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Marcuccio

Emanuele (Palermo 1974), poeta, aforista e curatore editoriale, vive a Palermo.

Scrive poesie dal 1990 e nell’agosto del 2000 sono state pubblicate sue poesie nel volume antologico di poesie e brevi racconti "Spiragli ‘47". Partecipa a concorsi letterari nazionali e internazionali di poesia ottenendo buone attestazioni e la segnalazione delle sue opere in varie antologie.

Le sue pubblicazioni: Per una strada (2009, poesia), Pensieri minimi e massime (2012, aforismi), Anima di Poesia (2014, poesia), Visione (2016, poesia).

Nel settembre 2013 esce una monografia sulla sua produzione, curata dallo scrittore e critico letterario Lorenzo Spurio: Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio.

Sue poesie sono state tradotte in lingua spagnola, francese e in vernacolo.

Nel 2014 aderisce al movimento artistico e culturale del Metateismo, fondato nel 2012 dal pittore Davide Foschi, per un nuovo Rinascimento; è presente con una poesia nel catalogo del movimento (Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 2015).

Nel 2016 quindici sue liriche sono pubblicate nel volume collettaneo Iris.

Nell’aprile 2016 completa un ampio dramma in versi liberi, di argomento storico-fantastico, ambientato in Islanda (IX sec. d.C.), al tempo della sua colonizzazione, iniziato nel maggio 1990 e portato a termine dopo varie revisioni, interruzioni (sette anni complessivi) e modifiche.

Dal giugno 2010 è curatore editoriale, dedito alla scoperta di nuovi talenti poetici, tra giugno 2010 e aprile 2016 ha curato sei sillogi e cinque antologie poetiche; dal 2011 è direttore onorario del format di promozione autori/artisti, “Vetrina delle Emozioni”.

È curatore per la rubrica di Poesia della rivista di letteratura, Euterpe. Membro di giuria in concorsi letterari nazionali e internazionali dal 2012, è nella giuria del Premio Letterario Nazionale di Poesia “Lʼarte in versi”.

E' l’ideatore e curatore del progetto poetico “Dipthycha”, di cui sono stati pubblicati tre volumi antologici (2013; 2015; 2016), che lo vedono presente con poesie, ciascuna accompagnata in dittico, da una poesia di un altro autore. Cura il blog culturale “Promozione Letteratura e Cultura”.

Ha curato prefazioni a sillogi poetiche e varie interviste ad autori esordienti ed emergenti su blog letterari (Donatella Calzari, Marco Nuzzo, Maristella Angeli, Gianni Mauro, Claudio Bossi, etc.)

Membro di giuria in concorsi letterari nazionali e internazionali dal 2012, è nella giuria del Premio Letterario Nazionale di Poesia “L`arte in versi”.

È presente in: «Visione» (2016) silloge di 26 poesie inserita nel volume collettaneo I grilli del Parnaso Alterne stratificazioni -  «L’evoluzione delle forme poetiche» (2013), Archivio storico e consuntivo critico dell’ultimo ventennio poetico (1990-2012), a cura dei critici Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo. - Finalista nel 2013, con dieci aforismi, alla settima edizione del Premio Nazionale di Filosofia “Le figure del pensiero”, - È l'ideatore e curatore del progetto poetico “Dipthycha”, di cui sono state pubblicate due antologie (2013; 2015), che lo vedono presente con poesie, ciascuna accompagnata in dittico di uguale tema, da una poesia di un altro autore. - Nel settembre 2013 esce una monografia sulla sua produzione, curata dallo scrittore e critico letterario, Lorenzo Spurio.

Dal 1990 sta scrivendo un dramma in versi liberi, di argomento storico-fantastico, ambientato in Islanda, al tempo della sua colonizzazione (IX sec. d. C.).

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri:
Lucia Bonanni
«La sua ispirazione poetica è “un’ispirazione drammatizzata” in cui egli si apre agli stimoli che gli giungono dall’esterno come ai luoghi della mente e alle nebulose che avvolgono la memoria e il ricordo, regalando sempre felicità al lettore. Il suo lavoro è imperniato sul voler capire fino in fondo i segreti che una strada, la gente, un albero, il mare, il sole, le navi, le case, gli amici e tutte le vicende umane possono trasmettere e rivelare così immediatezza di scrittura e la responsabilità verso l’attitudine dello scrivere. [...] Con i suoi scritti offre senso di appartenenza, incuriosisce, si traspone nell’altro e fa vivere speranze in un modo ricco e profondo. Come afferma Mallarmè “Ogni cosa nel mondo esiste per essere inclusa in un libro” e M. nei suoi libri, oltre a se stesso, include l’Umanità intera. E parla della forza immaginaria di un’anima racchiusa dentro una cornice di versi. “[L]impida meraviglia/ di un delirante fermento” e come Ungaretti anche M. scava nel proprio silenzio per trovare la parola giusta e affinare il verso.»
Marzia Carocci
[Per una strada] «La poetica di M. riflette lo stato d’animo di chi attentamente osserva il mondo da un’ottica ad ampio spettro; egli non si limita all’osservazione, ma cerca dentro ogni espressione della natura, degli eventi, degli elementi stessi, il nucleo dell’essenza ed avvalorare quelle situazioni, emozioni, stati d’animo che la vita ogni giorno ci offre con il bene e il male. Poesie ricche di metafore dove la figura e l’immaginario perdono quella staticità e stasi, trasformandosi in movimento e in scenari di vita»; [Pensieri minimi e massime] «Gli aforismi di questo poeta ci portano in un caleidoscopio di riflessi, per lo più rivolti all’importanza della poesia, attraverso le considerazioni che questa forma letteraria impone con musicalità, sentimento e stile […]. Il protagonista principale di questo viaggio, resta comunque la poesia, regina indiscussa di emozione e sentimento e il senso di questa, che M., esalta attraverso la parola.»
Rosa Cassese
[Pensieri minimi e massime] «Sono ottantotto pensieri da leggere, soffermandosi, anche senza un ordine logico ma, con un ordine preferenziale o, mentale del lettore per assaporarne le riflessioni di un grande, poeta-scrittore, per entrare in sintonia col suo animo e, condividerne l’umana esperienza di vita e, di artista.» - [Per una strada] «[L]o stile, sempre puntuale, denso di metafore, allusioni, prolusioni, che spingono a raffrontare e, meditare. Spesso, sembrano schizzi di un pittore ma, sono “pensieri sparsi”, atti a dare il senso della brevitas e, della concinnitas, con uno stile asciutto, privo di fronzoli ed orpelli, essenziale ed estremamente lirico-filosofico.» - «Liriche molto penetranti e dalla piacevole lettura, che deve essere attenta per insinuarsi nei suoi reconditi sensi.»
Giorgia Catalano
: [Per una strada] «È proprio “Per una strada”, per una strada senza fronde -come recita il nostro autore- (e quindi, senza la possibilità di ripararsi, almeno in parte, dalle intemperie) che noi siamo tenuti a camminare per affrontare la vita. Questo, soltanto uno dei temi trattati da M. in questa sua prima silloge poetica che ritrae molto bene, attraverso metafore ed immagini nitide rese forti, molto spesso, dall’uso di un linguaggio prevalentemente “classico”, la fragilità umana e quelle paure che accompagnano, seppure in modo diverso, ogni età [...] È ottimo osservatore della realtà che lo circonda e, come è proprio di un vero poeta dall’acuta sensibilità, respira ogni sfumatura, ogni attimo, ogni piccolo dettaglio di ciò che vive, di ciò che vede»; [Pensieri minimi e massime] «L’Autore cerca di spiegare al lettore, attraverso le sensazioni di un poeta di razza quale lui è, che cosa succede nel cuore e nella mente di chi coglie a piene mani l’essenza della vita in ogni sua sfumatura, diventando ispirazione profonda e, quindi, Poesia [...] Meticoloso ed appassionato, M., in chiusura del suo testo, narra l’origine della Poesia, fornendoci elementi che fanno anche storia, oltre che cultura.»
Ilaria Celestini
[Anima di Poesia] «Anima di poesia, ovvero la poesia che si fa cuore pulsante della nostra anima di creature assetate d’infinito [...] la dignità delle parole, sempre composte, curate, limate finemente e cesellate, a rispecchiare una dignità dell’animo che riesce a contenersi, mentre il cuore vorrebbe urlare; l’eleganza dei giochi verbali; il gusto per la composizione acrostica; le similitudini piane e limpide, eppure sapienti: questi sono solo alcuni tra i più marcati tratti dell’usus scribendi di questo poeta. [...] Una raccolta preziosa, nella sua semplicità solo apparente, che da ogni piccolo frammento di realtà, tende a dilatarsi verso infiniti orizzonti, in modo lieve e discreto, e al tempo stesso potente, tratteggiando scenari tra passato e presente, con la grazia elegante di una voluta di Bach.»
Antonio Colosimo
[Pensieri minimi e massime] «Aprendo a caso la raccolta di aforismi del nostro Autore, ciò che più colpisce è lo svelamento dell’interiorità di un poeta sensibile proteso a esaminare, con occhio critico ma benevolo, tutte le sfaccettature dell’animo umano. […] L’autore cerca di indagare da dove proviene quel lampo della mente e del cuore che poi, espresso a parole si trasforma in versi e s’indirizza ad altre anime e cuori pronti ad accoglierli con identica passione, assimilando e facendo proprie immagini e metafore, con l’unico scopo di godere del prezioso frutto della condivisione tra anime elette.»
Alessandro D’Angelo
«L’essenza del suo messaggio si nasconde fra i meandri delle veloci comparizioni di pensieri espressi e taciuti, ora rimasti nascosti, ora rivelati attraverso l’espressione di sentimenti esplosivi come la luce creata dalle stelle in una limpida notte d’estate.»
Natalia Di Bartolo
[Pensieri minimi e massime] «Leggere un libro è sempre opera di scoperta e d’indagine, non solo nei confronti dei contenuti espressi dall’autore, ma anche nei confronti di se stessi. [...] Il M. conduce il lettore tra le pagine di questa breve raccolta proprio con i pensieri che più lo rappresentano, che maggiormente danno l’idea della sua condizione di poeta che, pur nella sede specifica non poetando, sa trasmettere anche in tale contesto la profondità del proprio sentire, per se stesso e per chi legga.»
Luciano Domenighini
[Per una strada] «[U]na versificazione originale, con vaghe reminiscenze leopardiane, ma sostanzialmente libera e spontanea, sostenuta da una musicalità sicura, avulsa da urgenze metriche, eppure talora realizzata in strutture metrico - retoriche complesse e raffinate. [...] Nella pressoché assoluta libertà di impiego di moduli stilistici e soluzioni lessicali, nel lasciarsi guidare dall’ispirazione e dallo spontaneo sgorgare della parola poetica; nel tendere l’orecchio insomma alla musicalità del verso come spontaneamente gli proviene dal cuore e dalla mente, e nel saperla tradurre in versi limpidi e carichi di emozione, sta la caratteristica principale di questo poeta, per conoscere il quale la raccolta “Per una strada”, opera prima, pur nella sua varietà stilistica e nella inevitabile impronta esperitiva, rappresenta una fonte preziosa ed esauriente» [Luciano Domenighini, Emanuele Marcuccio, Per una strada, in L’arrivista. Quaderni democratici (anno I, nr. 3), Limina Mentis, 2011] - Per una strada, opera prima, pur nella sua varietà stilistica e nella inevitabile impronta esperitiva, rappresenta una fonte preziosa ed esauriente.»
Anna Maria Folchini Stabile
[Per una strada] «Nel corso di circa quindici anni il Poeta si sofferma sui temi caldi che percorrono la vita di quegli anni e registra gli avvenimenti accompagnandoli col grido civile del dolore, del rammarico, dell’afflizione. Così documenta la Strage di Capaci, la guerra di Bosnia, le vicende d’Albania, il dramma di chi fugge da terre devastate dall’odio e dalla guerra in cerca di salvezza, di futuro e di pace. Il nostro Autore registra gli avvenimenti nella sua coscienza di uomo e si lascia commuovere dalle vicende di cui è testimone: immerso nella storia, supera il momento della cronaca e diventa presente e responsabile.»
Valentina Meloni [Anima di Poesia] «La poesia, e lo scambio che da essa consegue, si fanno preziosa crescita e rinnovamento, per questo il poetare di M. è certamente esercizio di vita, non solo di stile [ma di] una virata di forma e d’uso di parola. Dalla costruzione classica, aperta, ricca di figure retoriche, si passa a una forma ermetica, asciutta, diminuita in costruzione ma elevata in intensità; incalzante, quasi affamata, mossa da una vivace e irrompente intuizione di ispirazione [...] in un’essenzialità che si fa monoverso, sfrondato dell’inutile eccesso; tagliando le cesure della punteggiatura, tralasciando l’enfasi dello incipit e del maiuscolo, aprendosi a nuovi spazi e al solo significato evocativo del segno»
Francesca Luzzio [Anima di Poesia] «L’analisi di un solo testo basta a rilevare la profondità sentimentale, meditativa e culturale da cui nasce l’ispirazione di M. che considera la poesia il suo sole, “un sole diverso/ un sole che ci illumina/ anche di notte”; egli di conseguenza in qualità di poeta è un girasole che si volge come il fiore, verso la sua fonte d’ispirazione e di vitalità. Le metafore del sole e del girasole per indicare la poesia e il poeta sono di lontana ascendenza mitica (Ovidio, Le Metamorfosi) e le ritroviamo nel commento di Contini alle Rime di Dante (sonetto a G. Quirini) e anche in Montale. [...] Considerata l’alta considerazione che M. ha della poesia è naturale che egli si ricolleghi a così rinomati ascendenti e che per esprimere tutto il suo amore per la poesia, cerchi nello stesso tempo moduli espressivi nuovi che maggiormente si confanno al suo sentire e gli consentano contemporaneamente di entrare meglio in comunicazione empatica con il lettore. La sua capacità di fare intuire più che descrivere e dire, gli permette di lasciare a chi legge ampia libertà immaginifica e di tendere, molto più che il suo amato Pascoli, all’essenzialità espressiva, tipica dell’Ermetismo. Tuttavia l’essenzialità espressiva del nostro poeta non elimina mai la comprensione semantica.»
Sabina Mitrano
«Auliche le forme, profondi i temi e le riflessioni, intima la voce che pacatamente grida le sue sensazioni. Sullo sfondo si avverte la conoscenza e la padronanza delle tecniche poetiche, il richiamo alla tradizione, ad esempio al simbolismo e all’ermetismo italiano, ma la parola resta ferma ed originale a dipingere con leggere pennellate stati d’animo vasti e complessi, ispirazioni dolci e commosse, “scrosci di tempesta” dal cielo e dall’anima.»
Michele Nigro
[Pensieri minimi e massime] «[…] i semplici aforismi di M. inducono il lettore, proprio facendo leva sulla loro struttura apparentemente innocua, alla riflessione, al voler ritornare più volte su frasi brevi, scarne, dirette, raramente articolate, non bisognose di esegesi acuminate, ma al tempo stesso “banalmente disarmanti” grazie a un meccanismo assiomatico che diviene catarsi. […] Aforismi che sottolineano necessità apparentemente scontate; aforismi da ripercorrere, per non lasciarsi ingannare dalla loro semplicità e dalla nostra distrazione di cittadini già saturi di segni sintetici.»
Nazario Pardini
[Anima di Poesia] «Poesia nitida, chiara, coinvolgente per il tentativo di scalare la montagna della vita e carpirne da là gli orizzonti più lontani: [...] l’attenzione per il figurato, per l’essenzialità della forma, per un crescendo di stilemi che diano corpo ad un sentire generoso e gorgogliante. [...] Emanuele sa e ne è cosciente che la parola non arriverà mai a ritrattare a pieno l’immensità dello spirito umano; per questo le assegna un compito determinante, incisivo, evolutivo, diacronico: prolungarne il senso oltre la sintassi, oltre il valore canonico e storico-linguistico, con invenzioni morfologiche e neologiche di grande maturazione personale.» [Nazario Pardini, Emanuele Marcuccio, Anima di Poesia, in L’arrivista. Quaderni democratici (anno V, nr. 1), Limina Mentis, 2015]  - [Per una strada] «Il Nostro affronta gli aspetti più disparati della realtà: quelli emotivo-esistenziali, quelli artistici, quelli civili. E con energia linguistica, con innovazione verbale, con l’uso anche di un lessico arcaico in particolari nessi letterari, esonda tutto se stesso. Il verso scorre leggero, fluido, chiaro, come l’acqua di un torrente alla sorgente, dove lucide traspaiono le pietruzze dal suo fondale. E così si snoda la poesia di M. varia e articolata, ma sempre arrivante e suasiva per l’efficacia delle immagini nitide e vissute con grande intensità emotiva. [...] Ma a dare compattezza e unicità al dipanarsi del tessuto poetico c’è un senso di malinconia, e una profonda coscienza di essere, che renderebbero umano, troppo umano il messaggio dell’autore se non intervenisse quell’aspirazione a un “Eterno” che convalida e rende prezioso il fatto di esistere pur nello spazio ristretto di un soggiorno» [Nazario Pardini, Emanuele Marcuccio: Per una strada in Lettura di testi di autori contemporanei 1990-2013, The Writer, 2014. - [Anima di Poesia] «Poesia nitida, chiara, coinvolgente per il tentativo di scalare la montagna della vita e carpirne da là gli orizzonti più lontani [...]: l’attenzione per il figurato, per l’essenzialità della forma, per un crescendo di stilemi che diano corpo ad un sentire generoso e gorgogliante [...] Emanuele sa e ne è cosciente che la parola non arriverà mai a ritrattare a pieno l’immensità dello spirito umano; per questo le assegna un compito determinante, incisivo, evolutivo, diacronico: prolungarne il senso oltre la sintassi, oltre il valore canonico e storico-linguistico, con invenzioni morfologiche e neologiche di grande maturazione personale.»
Patrizia Poli
[Pensieri minimi e massime] «L’autore ci appare come un giovane che annota i suoi pensieri, “semplici ma profondi”, come egli stesso tiene a precisare, un giovane d’altri tempi, imbevuto di poesia, da Leopardi, a Pascoli, a Shakespeare, un giovane che si abbevera alla fonte poetica, che ne trae consolazione. […] M. conosce la poesia e le sue figure retoriche, il correlativo oggettivo che passa da Eliot a Montale - nell’appendice compie, infatti, un notevole e avvincente excursus attraverso i secoli, da Omero a San Francesco fino a Ungaretti - […]»
Susanna Polimanti [Per una strada] «La dolce e malinconica consapevolezza della capacità distruttiva dell’uomo si alterna e s’intreccia con voci comuni e tradizionali in versi vivaci e coloriti. La sua lirica è echeggiante e pregiata, pregnante di significati connotativi in un insieme di emozioni, immagini ed effetti che la parola è capace di evocare. Imperante il desiderio di un rifugio interiore che sfocia nella dolce catarsi della poesia»; [Pensieri minimi e massime] «Considerando l’etimologia della parola greca aphorismós: definizione, è riduttivo chiamare aforismi i pensieri contenuti in questa raccolta, in realtà essi nascono dalla meditazione e dalla spontaneità del poeta e si traducono in saggezza e lungimiranza, ricchi d’intensità concettuale, di natura etica e sociale»; [Anima di Poesia] «Anima di Poesia è una silloge che ricorda la lirica ermetica per brevità e ridotto utilizzo di punteggiatura ma allo stesso tempo si differenzia dal classico ermetismo, con versi che non rimangono chiusi, oscuri e misteriosi bensì si affacciano alla libera espressione dell’anima che si fonde con l’altra parte di sé.»
Santina Russo
[Anima di Poesia] «La poesia di M. si rivolge ad un pubblico vasto di lettori, non si tratta certamente di una poesia di nicchia, impenetrabile e oscura, ma è una poesia che sboccia e si apre al lettore, che vuole esprimere sentimenti semplici e comuni attraverso il linguaggio allusivo ed ellittico della sintesi lirica. [...] Le liriche sono dense di figure retoriche, le parole sono spesso cariche di significati alternativi (un esempio è l’uso etimologico di “traguardo”, nel senso di “guardare oltre”); infine, meritano particolare attenzione le ultime liriche, per le quali il poeta dichiara di volersi avviare “verso la ricerca di una maggiore sintesi ed essenzialità”, abbandonando l’uso della punteggiatura e l’uso dell’iniziale maiuscola dell’incipit, a creare un rapporto di indissolubile parallelismo tra tutti i versi, un tutt’uno tra di loro» - [Per una strada] «Le pagine scorrono una dopo l’altra fluidamente, come fluido è il pensiero dell’autore che si snoda in versi liberi segnati da una sempre accentuata musicalità che conferisce eleganza e dolcezza a ciascuna poesia»; [Pensieri minimi e massime] «L’aforisma di M.. ha una caratteristica che lo contraddistingue dagli altri: lo definirei un aforisma poetico e non solo perché in molti di essi il concetto essenziale è la poesia, ma anche e soprattutto per la forma elegante, melodiosa di esprimere un pensiero contornandolo di lirismo. […] gli scritti di M. sono sempre propensi verso la classica melodiosità del verso lirico, siano essi poesie o pensieri in prosa.»
Lorenzo Spurio
[Pensieri minimi e massime] «La stragrande quantità degli aforismi riflettono [...] sulla scrittura e la letteratura e -non è difficile intuirlo- in maniera particolare sulla poesia. Ben quarantotto di ottantotto aforismi parlano di poesia, di come essa nasca, dell’ispirazione, di come avviene il processo di scrittura, delle influenze, dell’importanza dei classici, dell’uso della punteggiatura. Sommati assieme, si configurano come un manifesto della poetica marcucciana con principi, idee, tecniche e quant’altro» [Lorenzo Spurio, Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio, Photocity Edizioni, 2013, p. 35]  - [Per una strada] «In Per una strada, la poetica di M. è una summa riuscita e attualizzata ai nostri tempi di motivi leopardiani, sabismi e montalismi e nei richiami a questi autori è evidente la trattazione di tematiche spesso difficili e vissute/trasposte in poesia in maniera ambigua e tormentata: si parla di dolore, di un passato che non ritorna, di un ricordo fugace, di malinconia e –lo percepiamo dal tono- di un senso di desolazione mista a tristezza.» [Lorenzo Spurio, Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio, Photocity Edizioni, 2013, p. 8]  - «Contrariamente al titolo della raccolta, Per una strada, la poesia di M. non sfugge, non si vanifica nel momento in cui terminiamo un componimento e ci imbattiamo a leggerne un altro, ma è quanto mai concreta e la sua fisicità è donata per lo più dall’attenzione che il poeta affida nei confronti delle sfere uditive e visive. [...] Le numerose poesie che compongono questa raccolta scorrono via, velocemente, lasciando però una traccia viva e un senso di freschezza, come pensieri raccolti assieme che vanno e ritornano inesorabili come l’onda del mare si abbatte sulla battigia per poi ritirarsi e compiere questo movimento all’infinito.».
Annalisa Stamegna [Per una strada] «Emanuele Marcuccio attua, nei suoi versi, un’analisi tematica innovativa e vasta. È attento alla descrizione delle emozioni, che affiorano attraverso un’accurata analisi delle parole e delle espressioni, che risultano ricercate, musicali, a volte classicheggianti. Interpone il suo punto vista a quello della storia o della cronaca in componimenti che prendono spunto da personaggi o ragioni storiche di varia natura. [...] M. ci appare come un maturo conoscitore dell’animo umano, e - come un pittore ritrae le sue tele ammirando il paesaggio - egli dipinge i suoi versi ricercando dentro di sé gli elementi che compongono la natura umana, collocandoli nell’armonia del mondo con liricità e pathos»

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18/07/2016

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