presenza solare per questa umanità grigia che pare proprio avere
perso il senso del colore, del calore, del sociale e dell’umano. Il tutto,
espresso, com’è stile dell’a., con un linguaggio personalissimo, corposo,
“dotto”, innovativo, didattico, musicale, cantante e pittorico, con frequenti
ricorsi alla metafora e a gradevoli immagini liriche che, al lettore non
distratto, permetteranno di “sentir spuntare | i fiori | in fremito-risposta”.»;
P. Lucarini Poggi «[Iter ligure] La
luminosità intensa celestiale del tuo sguardo, Dea umana, si riflette questa
volta sui paesaggi intorno, marini, per esaltarne nuove e inedite bellezze. Con
l’accensione della tua interiorità volta sempre al sublime infondi – o aggiungi
– numinosa trasparenza a quei terrestri profili naturali.»;
G. Luongo Bartolini «C’è un riscontro che
ritorna, in entrambe le parti di questo libro [Dell’amicizia...] il quale
attinge una sua luce propria, che valica la speranza e guarda al destino dei
viventi con la saggezza popolare d’ogni tempo, e che è sempre destino di vita e
di morte. Senza appello naturalmente.» «Lei stessa,
amabile autrice di versi, qui suddivisi nelle due parti di “A Tindari” e
“Visioni”, sottoscrive luogo e data, volta per volta, della sua creazione
lirica, quasi a fermare, nelle parole, il momento magico del coinvolgimento
affascinante che nasce, a volte, tra l’essere umano e il paesaggio, lo stato
d’animo e la resa emotiva trasposta nell’articolazione del periodare.
Si tratta, appunto, della espressione linguistica privilegiata che, qui,
utilizza memorie e miti, evocando “con dolce malinconia”, in una
“sera-ametista”, le bellezze dei luoghi noti e lontani, gli echi di suoni che
ritornano con insistenza e richiamano il cuore agli incanti di una terra
percorsa in un tempo felice. ... In queste “visioni” il
rapporto fra l’autrice ed il paesaggio naturale appare, più spesso, intensamente
vissuto e riesce a realizzare quel vago sogno della bellezza che ha voluto
dedicare, emblematicamente “A Tindari”.» «...un lungo poema
amoroso [Per
colli e cieli...] che supera, nella continuità degli
elementi letterari, poetici e del ritmo sullodati, l'anticipata numerazione che
ne sintetizza fasi e percorsi. Tanto è vero che tutto si svolge in un lungo,
articolato, riuscito monologo da parte dell'autrice, nel quale è chiaramente
sottinteso per il continuo richiamo al "tu" dell'indirizzo spirituale e reale
del referente, l'intimità del colloquio col proprio imprescindibile diletto. Ben
calcolando, secondo il lettore che a volte, per lo più, tutti gli amori possono
anche essere sintetizzati, in un valido Canzoniere, in un solo amore, e tutti i
nomi possono esserlo in un solo nome. Anche se, qui, naturalmente il risvolto
ipotizzato è del tutto fuori causa.»;
A. Malinconico «…la sua raccolta [Dell'azzurro ed altro] che denota una spiccata vocazione per la metafora, ora intesa però non nel significato tradizionale e grammaticale, ma in quello più ampio e moderno dell'accostamento di termini, apparentemente inconciliabili, per alludere ad altri, per suscitare sensazioni 'oltre'; per attingere ad un mondo di sentimenti che sta al di là dei consueti rapporti tra le parole e che può intendere solo chi si immedesimi totalmente nel 'tentativo' poetico. […] …la poesia è per il poeta concepire sensazioni esclusive ed esporle come nessun altro lo potrebbe…»;
P.C. Maschera «Perché è l'impressionismo fatto poesia [Dell'azzurro
ed altro] quello che la D.T. usa per affascinare il lettore con un linguaggio personalissimo, ricco di cromatica sonorità, di commosso stupore, di slanci emblematici, di una poetica di grande afflato misterico. Vi è ricordo e speranza in ogni suo verso: non la pietrosa fossilizzazione del vissuto emotivo, ma la creativa e continua ricerca di nuove sensazioni… Poesia assoluta nel senso pieno della parola, laddove il verso sfiora il sinfonico lirismo di una divina
melodia.»; A. Masiero «D.T. è una
poetessa di grande sensibilità e raffinatezza espressiva; un linguaggio dal
ritmo fortemente evocativo [Dell'azzurro
ed altro], l'a. dipinge versi dalle coloriture vibranti e dai
riverberi sfumati.»; A. Mastrominico «È
una poesia robusta e consistente che si allontana di molto dagli stereotipi e
dai movimenti letterari che hanno imperversato in tutto il Novecento,
lasciandosi dietro un tracciato effimero di pochi solchi buoni. ......la
poetessa di Selvazzano che già si è saputa ritagliare, con questa sua prima
raccolta [Dell'azzurro e altro], sicuramente un posto di rilievo nel
variegato panorama della letteratura italiana.»; G.
Matta «Difficile leggere un compianto così poetico [Dell’amicizia...],
così inusuale, così intenso dedicato ad un’amica del cuore, con versi originali,
spontanei ma con un evolversi poetico nuovo, perfettamente musicale e denso di
profondi contenuti.» «È una poesia di ricerca, di alto contenuto lirico e morale,
colma di musicalità [Dell'azzurro
ed altro] che dipana dai versi in una sintesi innovativa dagli ampi
toni cromatici, dove il 'guizzo' è simile ad una pennellata di classicismo
tracciata su una tela 'impressionistica'.» «È un angolo di sogno [A
Tindari] che hai saputo ricreare nel dolce e acuto canto del tuo verso e ti
ringrazio di avercelo donato perché è un’opera di alta poesia.»;
M. Mazzocca «[Per colli e
cieli...] Moderna nella lingua, che non indulge alla
letteratura, e nel metro, libero e sorvegliato insieme, questa poesia si colloca
entro l'alveo della tradizione più classica della poesia di paesaggio di
ispirazione religiosa. Non ignora il turbamento, né le è estranea la percezione,
così umana, del dolore. Ma sente che esso s'inscrive entro un 'disegno' di cui
tutto è voce ed è segno: dai bagliori di un tramonto al canto delle sillabe che
zampilla sulla pagina per farsi poesia. ... Traspaiono, nei versi, contenute
ebbrezze, tripudi dell'anima che osserva il paesaggio e se ne lascia inebriare
come al cospetto di un'armonia che rappresenta l'intima legge del Creato.»;
Don L. Minuzzo «Le poesie di D.T. compongono
una meravigliosa sinfonia di suoni e di colori che cantano i sentimenti umani
più profondi e più veri, come l’amore, la famiglia, l’amicizia, l’ammirazione
per il creato. È un rincorrere ed un intrecciarsi di cielo e di terra, di volti
umani e di misteri divini, di luce e di penombra, di fiori e di uccelli, di
astri e di piante ed erbe, di passato (con ricordi dolci e struggenti) e di
presente, guardato con preoccupazione, ma con fiduciosa speranza. È tutto
l’universo umano che viene contemplato con ammirazione e scrutato in profondità
con gli occhi dell’amore e della bellezza e poi dipinto in tutta la ricchezza e
varietà dei suoi colori.» «Questi versi [“Pasqua”], delicati e
scorrevoli, pieni di suoni e colori, descrivono come una madre sapeva
trasmettere ai figli il senso profondo del mistero della Pasqua, carico di gioia,
di stupore, di emozioni e sensazioni di vita nuova.» ;
M. Munaro «...ne ho apprezzato l'energia del
sentire e l'idea di offerta (alla natura, a Dio, al lettore stesso).»; L. Nanni
«Perciò devo dire che la tua poesia [Dell’amicizia...] davvero acquista
un valore non solo attuale ma in un ‘tempo senza tempo’. E se si vuol vedere la
poesia in senso classico allora il verso ‘E ninfa spirito boschivo’ mentre un
senso di gioia emana dalle ‘campane sciolte nel cielo’...» «Non accade spesso di incontrare nella poesia contemporanea un'attenzione anche alla parte tecnica come in questa raccolta [Dell'azzurro ed altro] dove versificazione e contenuto si
compenetrano.» «...di certo raccolta non corposa [A Tindari], ma
risolta con pennellate di autentica bellezza..» «Sorprendente la
capacità dell’a. di rinnovare il suo già pur peculiare stile con una raccolta [Dell’amicizia...]
di elevata qualità semantica il cui leitmotiv rafforza l’idea progettuale del
tema. ...sono soprattutto rimarchevoli la sintesi per rappresentare immagini ed
emozioni (come dal probabnte esempio “Luoghi ed incontri”) e la sensibilità di
istituire diversi rapporti riferiti poi da una scrittura fortemente connotata
che riesce a fissare nella memoria contenuti di profonda umanità.» «...qui [Per
colli e cieli...] versi, strofe e forma e poetica si integrano secondo la
conoscenza tecnica con una fervida inventiva pregna di significato esistenziale.
Vanno così annotati certi referenti: l’haiku, fedele alla regola; il vocabolo
alto; il dattilo esteso in modo indipendente dal vincolo numerico delle sillabe;
le parole chiave: sfera, armonia, la preposizione a. ... Se quindi la competenza
formale è ragguardevole, nei tratti peculiari per scelta lessicale e capacità
icastica, si misura la qualità di una poetica sviluppata dai contenuti. ... La
poesia nasce sì dal profondo, ma si esplica con mezzi contingenti che ne
certificano l’esito creativo: nell’autrice essa travalica i segni usurati dal
tempo per divenire simbologia e memoria di un’identità irripetibile.»; "La Nuova Tribuna Letteraria"«...il tutto con la dichiarata ambizione di trasporre gli attimi d'estasi nel quotidiano fluire dei giorni, in modo che la lezione di eternità non vada perduta.»;
“Parco informa” «Un viaggio collinare tra
cielo e terra [Per colli e cieli...], rappresentato in strofe poetiche
ricche di significato esistenziale, metafore e figure retoriche.»;
N. Pardini «C’è in questa pièce [Iter
ligure, dalla prefazione] tutto l’ardore, con la
centralità corale di una natura che la poetessa fa sua, ama per venire ripagata
da un dialogo con ambiti asprigni di marine, e terre rivierasche aperte ai
venti, araldi di sole. [...] Il linguaggio comunicativo, arrivante, impreziosito
da un lessico altamente suggestivo e vario e da accorgimenti metrico-stilistici
quali ossimori, sinestesie, geminatio, enjambement, assonanze e invenzioni
fonico-significanti, tende a slargarsi con illuminazioni creative per accostare
le vibrazioni di un’anima che dalla superba bellezza del caduco azzarda voli
verso alture di slarghi di cielo.»; G. Pasqualino
«...un insieme di visioni [A Tindari] scaturite da luoghi e momenti di
rara suggestione dovuti all’incontro fisico-emotivo con la Sicilia, i suoi
colori, le sue peculiari particolarità.»;
T. Paternostro «...hai saputo regalarci
immagini di incomparabile bellezza e di indubbia originalità con un lessico
limpido ed elegante. Immersa nello spirito della Magna Grecia e della mitologia,
hai saputo valorizzare la 'vera' Sicilia con parole che danno la sensazione di
gioia e di significati nascosti. Grazie per avermi inviato "A Tindari", per
avermi procurato una commozione a livello profondo e per aver scritto della mia
terra con il cuore.»; antologia "Poeti padovani" «Contrasti e impasti di colore acquistano spicco nella tensione visiva che delinea il paesaggio: su questo scenario pittoresco un canto selvaggio e puro riporta l'innocenza di un mondo
primigenio.»; S. Piazzese «I suoi versi [Dell'azzurro
ed altro] sono sempre attraversati da una 'felicità visiva', da un cromatismo assoluto,
capaci di comunicare intensamente le sue emozioni.»; G.
Poli (premio “Fiera di Casalguidi) «Sbaglierebbe chi parlasse di
una raccolta di versi, trattandosi invece di un poemetto [Per colli e
cieli...] che è un omaggio o, meglio, un atto d’amore verso una terra
natia, e proprio da questo tema deriva la sua straordinaria unità
contenutistica unitamente ad una altrattanto straordinaria compattezza
stilistica. L’atto d’amore, nutrito di fiducia per il creato, è supportato
da uno squisito senso estetico, all’origine della raffinatezza
linguistico-espressiva del libro.» «La plaquette [A Tindari]
parla della sua inquietudine tipicamente moderna (vedi IV) che solo la visione
della bellezza (naturale, paesaggistica, storica) può placare... È stato per me
un dolce abbandono ai profumi, ai colori, ai suoni di una Sicilia
classico-quasimodiana... luogo privilegiato dell’anima... E come l’antica
vestale... fai bene a proporti come custode della memoria. Grazie soprattutto
per il dono della tua poesia nobile e alta.»; G.
Ponchio «Questa, secondo me, è una straordinaria silloge di poesia
sulla vita [Dell’amicizia...], perché l’a. mette insieme gli elementi
emersi dalla sua memoria, li rende vivi per cercare di capire il senso della
vita, per dare senso alla vita. E questa è la sua grande operazione. Ecco perché
queste non sono poesie sulla morte, perché anche se la morte è incombente, anche
se diventa il limite della vita, è ciò che dà significato alla vita nel momento
stesso in cui essa si conclude. ... Questi sono i due grandi temi che si snodano
attraverso le poesie cioè da una parte il tema della gioia, del piacere di
vivere che porta sempre con sé l’affanno della corsa e dall’altra parte questa
ricerca, questo inquisire, che vuol dire scavare, cercare di capire. Ma “lavare”
è anche un qualcosa di più profondo, di interiore, è la ricerca etica, la
purificazione interiore, è il dovere per il dovere, l’etica stella il
senso del dovere kantiano di cui si parla in alcune poesie. Il termine “lavava”
(con valore frequentativo) viene ripetuto in quasi tutte le poesie e forma una
sorta di incipit. Se uno legge di seguito i testi sente nell’incipit continuo
del termine la struttura tipica a salmo delle più antiche poesie della nostra
tradizione letteraria nate, non dobbiamo dimenticare dal Salterio. »; L.
Pumpo «Dinnanzi alla contemplazione del mare e al potere di magia
che esso esercita con suo ignoto quale grembo immenso della vita la poetessa si
spersonalizza, oblia la sua specifica identità di essere superiore e si
trasforma in una compenetrazione e sintesi di elemento panico, ninfea salmastra,
onda schiumata d'ansia.» «La poetessa ... chiede all’amica del cuore, che
ora riposa con i suoi pensieri, se è destata da nuova alba e se gode dell’infinito
orizzonte d’oro che richiama gli amati girasoli, e se l’Oltre è lucente in
slarghi d’azzurro.» «C'è in questa delicata poetessa un interno
ribollir della sua profonda voce umana che, sovente, si trasforma in
testimonianza, memoria, profezia. La poetessa intesse colloqui e confronti con
la sua terra ed è molto attenta, con la scrittura, a cogliere i risultati delle
sue quotidiane esplorazioni: e la poetessa nel momento stesso della sua
concentrazione, si fa centro di un'attività irradiante, e le pagine diventano
soggetti di un colloquio luminoso per sé, per gli altri e per chi legge.»; «C'è
nelle sue poesie [Per colli e
cieli...] soprattutto una fede che conforta e sostiene per
la sua indiscussa lealtà e c'è la ricchezza dell'ispirazione che presta
godimento allo spirito e all'emozione del cuore.»; B. Rebellato «Leggendo i suoi versi sento accostarmi subito a un animo di singolare e schietta sensibilità, di nobili umani ideali. ... Mi piacciono le spontanee variazioni della sua parola: la purezza lirica dell'improvviso fiorire dei ciliegi; lo stupore dei nuovi incontri. I solitari muti lamenti. Ma, nella grande varietà degli eventi, c'è sempre una drammatica domanda, ininterrotta, cui manca sempre la risposta; cui nessuno ha mai risposto e forse mai risponderà. Non resta che affidarci alla zona segreta del cielo. Che lei e pochi altri sanno vedere. E tra questi, con lei, forse, anch'io.
Dopo la lettura delle sue parole di poesia Dell’azzurro ed altro... –
tutte le voci della poesia quindi anche le sue, sono lumi di salvezza nella
lunga notte che dobbiamo attraversare – e dopo il suo incontro, mi allieta
ricordare di lei l’amore e il desiderio molto vivo di vivere il dono della vita
che lei riceve e sa irradiare intorno... anche all’amico della sua poesia che
l’assicura di sentire ed amare la sua scrittura spontanea e trasparente.»«Ho
letto il tuo bel libro di poesia [Per colli e cieli...] e con questa
definizione della “tua euganea terra” – tua nel senso più alto di questo
aggettivo – intendo dire sinteticamente tutto ciò che penso e sento di questa
tua recente opera. Dopo quello che ti ha scritto Zanzotto è difficile dire
dell’altro di meglio dei tuoi versi. ...credo di una tua voce poetica, che si
distingue nettamente nel non ristretto coro poetico femminile padovane e
veneto.»; G. Rescigno « [Iter ligure]
Sprigiona profumi di fiori e di vigne, echi di mare sottovento, scricchioli di
rocce rose dal tempo e dalla calura, respiri di borghi coperti di luna.»;
M. Richter «La successione dei versi è
organizzata in modo tale da lasciare soprattutto un’emozione di natura musicale.
Tutto si risolve nelle scansioni ritmiche, in un modo di parlare trascinante che
trascende le consuetudini del linguaggio comune arrivando direttamente al
pensiero e al cuore quasi con l’efficacia e il calore di un contatto fisico.» «A D.T. è riuscita una cosa davvero rara: ha raggiunto una lingua lirica sua, evidente risultato di una felice conquista, di una lunga meditazione di altri poeti lirici del nostro tempo, da Valeri a Cardarelli, da Solmi a Montale, ma tutto sempre saggiamente controllato da una educazione letteraria che non consente gli eccessi e lascia trasparire una misura che ha radici antiche e profonde negli strati più eletti della nostra tradizione
poetica [Dell'azzurro
ed altro].» «Con questa nuova raccolta [Per colli e
cieli...] D.T. approfondisce e rinnova il suo particolare rapporto col mondo
già felicemente perlustrato nella sua precedente epifania poetica (Dell’azzurro
ed altro...). Ciò che subito ora colpisce è la natura continua e coerente di
una serie di testi che, privi di titolo e opportunamente numerati (sono 32), si
legano l’uno all’altro, pur mantenendo ciascuno un suo respiro autonomo e
conchiuso. Si delinea in tal modo qualcosa come un itinerario o un percorso. ...
Si tratta di un incontro che raggiunge una straordinaria amorosa fusione di
sentimenti e di cose. La natura è visitata nel suo fervore vitale, nella sua
strutturale positività, nel suo incessante messaggio segreto, sempre sentito
dalla D.T. come privilegio e soprattutto come dono. Le cose non sono mai
descritte. Non sono mai lasciate nella loro inerte separatezza, nella loro
fredda e distaccata oggettività, nel loro essere altro (che solitamente non va
al di là di un “altro” di convenzione). Al contrario, nella particolare
esperienza della D.T. le cose sono portate alla presenza e alla vita tramite un
vigoroso atto d’amore che il più delle volte risulta vittorioso, imprimendo ai
singoli versi unritmo, direi meglio un respiro che si trasmette al lettore in
modo quasi concreto.»; M. Rossella
«Sono testi [Per colli e
cieli...] che esaltano il rapporto con alberi, erbe e fiori,
animali e persone, dedicati a chi ha occhi per vedere e cuore per sentire.
Dall'ascolto delle voci che giungono dalla natura e dal mondo interiore nasce la
capacità di riflettere e di emozionarsi, in un'empatia che si trasforma in atto
d'amore. ... La poesia scaturisce nei luoghi dell'anima percorsi nelle varie
stagioni dall'a. Perché la poesia c'è basta saperla trovare.»
«Nel poema dell’amicizia [Dell’amicizia...] le poesie inneggiano ai
rapporti cordiali fra persone, improntati sulla sincerità e la cortesia, basati
su un’etica praticata e non insegnata come entità estratta agli studenti. ... Un
linguaggio cantilenante come una nenia, un mantra per esorcizzare la mosrte
della’mica collega, per dire gli anni d’oro vissuti insieme, quelli
dell’entusiasmo e dell’affetto, della comunicazione e della sintonia profonda.»;
S. Rossi Ottolenghi «Sono quadri [Dell'azzurro
ed altro] che non solo ci attirano per il gioco di luci, il senso dell'immensità e dell'infinito, ma ci toccano nel profondo del cuore; la scrittrice dotata di una sensibilità eccezionale sa trasmetterci le sue emozioni: la luce è vita. Le sue liriche sono quadri che colgono le immagini nella loro immediatezza, ma l'emozione per chi legge è duplice: visiva nella carica dei colori ed auditiva nella musicalità di una lingua da lei coniata in un'osmosi fra colori e suoni che rende la poesia estremamente armonica e dà all'animo la sensazione di respirare il cielo. Ma il tono non trascende, e presto si distende lo
spirito.» G. Ruggeri «Dire
che letteratura e vita s’incontrano è ancora sminuire l’afflato che promana
dall’ultima raccolta poetica [Per colli e cieli…] di D.T. Lo è anzitutto
in ragione del fatto che neppure di raccolta, ma piuttosto di un unico poemetto
si tratta, scandito tra le luci e le ombre d’un paesaggio che è essenzialmente
intimo, rielaborato quanto basta per conferirgli la giusta oggettività dovuta
alla composizione artistica. Ma lo è pure e specialmente considerando che la
resa finale di questo viaggio dentro e per l’anima, attraverso il pastello
delicato dell’idillio euganeo, è quel caricare a ritroso nel tempo che consente
di scrollarsi di dosso la pesante zavorra dell’immanenza, per approdare a qulla
dimensione surreale in grado di elevare sopra ogni misura l’aspettativa poetica.
Ma non meno interessante, di questo percorso, risulta il veicolo espressivo,
sostanziato di versi brevi e leggeri, tanto che sembrano librarsi dalla pagina
simili a piume, versi che una tecnica remotamente ermetica non riesce però a
prosciugare del tutto.»; M.T. Santalucia Scibona
«...le tue splendide liriche [Dell’amicizia...] che hanno un forte potere
evocativo ed incorniciano con maestria gli splendidi luoghi che profili.»;
S. Serafin [Dell’amicizia...]
«Un’amicizia ben più profonda della solidale appartenenza di sesso [...] perché
sorta da una comunione d’intenti, di aspirazioni e d’orizzonti d’attesa tra due
persone che vivono simultaneamente in una pluralità di presenti, di paesaggi, di
situazioni.» «[Per
colli e cieli...] Nell'ambito della poesia contemporanea
italiana, D.T. offre un contributo originale e di sicuro interesse. Originale
non esclusivamente nel senso romantico del termine, ma di 'origine', in quanto
essa trae la propria specificità dall'interno di sé, dalla particolare
percezione pittorico-musicale della natura, dalla lingua, dall'educazione, dalle
letture... in poche parole dalla 'paideia' individuale. Originale, infine,
perché rompe il silenzio, fa sentire la voce dell'anima, prendendo contatto con
la realtà che la circonda ed operando, attraverso la parola, un processo di
differenziazione, d'identificazione, di comunione, di realizzazione del
soggetto. Tre sono i volumi di poesie sinora pubblicati..., preziosi anche per
il corredo di disegni, a china e a colori, eleganti ed essenziali
nell'immediatezza espressiva, opera di Marco Toffanin, i quali instaurano un
dialogo aperto e continuo tra espressione e comunicazione grafica. L'intera
produzione poetica testimonia l'evoluzione di una passione in grado di
trasformare l'esperienza in linguaggio, di manifestare, attraverso i simboli, i
segni dell'anima che, rimettendo un'esistenza-assenza, sono riconoscibili da
ognuno come propri. Nel tempo ambivalente dell'arte, la poetessa padovana
destruttura le coordinate spazio-temporali percorrendo, tramite il viaggio
semiotico, contemporaneamente sentieri diversi che confluiscono nei contorni
ontologici di un essere in situazione, il quale si trova e si ritrova attraverso
la propria opera. Un essere che, per usare le parole di Ricoeur, è costantemente
'compromesso', cioè promesso insieme all'altro a tessere le fila del suo
essere-nel-mondo. Da qui la ricerca di una chiave universale, in grado di prire
continuamente nuovi sentieri alla conoscenza e all'immaginazione, instaurando un
rapporto poietico dell'uomo con la natura. Attraverso i paesaggi della storia
(Tindari, i Colli Euganei) essa riporta in auge le memorie del passato "per
accendere limpido il presente" (A Tindari).»; A.M. Simm «...pulizia e rigore
compositivi accanto a situazioni lievi anche nei ricordi di dolore [Dell'azzurro
ed altro].»; S. Tietto «Un raccontare
progressivo [Dell'azzurro
ed altro], per
tempi o momenti, fino a giungere allo strato più intimo dell'anima. È certo
frutto dell'immediatezza poetica ma anche d'esercizio puntuale – quale arte
fine di selezionare accenti e ritmi, di modellare la sillaba e la creta del
vocabolo per farne parola.» «È molto raro trovare versi così
puliti [Per colli e cieli...], così anche formalmente ineccepibili, così
densamente fascinosi, coinvolgenti e al tempo stesso attenti a filtrare luoghi,
situazioni, sentimenti per restituirli segni e atmosfere di un “rito che
s’eterna | a mutare radici”. ... È un canto, questo, che elabora attraverso la
parola nova una terra antica, coniugando in reciproco riconoscimento possesso
affettivo e gratuita oblazione e implicitamente varcante orizzonti dati per
incontrare il segreto guizzo (ben percepito però) di un ordine altro, che non
possono mai essere compresi a livello mimetico, grafico, grammatico.»; G. Vacana
«Basta leggere i primi versi di questo poema in trentadue poesie [Per
colli e cieli...] (spesso congiunte dalla ‘e’), per renderci subito
conto che siamo lontani dalle vie solitamente battute dalla poesia italiana
degli ultimi decenni (tranne poche eccezioni). L’a. ha una concezione
chiaramente spiritualistica e orfica della poesia. Orfeo celebra in questo libro
un suo ritorno alla grande nel Parnaso italiano. In esso c’è tutto il ricco e
multiforme corredo del mito orfico: la discesa nelle tenebre della notte e il
ritorno alla luce, la funzione magica incantatoria e profetica della poesia (la
cui parola vince il tempo), la vocazione sacra, ‘sacerdotale’ del poeta, l’identificazione
di poesia e musica, il legame tra poesia e mistero, la mediazione col canto tra
regno dei vivi e regno dei morti, tra il mondo fisico e lo spirito, tra il
visibile e l’invisibile, tra l’uomo e il cosmo.» «[Dell’amicizia...]
Anche se il precedente libro ha per protagonista un paesaggio con figure e il
presente un’amica scomparsa, cui quel paesaggio fa da sfondo, c’è tra i due
volumi una sostanziale continuità: l’uno e l’altro ispirati a un amore per la
propria terra… la sua civiltà, i suoi abitanti, l’uno e l’altro animati da una
visione positiva, etica, spirituale della vita, con una particolare tensione a
coglierne il ‘magico arcano’, il sacro, l’invisibile. Il nuovo libro è il poema
dell’amicizia, la rievocazione a caldo, sull’onda ancora dell’emozione e del
dolore, di uno straordinario personaggio colto nei suoi momenti più
significativi ... con cui l’autrice ha vissuto in simbiosi per trent’anni
condividendone gioie, entusiasmi, ansie e delusioni. Ciò reclama uno spiegamento
di mezzi espressivi abbondante, a tutto campo, che coinvolge le sostanze, le
qualità e le azioni. Donde il plurilinguismo, la presenza di neologismi e di
arcaismi, la contiguità di lessico alto e di più basso profilo, le ridondanze,
le iterazioni, le parole composte anche di tre sostantivi, le invenzioni ardite
che rompono tutti gli schemi e i nessi logici del discorso. È un’ opera che
musicalmente e pittoricamente si affida alla ricchezza, alla varietà dei colori
e dei toni, più che alla nettezza del disegno e del segno.»; S. Valentini
«Entrano nel testo [Dell’amicizia...], così, lacerti di biografia e
connotati fisici (la “rossa criniera”), continuamente intrecciati con
considerazioni emotive ed etiche. La visione dell’autrice, condivisa con
l’amica, è infatti sorretta e guidata da una forte coerenza morale, quell’etica
stella più volte invocata e percepita come l’indispensabile limpidezza nel
rapporto con la realtà del mondo. Questa purezza di ordine spirituale trova
contrappunto nella realtà tangibile, incarnandosi in quel “lavava” che, assieme
alla “rossa criniera” e all’insistenza sull’idea di “armonia”, è il motivo
conduttore dal quale tutto il testo è ritmato e scandito...» «È come se D.T. avesse a lungo meditato e levigato non solo i propri testi [Dell'azzurro
ed altro] ma anche la propria stessa sensibilità, educandola a cogliere l'essenziale e a trasfonderlo in parola comunicante: ne deriva una voce di abbagliante purezza, classica e moderna al tempo stesso, luminosa come la strada che percorre e che
indica» «...la voce di D.T. ha ormai da tempo un suo timbro riconoscibile...
Oggetto [A Tindari] è un soggiorno estivo in Sicilia ... cantato con
accenti che perfettamente intrecciano lo stupore metafisico e l'emozione rapita
dalla bellezza. È una poesia dove la luce, il buio, gli elementi del paesaggio
sono trasfigurati, sollecitando contemporaneamente - nell'a. come nel lettore -
il duplice imperio del sentimento e del pensiero.» «[Per
colli e cieli...] ...questo libro ha tutte le
caratteristiche per poter diventare un classico della nostra letteratura veneta.
... Quello che l'a. è riuscita a completare, infatti, non è una semplice
raccolta, bensì un vero poema-percorso che si snoda lungo gli ambienti e la
magia dei luoghi naturali. Un poema che pur risultando godibilissimo anche solo
per la sua bellezza esteriore, fitto com'è di descrizioni e osservazioni tratte
dal concreto, rivela però al suo interno una ricchissima trama di significati
che dal mondo personale dell'a. si diramano fino a farsi discorso sul cosmo e
sull'esistenza di tutti. ... Ma il termine 'capolavoro', in fondo, si adatta al
libro nella sua interezza, che anche per la sua polifonicità di significati può
essere letto, con uguale profitto, tanto in prospettiva naturalistica che
metafisica: adattandosi, quindi, alla sensibilità dei lettori più diversi, che
grazie al talento di D.T. possono oggi disporre di un libro di poesia acuto e
stimolante come pochi.»; L.
Vignaga «I versi raffinati di D.T. [A Tindari] sono costruiti
con linguaggio ricco di memorie classiche, da assaporare con lentezza, nel tempo
che la mente concretizza le visioni e l’orecchio distilla i suoni. Luoghi e
fatti che l’anima trasfigura con il fascino della mitologia e del sogno.»;
G. Vinante «...conoscendo il suo "modus
poetandi" così limpidamente denso e maturo; ai miei occhi anche invidiabile...»;
A. Zanzotto «Piace in questa raccolta di
versi [Per colli e cieli...], così fortemente motivati, il senso quasi di
consustanzialità nei confronti dei Colli Euganei, terra nativa, vissuta dall’a.
nelle sue più varie fascinazioni paesistiche in cui l’umano s’instaura con pari
energia. Figure della terra vulcanica o selvaggia e figure del lavorio della
storia, nel suo emergere qui come particlarissima civiltà, si equilibrano
felicemente intrecciandosi ed espandendosi in un loro irrefrenabile entusiasmo,
pur se talora con qualche ridondanza. Ma ciò che conta è però questa urgenza di
laus vitae che si esplicita nelle descrizioni anche minuziose dei caratteri dei
singoli luoghi e delle loro fantasie vegetali, e inoltre nel brillare di gruppi
umani coi segni delle loro attività, per culminare poi in vari singoli
personaggi nella loro esperienza interiore. Il lettore si sente subito cooptato
a questo convito di vitalità: dai mirabili profili stessi dei Colli al loro
sempre imprevedibile e pur stabile manto, sino appunto alla confidenza dei
sentimenti che si raccordano e chiamano il lettore lasciando un forte spazio,
nella espressione dell’autrice, anche a una intensità etica oltre che estetica.
Si sente che questo discorso già nutrito continuerà col più costante senso di
amore-dovere progredendo in un necessario cammino.».
Oltre a numerosissimi articoli su quotidiani e riviste: La Nuova Tribuna
Letteraria, Punto di Vista, Atheste, Se Periodico di informazione, Il foglio
volante, Padovani nel mondo, Padova e il suo territorio, La Dante a Padova,
Altri itinerari-Molise, Il Gazzettino, Il Mattino di Padova, Il Giornale di
Vicenza, La domenica di Vicenza, Il Quotidiano Isernia, La settimana cattolica,
Giornale dell’Etna.
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