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Nigro

Pietro (Avola 1939), poeta e saggista, vive a Noto.

Ha pubblicato diverse opere poetiche: Il deserto e il cactus (1982), Versi sparsi (1988), Miraggi (1989), L'attimo e l'infinito (1995), Alfa e Omega (1999), Altri versi sparsi (2001), Riverberi e 9 canti parigini (2003), Astronavi dell'anima (2003), Canti d'amore (2011). Ha avviato la pubblicazione dei materiali letterari degli inizi della sua carriera letteraria: I preludi vol. I, II - Pensieri, racconti e poesie; vol. III - Teatro: Il padre sagace (dagli Scritti giovanili) (2005-06) e vol. IV - Teatro: Il trionfo dell'amore (2010). In ambito saggistico ha pubblicato: Sintesi della storia della musica (dalle origini a Domenico Scarlatti, v. I) (2005) e Notazioni estemporanee e Varietà vol. I: Pensieri e saggi letterari (2007), Notazioni estemporanee e varietà 2 - Recensioni e articoli d'arte (2007), Notazioni estemporanee e Varietà 3 – Prefazioni, Riflessioni letterarie, Versi, canzoni, Adattamento di una rappresentazione sacra del duecento, Composizione ispirata al Salmo 24 (2016),  Paul Valéry (2009). I Preludi
(dagli "Scritti giovanili"), v. IV - Teatro: Il trionfo dell'amore (atto unico)
(2010), Canti d'amore (1963-1995) (2011), Notazioni estemporanee e varietà 3 (2016), Il tempo e la memoria (2015), Antologia critica delle opere di Pietro Nigro (2015), Notazioni estemporanee II (2016), L'attimo e l'infinito (2016), I Preludi vol. V (2017).

Inediti: la raccolta poetica La porta del tempo.

Ha conseguito numerosi primi premi assoluti in concorsi letterari: 1980, "Aiart"; 1981, "American Institute for the International Trade Promotion"; 1982, "Areopago Cirals"; 1985, Taormina "L. Pirandello"; 1986, Roma "La Plejade"; 1989, Palermo "Heirkte 2000"; 1990, "Picena"; 1993, "Sicilia Asla"; 1995, "Città di San Gaudenzio"; 1996, "Sicilia Asla"; 2000, "Premio Sicilia" e molti altri particolarmente significativi.

È presente nella "Storia della letteratura italiana, il Secondo Novecento" (1993-2004, tre voll.), nel "Dizionario autori italiani contemporanei" (2001), nella "Storia della letteratura italiana del XX secolo" di Giovanni Nocentini con saggi introduttivi di S. Ramat, N. Bonifazi, G. Luti (2000), nella "Antologia della letteratura italiana del XX secolo (1999), nel "Dizionario degli autori italiani del secondo Novecento" (2002), nella "Storia della letteratura italiana contemporanea" di Neuro Bonifazi con saggio introduttivo di Giorgio Luti (2003), nella “Letteratura italiana contemporanea (testi contributi, aggiornamenti)” di N. Bonifazi, R. Tommasi (2005) e nella “Antologia critica di poesia contemporanea. Poeti siciliani del terzo millennio" v. I di C. Aliberti (2005) e in "Solchi di scritture" di G. Luti e R. Tommasi (2006)  in “Tendenze di linguaggi: Orientamenti di poesia italiana contemporanea” e “Antologia di testi” in due volumi di R. Tommasi (2008-2009), in “Poeti scelti per il terzo millennio (2008), in “Poeti italiani scelti di livello europeo” (2012), in “Poeti Contemporanei, Forme e tendenze letterarie del XXI secolo (2014), in “Letteratura Italiana Contemporanea. Antologia del nuovo Millennio, a cura di Neuro Bonifazi, Andrea pellegrini, Corrado Pestelli, Cristiana Vettori. Saggi introduttivi di: Marino Biondi, Giancarlo Quiriconi, Silvio Ramat, Michele Rossi (2015), “Letteratura Italiana, Poeti e narratori italiani, Testi e critica a cura di Lia Bronzi e Angelo Manuali (2015). È tra i destinatari dell’epistolario pubblicato da Guido Carmelo Miano Sulle tracce di Nausicaa, lettere di consenso estetico rivolte a poeti italiani contemporanei (Milano1999). Nella collana "I Contemporanei" (Napoli) è stato pubblicato un fascicolo monografico con una breve antologia dal titolo Pietro Nigro (1984) ed è uscito il saggio di Fulvio Castellani Il significante stupore dell’esserci. Indagine critica sul poeta Pietro Nigro (1999). Nel 2015 è stata pubblicata dall’Editrice Il Convivio un’Antologia critica delle opere di Pietro Nigro con prefazione di Giuseppe Manitta.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto: D. Accodo «Poesia eletta quella del N., efficace, che occuperà di certo un posto di tutto rispetto tra autori validi.» - I.M. Affinito «Alfa e Omega. Tutto in un titolo: il principio e la fine di un lungo discorso in versi svolto da N. … [Egli] fa sussistere contemporaneamente la contraddittoria coppia delle lettere greche in ciò che versifica e comprende che il gioco della passione non è facile. Ma non vi è merito a seguirne la naturale tendenza frutto scontato dell’albero proibito. Riconosce benignamente che il fiume parte e termina nel mare, per dire, allegoricamente, che percorrere l’istintiva strada della vita fino alla morte è già scontato, già stato fatto e così continua. Il vero merito sta nello sconvolgere tale cammino per creare ramificazioni non necessariamente dirette fino al mare, cioè in ogni dove oltre gli artifici mentali.» - C. Aliberti «N. è un poeta su cui hanno espresso giudizi lusinghieri critici qualificati, e saggisti ben conosciuti… Il viaggio intellettuale dentro la sfera della conoscenza, si snoda su un doppio piano di lettura; gli inconsci processi di radiografia interiore oscillanti tra i tumulti segreti dell’essere e gli insondabili abissi del mistero cosmico e il tentativo di decrittazione dei meccanismi esterni delle cose, di fronte a cui l’invenzione poetica non riesce a proseguire oltre le coordinate leopardiane, per la constatazione della limitatezza dell’uomo, prigioniero della rete del finito.» - P. Amatiello «Poesia alta, smagliante, colma di fantasia e di immagini sublimi; poesia che riscatta ismi e oscurantismi, alla quale il fato - quello che N. evoca con lessico familiare, che gli proviene da lontane radici - sono certo riserverà il conforto di un'assonanza con il lettore sensibile e capace di provare ancora un'emozione, quella che, nonostante tutto, la poesia sa dare agli animi nobili.» - S. Andrenacci Maldini «Le composizioni della raccolta sono vibranti, incisive, cromatiche, colte … nel profumo delle zagare “risuscita il passato”! “Infiniti confini” è l’ode che più fa intuire l’amore del poeta verso la mitica Sicilia fenicio-greco-romana, arabo-normanna: qui passarono Ulisse ed Enea per raggiungere mete diverse … la sua poesia è classico-moderna, austero-aristocratica in cui emerge la riservatezza di chi è solito controllarsi. Sensibilità d’animo, desiderio d’infinito» - S. Arcidiacono «In lui c'è disagio, rimpianto, desiderio di pulizia e riscatto, ma il tutto è mantenuto in limiti molto dignitosi e controllati.» - G. Arnò «La collaudata esperienza artistica di N. assicura garanzie di certezze culturali di cui la società contemporanea ha tanto bisogno di nutrirsi.» - R. Attardi «Il verso fluido, trasparente, e le immagini semplici e cristalline, di facile effetto alla prima lettura, rivelano tuttavia all’occhio del critico un sostrato di studi severi, la confidenza coi classici antichi e moderni.» - M. Baiotto «Con le sue Astronavi dell’anima egli indaga il mistero cosmico della nostra esistenza, non senza vertigini e timori, tuttavia innalzandosi con coraggio ad osservare l’umanità con le sue dimensioni infinitesimali di tempi e di spazi, colme di limiti e contraddizioni. Così facendo il respiro dell’universo diviene il termine di paragone per i suoi interrogativi da cui è inevitabile ne scaturisca un intenso disagio esistenziale, evidenza della condizione nullificante dell’uomo inteso come veicolo corporale per un’anima che arde nella sua sete di conoscenza, goccia orfana che chiede ove sia la casa del mare.» - G. Bárberi Squarotti «Una sensibilità acuta e dolente, che si estrinseca nella musica lieve e malinconica del verso e delle immagini un poco crepuscolari di cui si compiace. Ma è un discorso poetico sottilmente fascinoso e suggestivo.» - V. Bendinelli «Nel segno del dubbio, tarlo senza remore, s'impernia gran parte del pensiero di N. che riconosce la labilità dell'uomo nei confronti del tempo, questo sovrano senza pietà che cancella aneliti di vita e passa come la luna nella notte senza curarsi degli affanni dell'uomo, insensibile ad ogni sentimento. Il poeta sente sfuggirgli ogni momento, ed ecco il magico imporsi di una volontà che tenta tragicamente ogni recupero. E il tempo avrebbe la possibilità di annullare ogni senso di vita, se non ci fosse per contro la presenza cosciente di un'anima che sul misterioso dono della volontà, spesso compagna incomparabile di ogni essere proteso nel mistero della sua stessa ragione di vita, non reagisse all'inarrestabile declino fisico e psichico Questi fondamenti di mistero e di inconfutabile realtà sono rintracciabili nella poesia di N. che, sicuramente, nasce da ataviche sollecitazioni archétipe.» - G. Berti «L’opera di N. verte su due temi fondamentali, che egli spesso fonde in uno solo: la malinconia provocata dal trascorrere del tempo, e il vivo legame con la propria terra … anche la scrittura poetica è fedele a questo registro confidenziale, e nella sua espressione misurata, l’eleganza e la nitidezza sembrano innate, e l’eredità classica, ermetica e crepuscolare vi è filtrata in una armoniosa modulazione del metro libero… In N. però la disperazione non è mai definitiva: non solo per il foscoliano ricorrere delle illusioni, ma perché, come ha scritto M. Coraiola, è sempre teso “a scoprire i motivi dell’esistenza nel conflitto tra una affinata sensibilità avida di bellezze, di certezze, di immortalità e una realtà di insicurezza, sofferenza e morte”; ma, da questo conflitto, la bellezza e dolcezza della vita escono quasi sempre vittoriose.» - N. Bonifazi «La poesia di N., nella sua profonda ricerca di pensiero e nella sua forza immaginativa, si può definire una poesia costantemente al limite. Tutto quello che viene detto e immaginato, nello spazio di un linguaggio che si riflette sulle origini mentali di se stesso, è portato all’estremo confine della conoscenza… In tal modo l’effetto di trovarci di fronte ad una rara testimonianza delle estreme capacità evocative che può avere una scrittura poetica, è davvero travolgente...» - F. Boveri «Lo stile poetico, sempre molto curato e soffuso di delicatissime espressioni, non subisce alcuna metamorfosi e mi pare che sia sempre in crescendo, frutto evidente di una maturazione continua e regolare.» - L. Bronzi «Il poeta, con modo scettico e denunziante, quando ne è il caso, assume un atteggiamento di Vate e fa la sua critica con grande coscienza, con grande consapevolezza politica e morale. Ma N., qualsiasi sia il tema poetico che affronta, sa sfuggire alle suggestioni del mito della storia, per rifugiarsi nel culto della parola che sa rimuovere per successive numerazioni, dislocazioni, mentre termini scelti, solari fanno da contrappunto, sonori, preziosi, con valori musicali ed evocativi ad una certa componente mistica che aleggia su tutta la poetica in una forma di misure ed armonia di schietta matrice ellenistico-mediterranea, che ci riporta alle nostre radici in modo del tutto coinvolgente.» - F. Buldrini «Questa raccolta di pensieri e saggi letterari di N. offre spunti di meditazioni profonde intorno all’arte, ai valori, alla società, alla cultura. La poesia è considerata uno strumento di redenzione per la civiltà, che si faccia cioè carico delle esigenze spirituali e morali dell’umanità. La scrittura non è autarchica, fine a se stessa, bensì volta all’utile dell’edificazione comune. Essa non dev’essere improntata ad uno sfrenato individualismo, motivata dall’ambizione del successo, bensì deve ricercare un confronto e un dialogo, in modo da essere ricettacolo di fratellanza, non agone di competitività. Condividere le emozioni e l’amore per l’espressività poetica è favorire un “matrimonio di anime”, un sodalizio che, come nella Ginestra leopardiana, accomuni gli uomini nella ricerca della verità e della solidarietà, scongiurando “il nostro eterno naufragio”. Si esalta una “poesia onesta”, come cantava Saba e dell’onestà si offre una sapiente intuizione. Vi è una vera e propria ipostatizzazione della poesia, intesa in senso metafisico, quale sorgente di verità, bellezza, armonia e finanche di salvezza, quale essenza e finalità stessa della vita. Sull’esistenza l’autore snocciola alcune sentenze mutuate da un’illustre tradizione filosofica, come il meccanicismo hobbesiano che ispirò anche Foscolo (le “cieche ruote dell’oriuolo” in Ultime lettere di Jacopo Ortis)» - A. Campisano Cancemi «...verrebbe da pensare a N. come ad un filosofo, ma la sua concezione della vita, come per il Leopardi delle "Operette", piuttosto che essere stesa in un sistema organico, fluttua qua e là, trasformata in immagini liriche luminose, che sgorgano spontanee come polla fra l'erba.» - P. Candido «La coscienza e la nostalgia – soffusa – d’un passato tormentosamente vivo, ma irrimediabilmente perduto, investono di nuovi significati la realtà, violentemente sospinta verso un “autre” che fa intuire l’eternità, nel commovente tentativo di riuscire a mantenere, indefinitamente, un vivo – e per questo doloroso – legame col passato.» - M. Carocci «Quello che istantaneamente colpisce chi si addentra nella lettura di questo atto teatrale [Il trionfo dell’amore], è l’immediata possibilità all’immagine che il lettore percepisce. N. ha infatti il dono della spontaneità e un’estrema facilità a rendere l’immaginario estremamente visivo … Con maestria e competenza riesce a rendere un fatto apparentemente semplice costruito con un’ orchestrazione particolarmente geniale. N. è portato fin dalla tenera età alla passione per la poesia, per i racconti e le riflessioni, un autore eclettico, amato e considerato dalla critica un letterato che lascia in ogni suo scritto una modernità notevole.» - F. Castellani «Due sono i modi di intendere e di vivere il presente: accettandone passivamente gli accadimenti oppure non accettare compromessi e risalire dalla notte al crepuscolo. N., ci sembra, ha imboccato quest'ultima strada e gli esiti, a livello di poesia e di novità espressiva, sono a dir poco splendidi: per compiutezza formale, per dignità di contenuti, per pregnanza di impronte e di calchi preparatori… La poesia, in tal modo, diventa anelito di rinascita in ogni senso, in quanto strumento di volo per raggiungere il cuore delle cose stesse… Per giungere a tanto, N. libera quel tu colloquiale che è stato un po' il suo stesso io che sviscera penombre e nostalgie e che reclama non mondi provvisori e realtà irrisolte, ma "illusioni a scavarti conforti"… Ma il suo attimo va oltre il finito…» - P. Chiaramida «Con queste liriche, N. descrive il viaggio da lui mirabilmente conseguito nella ricerca della sua identità e della sua personalità. L’ A. ricerca e svela l’impronta divina dell’umana creatura “che s’interroga nel suo vagare eterno, verso un percorso che al termine del vortice eternerà la mente.» - C. Ciccia « …Il suo elegante volumetto Astronavi dell’anima gratifica il lettore anzitutto con una tecnica suadente e accattivante, sottesa da una serpeggiante musicalità; e, anche quando il dettato non sia perfettamente chiaro e comprensibile a tutti, è la melodia che attira e accarezza, lasciando al lettore una sua possibile interpretazione e quindi coinvolgendolo nella creazione artistica . In tutta la silloge poetica l’autore esprime una grande ansia d’assoluto e d’infinito: e per lui i pensieri a ciò tesi altro non sono che astronavi lanciate al di là d’ogni confine visibile o semplicemente immaginabile. Così egli ritorna al leopardiano rapporto tempo-eternità, in cerca di conoscenza e verità ….» - E. Concardi «Poeta della malinconia, questo autore siciliano sa creare liricamente la bellezza dei lontani ineffabili orizzonti che sono negati all'umano vivere quotidiano racchiuso in labirinti assurdi e privi di significato. […] Ribelle alla cultura dominante, di cui non accetta concezioni e simboli, il pensiero del poeta viaggia continuamente nella dimensione del mistero, di cui sa cogliere liricamente i diversi aspetti, come quando interpreta immaginificamente le voci e le suggestioni di misteri più prosaici e mondani, quali gli enigmi della notte, chiara metafora del destino umano.» - E. Conti «In Preludi [vol. I)… vi sono piccoli pensieri, racconti, poesie, le prime riflessioni filosofiche di un N. che si pone tante domande, mentre scruta e studia i grandi della letteratura tra cui Leopardi. In punta di penna l’autore chiude la sua raccolta con Canti dell’adolescenza. Si tratta di una breve silloge simbolo di uno stile poetico che mira alla perfezione e alla ricerca della luce come verità... La pubblicazione si può definire un diario intimistico assai complesso, testimone di quel cammino introspettivo che va alla ricerca di piccole cose rivelatrici della grandezza dell’esistenza. Da questa sintesi nasce il N. che oggi noi conosciamo, un poeta che ha dato tanto e che continuerà ancora a dare un grande contributo alla cultura. » - C. Contilli «Notazioni estemporanee e varietà si può definire, come lascia già intuire il titolo e come rileva acutamente anche Pasquale Francischetti, nella prefazione: “un vero e proprio diario culturale, dove N. registra sia documenti della vita pratica sia della vita spirituale, in cui mostra una profonda consapevolezza tecnica dell’uso delle immagini e delle figure retoriche.”…Questo volume ha, quindi, il merito di mettere insieme del materiale che altrimenti sarebbe rimasto disperso (o, secondo la definizione di Gilberto Coletto, “dissipato”) in diverse riviste, divenendo, perciò, per i potenziali lettori, difficilmente fruibile.» - A. Crispino «Interessante indagine critica su N., poeta siciliano di grande talento artistico e umano. Fulvio Castellani, scrittore e giornalista, è riuscito con seria professionalità a tracciare un profilo minuzioso del N. uomo-poeta, evidenziandone le qualità indiscutibili, confermate, peraltro, dalle tante testimonianze critiche di altre autorevoli firme del panorama culturale nazionale, primo su tutti: Giorgio Bárberi Squarotti. … Il libro mi ha trasmesso una buona dose di curiosità a conoscere ed approfondire meglio N.; curiosità personale che trasformo in “invito”, a fare altrettanto, a tutti i cultori e appassionati di poesia.» - G. D'Alessandro «Temi a carattere sociale e sentimentale, pieni di struggimento interiore, di ottima fattura estetica, senza fratture e senza intoppi sillabici. Pagine poetiche...» - E. Davoglio «N. scrive un saggio puntuale e attento sulla figura del grande poeta francese [Paul Valéry], uno dei più grandi del secolo scorso. Colpisce di questo saggio l’attento ricorso alle fonti bibliografiche e la partecipazione attiva della sensibilità dell’autore nel tracciare un ritratto veritiero dell’uomo Paul Valéry, a cui è dedicata una precisa sezione del saggio e dove N. cerca di descrivere la biografia del poeta accompagnandola sempre da una riflessione sui passaggi che hanno significato maggiormente la sua esperienza terrena, influenzandone il pensiero e dunque la propria poetica.» -  M. Del Rio «Magiche liriche, quelle di N. Hanno punti di infinita bellezza, con gli incontri della natura, il volo delle colombe, il fascino dei canti parigini. Poi la realtà ci sbatte come vento freddo, egli ci sveglia quando con il pensiero ci porta a Sarno. Infine “Non muoia la speranza!”» - N. De Maina «C’è in N. una inventiva desta tesa verso forme di intimità a volte anche ironica, che ottiene l’efficacia della poesia quasi d’immediatezza viva per risolvere la padronanza della “scrittura” con felici momenti di chiara evidenza. Potrà avere qualche pausa, ma come conquista spirituale, come esigenza intima, resta al punto della dimensione – avvertita in tutto il senso critico – della parola del tempo in una rinnovazione mai costretta, ovviamente, in una soluzione chiusa.» - F. De Napoli «Avvertiamo gli echi di un sensismo appena accennato, dottrina che proprio in terra d’ Oltralpe ebbe la sua consacrazione. Il contrasto, o confronto, tra quella che felicemente N. definisce “mano mentale” con la realtà esteriore innesca uno spleen sottile, una sensazione di dolorosa mestizia, per quanto il ricordo del “ciel de Paris” costituisca, in definitiva, il “souvenir du refuge ultime”.» - P. De Orsi «Il sottofondo culturale induce inconsapevolmente N. all’utopia e al paradosso, cosicché vorrebbe non aver avuto una vita ed essere una “pietra vuota”, laddove il Recanatese, per esempio, trasferisce il meglio nella “greggia” ignara, o Garcìa Lorca si affida all’amata “guitarra” oppure a “el azul”, che è soltanto “un ensueño”, chitarra e azzurro che pure riscontriamo nella poesia del Nostro. E non coincide, forse, il pensiero del tempo (cfr. Dimenticatoio ..., alla fine della raccolta) con quello leopardiano, “trionfatore di tutte le cose terrene” (Zibaldone)?» -  C. Deromedi «…prevale la tematica di eventi e sensazioni duramente maturati e un costante richiamo alla realtà sociale; uno stile che verso su verso, si personalizza con evidente sicurezza. …Altrove, la drammaticità della iterazione ostinata delle immagini della droga, della violenza, della ipocrisia, di una vita sfuggente, di nullità e precarietà si contrappone in un riscatto inatteso e perentorio a quell'eden antico che apre una sua stupenda lirica "Crisalide". È la chiusura, il rifiuto dell'effimero, per incarnarsi, finalmente, nella limpida serenità dell'amore: segni palesi di una vocazione poetica che ha certamente radici lontane. Poi l'irrefrenabile tormento dell'anima in un avvenire immaginato "di quercia", ma che si ritrova nella "fragile carne"; richiamo alle più raffinate elegiache movenze latine nell'ovidiano desolato "nunc deformatus aerumnis", ma che subito si riscatta in "pace" e in "miraggio". Moderno, armonioso, sofferto, questo suo stile in Stimmung isolano e fortemente vero, trascina in una continua estetica ammirazione.» - A.M. De Vito Scheible «Traspare dai versi una capacità eccezionale di accogliere il dolore, di assimilarlo, di trasformarlo in un canto lirico sommesso, patetico e dolce, ma quasi scevro di tristezza per quella forza intima del poeta di emergere dal dolore.» - E. Di Ciommo «Con “Archia di Corinto”, la sua storia, la sua leggenda, N. ripropone l’antica arte del viaggio e dell’approdo in cui l’animo si rivede in un susseguirsi continuo e perenne, come in tutta la mitologia classica, della nostra ansia e speranza di vivere. Oggi il senso dell’immediato e dell’instabile, che si proietta in uno svolgersi continuo di realtà virtuale attraverso i “mass-media”, ci priva della antica eroicità dell’Uomo, come in una assenza di memoria, senza passato. “Memoria che rimuove consolante nell’abisso della notte le scorie che dimentica l’alba nascente.» - G. Di Girolamo «Commedia giovanile (Il padre sagace) di un autore, N., che poi nel tempo ha fatto strada in ambito letterario, tanto da essere considerato uno dei più interessanti poeti-scrittori dell’attuale panorama letterario italiano … La commedia risale al periodo giovanile, e come tale risente un po’ delle esuberanze e fantasie tipiche dell’età … ma nondimeno si evidenziano ugualmente i tratti del grande poeta e scrittore che sarà successivamente, dati dalla fertilità concettuale e d’inventio, da uno stile pulito e corretto, oltre che di facile impatto nel lettore: caratteristiche, queste, che appunto caratterizzeranno il N. che oggi conosciamo. » - E. Diedo «Finalmente ho avuto il piacere di leggere qualcosa del siciliano N. Ed è con ancora maggior piacere che lo recensisco. E’ stata per me veramente una sorpresa leggere i suoi Pensieri, riflessioni molto profonde, che denotano un’innata compenetrazione filosofica, degna di vera ammirazione.» - E. Di Iaconi «…la vita, tra stragi terroristiche, stermini per fame, sofferenze di chi vive in terre lontane, è dolorosa. In una continua oscillazione, N. sente la necessità di constatare che non cessa “l’eterno rigoglio” della vita, che, anche nelle esistenze più tragiche, “nel più sensibile angolo dell’anima” è riposta la consolazione del ricordo.» - M. Delittoso «Una così ricca, eclettica e versatile carriera letteraria non poteva passare inosservata e non meritare un’antologia critica, che raccogliesse tutto quanto nel tempo e nello spazio sia stato scritto e pubblicato su Pietro Nigro. L’opera è stata egregiamente curata da Giuseppe Manitta, caporedattore del Convivio» - M.A. Di Pasquale «I poeti sono rigorosi costruttori di improbabilità, coloro che sanno procedere per paragoni e analogie, coloro la cui intelligenza si rivela (dans un ordre insensé), coloro che sanno improvvisare senza smettere di pianificare o di pensare» - P. Di Petta «Commedia (Il padre sagace) molto piacevole. I personaggi sono ben definiti. La loro psicologia emerge con chiarezza nei dialoghi brevi ed appassionanti. … La commedia è improntata tutta sul contrasto denaro-amore … L’intreccio è semplice, molto fruibile e tiene desta l’attenzione del lettore. » - A. Dioguardi «Fa una certa tenerezza N. in questo quaderno di scritti giovanili. Tenerezza intesa sul piano umano, a motivo dei conflitti morali che l’adolescenza causa ad ogni individuo che si appresta a diventare uomo. Stupisce, invece, in N. l’inclinazione artistica già a quella tenera età. Riflessioni, racconti e poesie, anticipano chiaramente quello che sarà negli anni futuri, cioè l’artista che oggi noi conosciamo, apprezzato dalla critica del settore e dagli appassionati del genere.» - P. Francischetti «Questa volta si presenta ai lettori con un’opera particolare che racchiude le sue esperienze poetiche, narrative, teatrali; ma soprattutto culturali in generale. La prima parte “Pensieri” tratta di considerazioni “metafisiche” sulla cultura, la poesia in particolare; sulla politica e la società; sull’esistenza e quindi sull’amore; sulla verità; ed infine di alcune riflessioni su Dio e l’uomo. In gran parte quest’opera è formata da massime e da sentenze (se vogliamo azzardare un’opinione forte), che ci ricorda in alcuni punti lo “Zibaldone” del Leopardi. » - S. Frigenti «… un turbinio di versi in cui si presentano, a più riprese e confezionati in modo diverso, gli aspetti essenziali del suo fare poesia in cui partecipazione e spontaneità ci dànno la misura dell’uomo oltre che dell’artista.» - R. M. Gazzelli «Ho ricevuto i tuoi due volumetti: Astronavi dell’anima e Riverberi e 9 canti parigini e ti sono infinitamente grato… Li ho letti e ne sono rimasto piacevolmente e profondamente impressionato per le tematiche magistralmente esposte, pregnanti di una intensa e penetrante sensibilità che fanno di te un vero poeta degno della massima considerazione. Ho, altresì, molto apprezzato la liricità dei versi: una liricità così profonda e armonizzante che inebria e dona pace ed equilibrio allo spirito.» - M. Di Cataldo «Il poeta ci turba quasi con la sua schiettezza, e ci fa riflettere sulla realtà in cui viviamo, sulla corruzione dell’intima natura umana, ma accenna anche, qua e là al sogno che non può mancare, che riempie e rende degna la vita, percepisce, con lucida chiarezza, che esiste “dentro, qualcosa”, che c’è ancora spazio per la speranza, anche se questa è fatta solo di illusioni. “Ritornerà il gabbiano …, a riportare certezze”.» - F. Galasso «Troviamo tra i primi esordi letterari dell’autore spunti e riflessioni interessanti, di un giovane intelligente, ma dall’animo inquieto. Egli si chiede il perché della vita, affrontando prematuramente problemi al di sopra di lui pur essendo ancora imberbe con una precocità che sorprende. La vita, la morte, la bellezza, l’arte, la musica, l’anima e il mistero su tutto che risponde al bisogno insopprimibile di Dio… L’autore, poi, con molta sicurezza, nonostante la giovane età, passa da pensieri e riflessioni critiche a racconti e poesie mantenendo sempre quel filo conduttore comune tra loro. È la dimostrazione che i poeti non hanno età, la distinzione delle loro produzioni in base al tempo è irrilevante, confermando, così, la tesi che poeti si nasce e non si diventa.» - A. Gallotta «… Il canto è reso con un tormento di vita che attende lacrime di cielo, speranze per un’esistenza alla ricerca della propria verità tra poesia e memoria e radici. Il deserto è così la solitudine e il suo fiore il cactus, solo capace di crescere con poca acqua. È qui poesia …» - E. Giannetto «N., poeta siciliano che ha ormai abbattuto il muro dell'anonimato, ci offre con la breve ma intensa silloge di poesie Alfa e Omega un vero e proprio sunto dell'esistenza intera. ... Una silloge energica e carica del senso profondo della ricerca, in cui il passato, il presente e il futuro trovano l'amalgama perfetto.» - E. Greco Genesio «Indubbiamente le poesie di N. sono quasi struggenti nella descrizione della natura, nel susseguirsi del Tempo, che passa inesorabile; e se c’è tristezza per un giorno passato, che mai più potrà tornare, c’è anche tanta speranza che scaturisce dall’amore per le opere del Creato: le stelle, le nuvole, il mare, il cielo…» - G. Grisi «Amore come necessaria presenza, luogo di elevazione dello spirito ma anche di carnale spietatezza, espressione di smarrimento e dolore per l'incertezza che talora sovrasta la ricerca di una eternità» - L. Grita «La lettura di queste liriche colme di inquieti sogni, coinvolge per i suoi toni talvolta sommessi, talvolta drammatici con forti richiami sociali ed umani. Un iter affascinante nell’eterno destino di vita e di morte.» - A. Izzi Rufo « La poesia del N. non si può collocare in un determinato filone letterario perché in essa confluiscono – così come per quasi tutti i poeti contemporanei – i sentimenti universali propri di ogni poeta. Potremmo imbatterci nel pessimismo leopardiano, nel romanticismo delicato del Pascoli, nell’amore per le piccole cose dei crepuscolari e così via. La lettura è piacevole, distende, rilassa, coinvolge...» - F. Lammardo «Alfa e Omega è una sua raccolta poetica molto bella e accesa, perfettamente allineata nella varietà dei temi, la cui fisionomia emerge fascinosa e mai scontata.» - G. Langman «Dotato di una spiccatissima sensibilità umana N. è arrivato più volte alla vera gloria. Lo abbiamo seguito già da tempo in queste sue felici “ascensioni”, dove ha sempre lasciato palpiti commossi, vincendo in intelligenza ed in dolcezza, con la delicatezza, il sentimento vibrante e l’incisività della sua arte letteraria e poetica. Egli ha compiuto i suoi “voli” fantasiosi con la sua robusta lirica, padrona di cieli limpidi e liberi, che conduce il lettore ad inebriarsi della magica bellezza della natura della sua terra, che fa gioire l’occhio, l’animo ed il cuore dell’uomo-poeta che la “sente” con infinito rimpianto.» - F. Lanza «Poesie di forte pregnanza concettuale e meditativa. Nei testi del poeta siciliano l'intuizione di una corporeità anteriore alla coscienza produce immagini di conquista e di liberazione.» - F. Lepre «Eccellenti composizioni poetiche racchiuse in un libro [Miraggi] degno d'essere letto ed ampiamente divulgato… N., un poeta che ha una profonda conoscenza di ogni alito d'anima, un poeta che non usa inutili orpelli d'abbellimento, che non ricorre all'artificiosità, ma che scrive la sua poesia amalgamandola con una personale e lirica riflessione, con l'universalità del pensiero e con la bellezza delle parole…» - S. Lucchini «Il verso, talvolta violento talaltra delicato come un fiore che si posi sul petalo in quieta speranza, si stende con un estremo rigore formale e sottile grazia immaginifica. Si sente che, dentro, vi scorre una linfa robusta, sinceramente protesa verso un divenire umanamente e autenticamente vissuto.» - G. Luongo Bartolini «N. è un autore riconosciuto sul piano del pubblico e della critica. La sua produzione poetica travalica la superficie delle impressioni e delle emozioni, per accedere alla profondità di un sentimento aperto alla sofferenza, materiato di occasioni che imprigionano, sia pure per un momento, la sensibilità, la capacità riflessiva di chi scrive.» - N. Malacrida «Lo stile apparentemente difficile e chiuso di N., nell’impostazione di una forma ermetica alla maniera montaliana, l’uso della sinestesia e dell’analogia insieme all’approfondimento di esperienze interiori a tratti confessati con pudore contraddistinguono le poesie presenti nella raccolta Alfa e omega insieme ad una raffinata capacità versificatoria che evince dalla maniera di usare tanto il significato semantico quanto il suono e il ritmo che essi sanno imprimere ai versi, realizzando un’armonia che conferisce all’opera spessore artistico e mette in luce una interiorità incorrotta. N., pur tra tanti rimpianti e disillusioni, attraverso la sua poesia, sa creare icone nell’immaginario per sopperire al vuoto esistenziale diffuso intorno, raccogliendo in sé per tradurli in versi, folgorazione di bellezza, sogni indomiti, sconfitte e battaglie vittoriose capaci di coinvolgere il lettore e trasportarlo in una dimensione di eticità per il messaggio di speranza e di amore universale che punta ad esprimere.» - F. Mandrino «… senza mai avere avuto la sensazione di integralismo, devo comunque rilevare come in questo caso la riflessione tenda al campo interiore più che a quello sociale, cui l’autore non è estraneo. Più che un dubbio, chiaro, risulta l’assenza di quelle monolitiche certezze che furono appannaggio della gioventù, almeno la mia: “Forse eri tu che perplesso mi fissasti, | o forse fu il mio sguardo che t’attrasse.” (p. 26). È certo un distico dalla semplicità disarmante, ma la sua profondità è per questo, forse, sconvolgente, forse il più bello, sicuramente esprime la raccolta come un sottotitolo.» - G. Manitta «Molti dei critici più importanti del Novecento si sono occupati della sua attività, da Franco Lanza a Neuro Bonifazi, da Italo Rocco a Selim Tietto per citarne solo alcuni, a testimonianza del valore umano e culturale dello scrittore … Si tratta di attestazioni che confermano la validità della scrittura di Nigro a livello nazionale. Per colui che si è impegnato nel censimento di scrittori siciliani tra Otto e Novecento, come chi scrive, la possibilità di un’opera consuntiva come questa assume un valore documentario di solida importanza» -  B. Mannini «Accade non di rado che siano proprio i piccoli editori a fornirci testi “forti” e “significanti”. Questa recente raccolta di canti [Alfa e Omega] non è infatti una lettura da diporto, poiché seduce e obbliga allo stesso tempo il fruitore a compiere uno sforzo di penetrazione e riflessione in genere non richiesto dalla produzione poetica corrente, fra l’altro poco propensa a impegnarsi in temi esistenziali.» - G. Martucci «N. non è un poeta epico, lirico, romantico o moderno, ma il poeta della coerenza nel rapporto tra l'animo e il mondo, tra la verità e la finzione, tra l'idea e il suo simbolo. […] Il suo è un discorso di filo diretto tra il quotidiano e l'incognita, tra il provvisorio e l'eternità, tra il dramma e la pace… La sua maggiore preoccupazione non viene espressa dal divenire del mondo, ma per quanto è già stato ed oggi ancora vive nel suo ingarbugliato rapporto anima-vita… L'emozione poetica dell'autore parla al cuore delle cose di Sicilia come parlasse all'animo di tutti i misteri del mondo. Ed esprime una verità di universalità panteistica che può benissimo accompagnarsi a quella di un Democrito, di San Francesco e di Spinoza. Il pensiero del poeta vive e veglia tra il pratico e il teorico, tra la prova e l'ipotesi, tra l'essenza e la dimensione della poesia intesa tra l'accaduto e il divenire.» «La poesia di N. non liricizza il verso di atmosfere consolatorie, ma manifesta e precisa le cause e gli effetti della condizione emotiva. La condizione che lo dispone a quella robustezza di pensiero che alimenta dalla genesi poetica l'avveduto coraggio che non conosce sottotempo di resa. Il componimento di N. messaggia l'esistenza tra poesia e società e non può essere altrimenti. ... Un verso che a nostro avviso non riguarda tanto la tecnica combinata delle assonanze o le armonie della consuetudine, ma la ricerca di uno scavamento critico oggettivo interessato a rivoluzionare quella trasformazione semantica che non regola la forma delle nebbie sovrastrutturali, ma ai rapporti-base del linguaggio condizionato dal nostro modo di vivere sottoposto alle regole di poteri inveri di poesia.» - T. Martucci «Una poesia, quella di N., oggi piuttosto rara, distante dalle attuali correnti che spesso prediligono i sentieri di un intimismo à la page o lo sperimentalismo più evanescente. N. sceglie, oggi, la strada più difficile, quella dell'impegno, ma fuori dagli schemi ideologici, incentrata su un concetto dell'uomo quasi pascaliano, che diventa il terreno su cui innestare una fine analisi della società e della sua violenza…» - G. Massa «C’è al fondo di questo poeta, che esalta le tante fragili esistenze quotidiane negli orizzonti delle certezze possedute e da possedere la forza del “trasporto amoroso” questo “folle” itinerario, perché totalmente e sinceramente vissuto, allo stesso modo di Hermias, e che conduce all’assoluto, per eliminare le torpide inquietudini di un mondo, nel quale l’uomo, privo dei lacci delle giornate tediose e dolorose, vorrebbe essere, di sicuro, Prometeo e, anche, Icaro in una sorta di andare a fare insieme. Il poeta cerca con forza la luce nei percorsi della speranza, che si estende verso le plaghe infinite di azzurro, il colore del cielo, libertà e bene nello stesso tempo.» -  G. Massarelli «Il panteismo poetico di N. suggestiona, travolge e si fa seguire verso i confini di quel nulla che lo stesso poeta esalta e ne fa entità divina e umana.» - M. Mastrangelo «Poeta interessante, N., già autore di varie raccolte di versi. La sua ispirazione, in questo libro esile ma denso, è focalizzata su pregnanti meditazioni sull’esistenza, su desideri di solitudini, su una inesausta aspirazione alla pace…Gli esiti migliori, di questo libro, N. li raggiunge, a mio avviso, nelle poesie intrise di intenso lirismo unito ad una tensione verso l’oltre, come "Parlami, notte", "Io, il tuo cosmo, il tuo Dio", "Grigi eterni". Interessanti e suggestive, infine le poesie d’amore (le ultime otto) scritte dopo un breve soggiorno a Parigi.» - S. Mauciere «…Vorrebbe il poeta ridestare la coscienza umana… Purtroppo s’accorge che cozza contro la realtà ed allora affida il proprio canto al volo dei gabbiani, nella speranza di un mondo migliore per la collettività umana. Mi pare alquanto chiaro il riferimento a tutto ciò che di male incombe su di noi, ma altrettanto chiaro il tentativo di uscirne facendo ricorso alla poesia che mai ha danneggiato, anzi ha spinto l’uomo ad un’opera di civilizzazione. La speranza accompagna sempre il cammino dell’uomo e N. ci conta e punta tutto sulla saggezza, che può sembrare rassegnazione, quando invece è anelito e vivo desiderio di vedere e sentire la campagna cantare con i suoi grilli come un tempo.» - O. Mazzei «Con versi di classica compostezza, ma di una tensione e di una forza tutte moderne, l’autore esprime il suo amore per la bellezza della natura, che gli dona emozioni ineffabili dall’alba al tramonto, alla luce del sole e al chiarore della luna, amore che tuttavia porta in sé la malinconica consapevolezza dell’inarrestabile trascorrere del tempo e della caducità delle cose.» - G. Miano «Il suo è un canto aperto, nel senso che vi defluiscono, captate dalla vocazione a un'inestinguibile speranza le istanze e le problematiche esistenziali dell' uomo moderno, con le sue inquietudini inappagate, la sua ricerca dolente dell'ubi consistam metafisico; un'operazione mentale che potrebbe apparire scontata, bruciata ai margini del tempo, se non vi intervenisse la partecipe e totalizzante attitudine a genuflettere sulla terra dei padri il significante respiro dell'ispirazione.» - P. Montoneri «Nella poesia di N. si nota il tentativo di fermare col magico dell’estro poetico quell’eterno fluire del tempo che cancella le cose e i sentimenti, annullandoli nell’oblìo del passato. A rappresentare la dialettica eterna della vita interviene il vento, simbolo del movimento eterno, che invola verso gli occhi assorti e malinconici del poeta ricordi tristi del passato, come foglie caduche d’autunno che tuttavia rappresentano per lui l’unico dolce oggetto del suo pensiero capace di rasserenarlo dinanzi all’idea della morte.» - Conte F. Monzani «… I Preludi – dagli Scritti giovanili e Astronavi dell’anima con prefazione di Neuro Bonifazi, che ho letto con grande interesse. Trovo le Sue liriche sobrie e incisive e profondamente umane.» - L. Nanni «Ben noto è il nome di N. per la sua lunga militanza nel campo delle lettere e, nello specifico, della poesia. La silloge (Riverberi e 9 canti parigini) contiene testi che confermano la vena lirica dell’autore e insieme il suo anelito al trascendente … (In Astronavi dell’anima) si percepisce una ricerca della verità che potrebbe fondarsi sulla parola utilizzata come veicolo privilegiato sfuggendo nel contempo a ogni tentazione soltanto linguistica - è quindi necessario il logos per intuire (p. 11) la concentrazione dei significati in quel fluire dell’esistente che è visione dove anche la materia si fa verbo (p. 28) con l’intento contemplativo più pertinente nel verso lungo: opera questa che lascia una traccia e un senso.» - M. Pannicelli «Negli abili e inconfondibili versi di N. si estrinsecano i mille dubbi dell’uomo, le ansie, i quesiti, i misteri della vita. Il tutto attraverso un incidere continuo di sofferenze, fatiche, dolori che non alterano nell’autore la consapevolezza che in fondo la vita sia una grande illusione. Ed è questa illusione che suscita nel lettore un’infinita serie di immagini che si trasformano in sensazioni e ricordi di un mondo che in realtà appartiene a tutti noi.» - G. Parente «Nelle sue poesie confluiscono un po’ tutte le pene, i tormenti, le ansie, i desideri inappagati dell’uomo d’oggi, spinto continuamente alla ricerca di qualcosa di eternamente certo e vero. Da qui il passo fatale verso il pessimismo sarebbe oltremodo facile se il N. non spingesse i suoi lumi oltre la nota dolente della tristezza esistenziale onde giungere a quella meravigliosa liricità che affonda le radici nella natura e nella realtà. Il verso, pur libero, è ricco di armonie ed il tutto è musica che affascina e conquista senza che il lettore abbia attimo di tedio e indubbiamente non rimpiange di avere dedicato qualche attimo alla lettura del volumetto.» - U. Pasqui «Il volume (Canti d’amore), con prefazione di Enza Conti, esplora l’intimo del poeta, facendo emergere diverse sorprese. La silloge poetica, dedicata alla moglie Giovanna, affronta infatti il tema con una spiccata originalità. Il dipinto di Giorgio De Chirico che arreda la copertina avvisa che tra le pagine non si leggeranno versi prevedibili o sdolcinati, ma un’interessante mediazione esperienziale dell’autore. Pietro Nigro, siracusano di Noto, riflette il carattere di quella Sicilia e ripete i modi dei lirici greci, come rinnovando una medesima lingua culturale» - L. Paternò « Il Nostro autore, scevera nella prima parte del testo la vita di Valéry e analizza in maniera precisa quella che è stata per il poeta, simbolista e il più rappresentativo del XX sec. francese … È un ritratto completo, esaustivo ed appassionante, quello fatto da N., reso ancora più vivace dai rimandi alle sue poesie, dai frammenti delle opere in prosa che non abbandonano mai il carattere di un’indagine filosofica anche quando l’intenzione non è palese..» - A. Pellegrini «La mente vuole vedere il mondo delle essenze: le idee iperuranee, il nucleo originario assoluto dei pensieri e delle azioni, delle situazioni e delle cose. Ma solo riflessi delle archetipiche purità riesce a scorgere. L’occhio non smette mai, nell’esistenza, di intuire simboli perentori di un ordine di un altrove suggerito di volta in volta all’intelletto … Platonicamente, scrive il filosofo e poeta Pietro Nigro, “coglie l’occhio simboli d’esistenza / ordine che trasmette all’intelletto / alla ricerca di una verità donde nacque / e che la realtà offusca”» - C. M. Peluso «Nel ripercorrere le strade dell’anima, il ricordo acquista una funzione particolare perché rende nuovo il presente (“rinnova il presente / nella levità del ricordo”), ma la verità si trova andando avanti nella “ricerca dell’eterna parola, / mistero che si fa vita” (“Ripercorrere le stesse strade”). In questo percorso interiore la poesia assume la dimensione del volo (“Il volo delle mie colombe bianche”) in un mondo dove i sogni s’acquietano. Il poeta vola con il suo canto per salire in alto (“svettare”) e innalza un inno alla vita… L’attenzione dell’autore si rivolge anche verso l’attualità. Dinanzi a un’immane tragedia, che, che è costata la vita a tanti bambini, e dinanzi al dolore dei loro genitori, il Poeta trova solo una risposta: il silenzio. Non sono i dibattiti televisivi, fatti di vuote parole, a risolvere questi gravi problemi. E’ troppo facile, sprofondati nelle comode poltrone di uno studio televisivo, imbastire tavole rotonde sulle disgrazie degli altri. Il Poeta, invece, si pone dinanzi ai problemi del mondo con libertà interiore e umiltà e lascia il giudizio alla sua coscienza. Nella poesia “Palco TV” viene espresso un giudizio negativo sul degrado di alcuni programmi televisivi, che non promuovono la dignità dell’uomo, mentre si sente la nostalgia per il passato, in cui “il pensiero … costruiva la sua casa con muri d’allegrezza”… Lo stile è caratterizzato da abbondanza di aggettivi e dalla punteggiatura ridotta all’essenziale, spesso assente; è impreziosito da metafore, similitudini e dal chiasmo; è rafforzato nel sentimento che il poeta vuole esprimere dall’enjambement, che spesso rende l’idea dello spazio e dà ampiezza di respiro a un mondo poetico in espansione dall’io verso l’universo» - M. Petri «Il poeta scolpisce in una lingua perfetta ed elegiaca, distesa a volte come una purissima prosa, un lungo bassorilievo di memorie e di ombre colte in una sorta di eterno viaggio …Un poeta che merita di essere conosciuto e destinato ad occupare un posto di rilievo nella poesia contemporanea.» -  L. Piccioni «Nel canto memoriale sintetizza l'amaro destino d'una umanità destinata a riscattare gli errori di una società trafitta da 'barbare indifferenze'.» - A. Pugiotto «E' un'opera (Astronavi dell'anima) assolutamente unica nel suo genere, considerando l'originalità delle concezioni che esprime! ... Spero davvero che questo scrigno non resti unico e sia presto seguito da un'altra silloge non meno degna:» - L. Pumpo «… È questa poesia corposa, robusta, dove la parola ha sempre una sua collocazione bene individuata e dove i segni del tempo compaiono con una pensosità appartata e delicata insieme. Già conoscevamo N. da anni, ma non ci era capitato di leggere tante sue cose messe insieme. L’opportunità ci è stata offerta da questa bella raccolta che evidenzia gli aspetti di una maturità giusta e felice.» - I. Rocco «La lirica del N. è tutta rivolta a superare la dura realtà ed invita alla purificazione ed alla resurrezione dello spirito. Il suo lirismo, poi, materiato di greco classicismo, per maturità e nobiltà di forma e contenuto, diventa forma di alta perfezione morale.» - G. Santangelo «Il motivo esistenziale fondamentale, l'ansia d'eterno, trascende la quotidianità e la temporalità, e, tuttavia, questa poesia è tutta radicata nella storia e nella contemporaneità, di qui la sua tensione umana e civile, come nella splendida "Terra di Sicilia", ch'è una delle liriche più belle che, in questi ultimi tempi, siano state scritte sulla nostra Isola Dal Deserto, la speranza: bellissimo significante!» - F. Sartori «Una commedia piacevole (Il trionfo dell’amore, da I Preludi vol. IV), facilmente seguibile, con pochi ma fondamentali e ben delineati personaggi … L’autore usa il classico linguaggio del teatro che rende il testo ancor più vivo e credibile … L’autore ha una lunga esperienza di scrittura di poesie e questo lirismo si ritrova nella commedia, tradotto grazie alla gestualità degli attori e al dialogo. » - M. Schillaci «…cresce gradualmente il consenso di studiosi, amatori e intenditori d’arte, intorno a N., nel panorama della cultura contemporanea.» - P. Seddio «Risultano assai interessanti i due volumetti Notazioni estemporanee e varietà capaci di esternare e proporre il suo pensiero letterario nella sua complessità toccando una serie di temi interessanti, che coinvolgono tante facce del pensiero come vera espressione di un sentimento, ma anche di testimonianza, la quale a sua volta si avvale della preparazione dottrinale dell'autore. Ogni scritto, pur nella sintesi espositiva, racchiude nelle sue variegate espressioni la preparazione umanistica, che si staglia limpida così da coinvolgere il lettore capace di entrare in questo variegato mondo letterario ... l'autore si avvale di una lunga e consumata esperienza letteraria che lo pone al centro (tra tanti altri autori notevoli) della cultura contemporanea propensa ad evidenziare a volte autori che hanno poco da dire. A N. invece va il merito di porsi in evidenza con autorevolezza, esperienza, capacità espressiva e tanta umanità. Esempio raro di professionalità che è giusto celebrare.» - S. Spagnolo «… Una ricostituzione emblematica delle ragioni morali e sociali del vivere in lotta per una terra ormai satura di attese inascoltate, … una similitudine contratta in canto. [Una] tensione in N. nella sofferta malinconia di chi sa che solo è possibile dormire per sempre.» - B. Spagnuolo «Se la poesia di N. è sulla strada della comunicazione per stile e linguaggio (forbiti anziché no), i contenuti sono out of question ed il lirismo è dolce e prepotente e, quando potrebbe sembrare di trovarsi di fronte a temi (soggetto-oggetto) scontati, ecco che alcune metafore in agguato colgono di sorpresa il lettore come richiami-dono di una mente estremamente fertile. In alcune composizioni si avverte un legame col romanticismo, come in altre lo si avverte con l’ermetismo, ma proprio in quei casi i versi diventano una cosa sola con la mente, riunendo in sé codici fonetici e semantici (quanto estetici), e prendono il volo verso i lidi dell’Arte.» - G. Spinelli de’ Santelena «N. è poeta autentico, palpitante di intense emozioni che sa cogliere dall’universo le più delicate espressioni, il ritmo d’una musicalità che riesce a sommuovere la nostra anima sempre assetata di infinito.» - G. Stella «…Tempo fa passando, rovisto con gli occhi nella libreria Urso alla ricerca, come d’abitudine, di novità editoriali. Fa bella mostra di sé un volumetto … Il titolo: Il deserto e il cactus; autore, N. … mi accingo a chiedere lumi a Ciccio, l’amico libraio, una vera punta di diamante nel settore. Ho tra le mani il volumetto, sono poesie di N., sì proprio lui. Corro in studio, appoggio il libro sul tavolo di lavoro. Quel tavolo che vede passare su di sé cause ed effetti di legislazione tributaria è ora leggìo delle liriche di un amico. Leggo e rileggo ogni poesia: mi sembra – la pelle rabbrividisce – di ascoltare la logica continuazione dei nostri colloqui di venti anni fa. La lettura di ogni brano scende su di me come l’effetto benefico di una doccia ristoratrice…» - R. Tani «Angoscia. Il poeta non poteva raffigurarla meglio di così. Questo senso che si prova nei più tristi e tragici momenti, che toglie spazi alla speranza ed è inclemente perché circondato da un panorama desertico, arido e inospitale, ove ci tengono prigionieri creature e natura fra le più insane e flora torturante, pronte ad aggredirci. E quando il tempo sta per scadere, questa macina non ci abbandonerà più, ma ci sarà compagna nei ricordi fino all’ultimo.» -  R. Tano «Quest’opera è degna di essere letta con attenzione poiché sono tante le emozioni che l’autore, magistralmente, riesce a comunicare. Sono poesie scritte con seria professionalità stilistica … Alla base del pensiero vige una solida fede religiosa che sprigiona forza e pace interiore … Ancora una volta N. ci ha regalato un libro di ottima qualità artistica.» -  S. Tietto «...ciò che più conta è la formulazione poetica usata per esprimere concetti e volumi non diversamente dicibili, se non magari attraverso il figurato e il metaforico dei testi sacri o delle tradizioni iniziatiche. Qui la poesia può mirare direttamente al cuore (meglio si direbbe, alle viscere) e tracciare tocchi di grazia che riempiono di luce vivida la traduzione volgare e volgarizzata del senso alto, e altro, della presenza umana sul pianeta. ... Va perciò ascritto ad elogio di Altri versi sparsi l'aver affrontato, pur partendo da occasioni ed esperienze soggettive, una tematica così elevata e così ardua e l'aver sublimato proprio il dato personale ed esperienziale a dimensione cosmica della Ragione e della Vita, dimostrando come proprio nella poesia sia serbato in nuce il seme vivo e vivificante dell'Assoluto Principio Fontale.» - R. Tommasi «N. incarna la rara tipicità dello studioso di poesia che, nulla sottraendo al proprio lavoro creativo, dimostra volontà di confronto tanto con i contemporanei quanto con una tradizione di radice internazionale. Se da qui si è presto esteso l’ interesse nei confronti del patrimonio poetico francese (particolarmente di Paul Valéry, a cui viene dedicato un saggio), dalla coscienza circa il significato della poesia ha invece preso le mosse una serie di opere che testimonia un rigore di scrittura quanto un’autenticità ispirativa.» - P. Topa «… Questo autore non è insensibile alle problematiche di un mondo in cui c’è gente che soffre la fame, un mondo in cui il dolore è assai diffuso. … Nel grigiore di un mondo assillato da tanti problemi N. si chiede: “Ma c’è spazio ancora per la speranza?”. A momenti di scoramento seguono altri di tenue fiducia… Una poesia intrisa di sentimento, desiderosa di far vantare la sua presenza in una realtà che, in taluni momenti, può sfuggire. Romanticismo contenuto, ma sempre latente nei versi di N.» - L. Torricella «L'effusione lirica è indecifrabile quando rivela nostalgia e malinconia per quei momenti felici trascorsi insieme. Non manca una sapiente potenza di contrasti con un ritmo accorato e sommesso che fa meditare...» - T. Zaninetti «La sua problematica, che è quella di una sicilianitudine universale, trasmette il proprio essere in sintonia, come poeta e come uomo, con il nostro e suo tempo. Vi si ritrovano concetti e valori umani, civili, sociali, entro un linguaggio autoctono, ritmato, lirico, abbondantemente propulsivo ma anche maturo e preciso. Il sotteso desiderio di una realtà differente da quella contemporanea porta inevitabilmente, per natura, il poeta a sostenere la propria denuncia e il proprio dissenso.» - L. Zinna «Miraggi mi ha dato la possibilità di approfondire la Sua poesia, che seguo da tempo e che tanto apprezzo e sento vicina.» ed inoltre D. Apicella, M. Balzano, C. Canfora, L. Ciatto, F. Ciceroni, I.M.G. De Giosa, S. Demarchi, P. Ferrari, S. Gambacorta, F. Lamonaca, T. Lo Iacono, P. Lucarini, A. Magnifico, N. Menna, C. Montanti, M. Razza, V. Seneca, A. Spagnolo, N. Venanzi, etc.

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