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Daniela (Pescara), scrittrice e giornalista, vive a Pescara.

Dopo gli studi classici si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l'Università “Gabriele D'Annunzio” di Chieti-Pescara discutendo una tesi sull'empirismo inglese. Ha poi conseguito i diplomi di specializzazione per la “Conoscenza Storico-Geografica” e dei “Problemi della Decolonizzazione e Sviluppo dell'Africa” presso l'Istituto Italo-Africano di Roma, e di abilitazione all'insegnamento nelle scuole superiori dove è stata titolare di cattedra di Lingua e Letteratura Inglese in indirizzi sperimentali.

Iscritta all'Albo dell’Ordine dei giornalisti pubblicisti, cura le rubriche di cultura e tradizioni per le testate quotidiane online “Thema L'Informazione” e “Agricoltura Oggi” (quest’ultima è anche un Format Televisivo), nonché le rubriche rispettivamente di letteratura straniera per la rivista “Il Porticciolo” ed “Echi di riti e miti” per la testata “L’eterno Ulisse”. Dirige la collana editoriale di narrativa Emotion per la Pegasus Edition ed è nella redazione del quadrimestrale di poesia e letteratura italiana e straniera “I fiori del male”.

Il suo curriculum include attestati di formazione didattica e per l’esercizio del volontariato socio-sanitario e culturale. È membro di giuria e consulente linguistica per le opere in lingua straniera di concorsi letterari.

Ha partecipato attivamente alle maggiori rassegne editoriali (Torino, Roma, Verona, Londra, New York, Francoforte), delegazioni internazionali (tra cui il gemellaggio culturale con il Premio “Città di Penne-Mosca”, Mosca 2010, nella cui occasione è stata edita la raccolta Poesie che include sue liriche tradotte in russo), e congressi, quali: Poetesse d’Italia:Tributo a Elizabeth Barrett Browning (Firenze 2011); 25 anni in Rosa (Pescara 2012);Sulle orme dei Cavalieri (Londra 2012); Un evento italiano per i giovani: Economia, Ambiente, Bene Comune (Foligno 2013); Un evento italiano per i giovani: Il lavoro (Foligno 2014); San Bernardino da Siena Profeta oggi. Il vero significato del bene comune insegnato dal Santo di Siena (Pescara 2014); La buona mercanzia e l’elemosina. “Per lo bene comune si die esercitare la mercanzia” di San Bernardino da Siena (Pescara 2015); Il cibo nell'arte e nella letteratura (Pescara 2016).

Ha frequentato i Corsi di formazione professionale continua nel settore del Giornalismo indetti dall’ODG tramite SIGEF: La conoscenza delle carte deontologiche dei giornalisti 1 (2014); La conoscenza delle carte deontologiche dei giornalisti 2 (2014); Carceri e informazione: dalla presunzione di innocenza al diritto all'oblio (2014); Dalla Carta di Perugia in poi: informazione e malattia (2014); Carceri e Informazione (2014); Storia del Contratto nazionale di lavoro e libertà di stampa (2015); Istituzioni UE, fonti d'informazione e fondi europei (2015); Processo, diritto di cronaca e diritto all'onore (2015); L'Abruzzo e la storia contemporanea (2015); Dalla scena del crimine al delitto. I segreti della cronaca nera (2016); La parola giornalistica tra etica ed estetica: stereotipi e luoghi comuni su giornali e tv (2016); La democrazia mutante. Rappresentanza e forma partito al tempo dei Big Data (2016); La riservatezza, la sicurezza e l'anonimato delle fonti Web (2016).

Ha pubblicato i libri: I colori del parco (2007, poesia); Cerco un pensiero (2008, poesia); Altri Tempi (2009, narrativa); Echi di riti e miti (2010, narrativa); Uno squarcio di sogno (2010, poesia); L'ultima fuga (2011, poesia); Francis Bacon La visione del futuro (2012, saggistica); Quel che resta del tempo(2013, narrativa); Atmosfere (2014, narrativa); La Travolgente domanda - Cent’anni di Prufrock (2015, saggistica); Grendel e il Poeta Da Beowulf a Shakespeare (2016, saggistica), Grendel e il Poeta - Da Beowulf a Shakespeare (2016, saggistica),

Contributi critici recenti:
Seneca nel dramma elisabettiano
(in Il Porticciolo Anno IX n. 3, 2016), O rare Ben Jonson (in Il Porticciolo Anno IX n. 2, 2016), William Shakespeare 400 anni dopo (in Il Porticciolo Anno IX n. 1, 2016), William Shakespeare Il Bardo immortale Anno (in I fiori del male Anno XI n. 63, 2016), Archiloco e la coscienza del Sé (in I fiori del male Anno XI n. 64, 2016), Orfeo tra presente e passato, (in I fiori del male Anno X n. 61, 2015), Lucrezio: Il dramma della terra (in I fiori del male Anno X n. 62, 2015), La figlia che piange (in Il Porticciolo Anno VIII n. 2, 2015), William Shakespeare: “O mirabile e ignoto mondo (in Il Porticciolo Anno VIII n. 3, 2015), L’utopia di Thomas More (in Il Porticciolo Anno VIII n. 4, 2015), Thomas More tra ideali e fede (in Lunigiana Dantesca, Anno XIII n. 112, 2015), Proba Petronia esplora il Divino (in I fiori del male Anno X n. 60, 2015), Orfeo tra presente e passato (in I fiori del male Anno X n. 61, 2015), Marlowe e il tormento dell’essere anno (in Il Porticciolo Anno VIII n.1, 2015), Thomas Stearns Eliot: La figlia che piange (in Il Porticciolo Anno VIII, n° 2, 2015), Alceo: "E' un dito il giorno", (in I fiori del male Anno IX n.59, 2014); Alcmane: la Natura e la Notte, (in I fiori del male Anno IX n.58, 2014); L’Inghilterra dal Medioevo al Rinascimento, (in Il Porticciolo Anno VII n.3, 2014); La fioritura del dramma inglese, (in Il Porticciolo Anno VII n.1, 2014); La Beat Generation tra attese e utopia, (in I fiori del male Anno IX n.57, 2014); William Makepeace Thackeray Ah!Vanitas Vanitatum! (in I fiori del male Anno VIII N.56, 2013); La Barren Age e le ballate popolari (in Il Porticciolo Anno VI N.3, 2013); Geoffrey Chaucer e I Racconti di Canterbury (in Il Porticciolo Anno VI N.2, 2013); Wystan Hugh Auden: l’ansia al Musée des Beaux Arts (in I fiori del male Anno VIII N.55, 2013); La conquista normanna: aspetti linguistici e letterari (in Il Porticciolo Anno VI N.I, 2013); L'ambiente tra poesia e prosa (in I fiori del male Anno VIII N.54, 2013); 150 anni dalla nascita di Gabriele D'Annunzio (in La Ballata Anno XXXVII N.1, 2013); William Shakespeare: Non dubitare del mio amore(in I fiori del male Anno VII N.53, 2012); Beowulf: gloria e morte di un eroe (in Il Porticciolo Anno V N.3, 2012); John Keats: Bellezza è verità, verità bellezza (in I fiori del male Anno VII N.52, 2012); Originalità della proposta baconiana (in Il Porticciolo Anno V N.2, 2012); Una visione in un sogno: Kubla Khan di Samuel Taylor Coleridge (in I fiori del male Anno VII N.51, 2012 e in Il Porticciolo Anno V N.I, 2012); Elizabeth Barrett Browning: l’essere e la grazia ideale (in I fiori del male Anno VI N.50, 2011); Ettore Carafa, un eroe prerisorgimentale (in Il Porticciolo Anno IV N. l, 2011).

Suoi testi sono stati presentati in interviste e programmi radiotelevisivi – quali Zapping, Agricoltura Oggi, TRSP Tutto Libri, Mattino 6, Radio Speranza – sono stati adattati in musica, inseriti in cataloghi di biblioteche e, anche tradotti in altre lingue (o in inglese dalla stessa autrice), sono stati pubblicati in riviste specializzate, testate web e opere collettanee, tra cui: Sulle ali del ricordo (2015), Lettura di testi di autori contemporanei 1990-2013 (2014), Il fascino della memoria (2013); La parola e il Silenzio (2013); ...e fummo i primi a navigare nel silenzioso mare… (2013); Voci Fiorentine (2013); I Poeti del Drago (2011); La ricerca poetica (2011); Liguria-Ambiente e civiltà (2011); Caro papà (2011); Lettere d’amore e d’amicizia (2011); Pianetadonna (2011); La parola che ricostruisce. Poeti italiani per l'Aquila (2010); Poeti Italiani nel Mondo - Italian Poets in the World (2010); Poesia e narrativa contemporanee (2010); Dossier Poesia,volume di supporto didattico per le Scuole (2010);Voci dell’anima (2009); Pensieri d’autore (2009); SOS amore (2009).

È storicizzata in testi di letteratura fra cui Letteratura Italiana-Dizionario biobliografico dei poeti e dei narratori italiani dal secondo novecento ad oggi (2010) ed Evoluzione delle forme poetiche (2013).

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: M. Agrimi «Q. si è distinta per l’accuratezza dell’analisi dell’opera baconiana e per l’ampiezza della ricerca bibliografica.» - S. Angelucci «Una poesia che sceglie di mostrarsi apertamente, senza infingimenti ma che, per farlo, non trascura neppure un attimo di essere fedele a se stessa, alle sue ragioni ed alle verità che si nascondono nelle pieghe più profonde dell’animo. Ne consegue che, come in un cielo impercettibilmente velato ma azzurrissimo di fondo, questa scrittura sappia offrirsi al lettore in piena convinzione e sicura originalità.» - R. Battaglia «Il suo narrare è proprio come la brezza fresca che passa sulla pianura dopo essere discesa dalle montagne. Ci porta i rumori delle foglie e in quel mormorio dei rami amici dell’aria pare di udire una voce misteriosa che glorifica la terra e che ci chiama. Le parole scritte sono la proiezione della nostra stessa mente, fenomeni misteriosi che giacciono addormentati nella profondità della nostra anima. Sono un’evasione dalla vita quotidiana che ci costruiamo attorno innalzando spesso mura invalicabili.» - F. Buldrini «È poesia intrisa di lirismo, che affonda le sue radici nel magma incandescente della materia interiore e si confonde nella nebbia evanescente che vela l’essere in un delicato pudore […] L’autrice, attraverso un eloquente linguaggio semantico e l’efficacia icastica delle immagini, scandaglia un “irrisolto enigma” che sovrasta l’esistenza, da decifrare per oscuri oracoli e segni contraddittori […]» - O. Burroni [Uno squarcio di sogno] «Per la formulazione alchemica, come da sapienza antichissima, del concetto platonico d’amore che mai si rassegna alla morte e che anzi consegna all’eternità.» - F. Campegiani «… si assiste ad una decantazione, ad una sublimazione sorprendente di questo convulso magma sentimentale. Ad una sua universalizzazione, se vogliamo, quasi a scriverlo fosse un’anima del mondo, molto più che un soggetto umano. E la sofferenza che affiora assume le vesti di un dolore cosmico. […] Essere e Non-essere sorgono dal medesimo ceppo. E ci troviamo nell’Eden, prima della conoscenza del bene e del male. Sta qui il sogno di “un ritorno ancestrale” entro un mondo di essenze e di purezze dimenticato.» - P. Carlucci «L’autrice cerca attraverso l’analisi di proverbi di dare voce al sommerso culturale di un colorito modo di dire, recuperare la pedagogia della natura e della…vox populi vox Dei.E così l’oralità diviene scrittura e testimonianza, fonte di un materiale-spirituale complesso di suggestioni etniche. Modi di dire che sono stati di essere collettivi, mentalità che oggi paiono perdersi pericolosamente nei nativi digitali, nei migranti tecnologici delle nostre metropoli… » - F. Castellani «Ed efficace, efficacissima, è la sua scrittura per essenzialità e nitore, per luminosi rimandi e accelerazioni, per composte architetture e soprattutto per una ispirazione solare che sbriglia memorie e limpidi universi di magia intima… » - V. Ceneri «… ella ha usato pazientemente la difficile arte dell’ermeneutica – perché è sicuramente una creazione artistica la rivisitazione del pensiero di un autore del livello di Francis Bacon – per scoprire ed esaminare, da esperta interprete, tra le pieghe del linguaggio dell’autore, quel qualcosa che ha fatto da propulsore e lo ha spinto, durante la sua vita, a trovare un’uscita di sicurezza dal labirinto in cui si era ritrovato, novello Teseo, per liberare la civiltà umana dal inutile tributo di vite da offrire al Minotauro dell’ignoranza.» - Concorso Voci 2010 (per la Giuria Maurizio Meggiorini) «… è una poesia che si propone un fine arduo e, al contempo, ambizioso; e va ascritto senz’altro a merito di chi l’ha concepita l’essere riuscita nel non facile intento. Una poetica dello scavo interiore – si può dire – che cerca nella miniera dell’animo la vena inesauribile di sentimenti e di emozioni che in esso si agitano» - N. Corsalini «Sentimenti contrapposti si alternano nell’animo della poetessa in una dimensione spazio-temporale dove i ricordi e i sogni, a volte lacerati, sembrano prendere il sopravvento sul reale. Versi limpidi, incisivi e brevi, caratterizzano le composizioni e con la loro chiarità riescono a lasciare un’impronta nel sentire di chi legge.» - I. Creati «La poesia di Q. ha subito negli ultimi tempi un’accelerazione creativa in cui sono presenti considerevoli elementi di novità. Sotto la pressione, infatti, di antiche schegge di memorie e di fresche forti pulsioni esistenziali, le tematiche si sono approfondite e allargate: una gamma di sentimenti più eterogenei ha prodotto anche un arricchimento linguistico. Questo procede di pari passo con un abile prosciugamento del verso che meglio rende la verticalità del pensiero e la sua limpida essenzialità. L’autrice ha liberato così la sua poetica verso un percorso lirico che è sicuramente aperto a più suggestive soluzioni.» - A. Cutilli «Venire a conoscenza dei costumi, delle usanze, delle credenze, dei valori nel rispetto dei quali sono cresciute le generazioni precedenti e notare come in pochi anni, dopo la seconda guerra mondiale, in particolare gli stili di vita siano più velocemente cambiati, significa creare nei giovani emozioni e sensazioni proficue che ne migliorano la formazione.»  - G. d'Alessandro [Grendel e il Poeta Da Beowulf a Shakespeare] «Si tratta infatti di una raccolta di brevi saggi, in cui non dev’esser stato facile – pur con le doti di sintesi e di comunicativa dell’Autrice, affinate da anni di attività professionale – coniugare ad uso dei lettori specialismo e divulgatività, in spazi ogni volta predefiniti da esigenze di impaginazione; e su soggetti quanto mai vari, giacché gli autori inglesi trattati attraversano centinaia d’anni, considerando Beowulf il termine di partenza.» - I. Degl’Innocenti «Grazie a un linguaggio raffinato e autentico […] Q. ha la capacità di trasportare, far sognare e far evadere per fuggire verso un ancestrale idillio di suoni e immagini, meticolosamente incastonati in un grande mosaico.» - F. Dell’Apa « … induce il lettore alla riflessione sull’evoluzione storica dei costumi, delle tradizioni religiose che attestano una profonda metamorfosi di un passato in cui la realtà contadina balza con la sua icastica forza.» - M. Delpino «Il sogno è il territorio indagato […] non per forza la dimensione onirica, ma piuttosto la volontà di plasmare la propria vita seguendo solo le aspirazioni più pure, i desideri più luminosi. È in parte una raccolta di poesie d’amore, ma non solo, tutte le sfumature della vita, dal dolore alla memoria, dallo stupore al dubbio.» - F. di Ciaccia «Comunque, si può ben dire che egli anticipò “il futuro” – come percorso che va dal suo tempo al nostro attuale –, proprio nel senso che, come s’è detto, gli sviluppi metodologici nel campo delle scienze e del pensiero filosofico si susseguirono a partire dalla sua nuova prospettiva che rompeva dichiaratamente con la fisica intesa come parte della metafisica. Nel senso, poi, del “futuro” rispetto al nostro tempo presente, Bacon anticipò – osserva l’Autrice – la “unione delle scoperte e sinergia degli studiosi”» - d. M. Di Lorenzo «Un rivo d’acqua che scaturisce dall’incavo di una roccia e bisbigliando corre – senza intoppi – a raggiungere la foce.» - N. Di Stefano Busà «Q. sa trarre dalla realtà inespressiva e claudicante dell'umano patimento, il motivo e la ragione del canto: un canto affabulante e devoto allo specchio della sua anima, che ne sa condensare significati e rinunce, vivificandone l'atto intimo e sincero verso la trasposizione del sogno-amore, del "sogno-pathos" come congiunzione tra il cielo e la terra, tra lo spirito e la carnalità, la materialità immanenti dentro una sete inesauribile d'infinito. […] Una poesia mai soffocata dalla contingenza o quotidianità, che svetta in verticale verso traguardi, mai occasionali, che sanno dare equilibrio e consistenza all'insieme, indagando tra le vicende esistenziali in cerca di intense occasioni e approdi.» - [Echi di riti e miti] «Il Consolato Generale dell’Ecuador a Milano e l’Organizzazione del Premio Letterario Internazionale di Poesia e narrativa ‘L'Integrazione Culturale per un Mondo Migliore’ conferiscono Premio Speciale della Giuria alla Prof.ssa insigne scrittrice e professoressa di lingue e letteratura inglese, per la notevole attività dimostrata nel condurre progetti culturali ampi, che concorrono allo sviluppo e all’integrazione dei valori nella società di oggi.» - F. Ferrarotti «Il libro di Q. va segnalato perché si occupa di un tema destinato a segnare duramente il prossimo avvenire dell'umanità. Si tratta della scienza, che l'Autrice correttamente distingue in scienza pura, perseguita dalla ricerca disinteressata, e scienza applicata, che si pone come forza direttamente produttiva. Le società tecnicamente progredite hanno scelto l'innovazione tecnologica come criterio-guida del proprio sviluppo con una temerarietà che talvolta sfiora l'inconsapevolezza. La tecnica è infatti una perfezione priva di scopo. Il progresso tecnico non garantisce nulla circa il progresso morale. Ed ecco il paradosso, imprevisto e temibile: rischiamo di avere società tecnicamente raffinate e nello stesso tempo umanamente imbarbarite.» - M. Florio «In tempo di crisi si va affermando il mito della “campagna” e, con esso, il ritorno ad una vita semplice e genuina, vissuta all’insegna di un benessere dell’anima più che del corpo. In sintonia con questa tendenza è la raccolta di scritti con cui Q. rende omaggio ai luoghi, agli odori e ai sapori […] la narrazione procede senza intoppi, risolvendosi in un inno alla natura…» - A. Forbice «La serie di racconti, tratti da articoli scritti per giornali e riviste letterarie, ha un riconoscibile filo rosso: la lotta alla violenza, la tutela della dignità e dei diritti umani, con un occhio particolare alle donne, vittime privilegiate dei soprusi e dei privilegi maschilisti. Ma, insieme a questo “messaggio” politico e sociale, si ritrovano i valori della civiltà contadina, senza per questo auspicare un ritorno al passato, peraltro impossibile. Del passato si conservano e si riscoprono gli umori, gli odori, i sentimenti, i valori umani, oggi troppo spesso dimenticati o svaporati o confusi con la frivolezza e la leggerezza.... I particolari,la microstoria, talvolta colpiscono più della narrazione dei grandi eventi. Q. dimostra in queste “storie” di dedicare molto spazio alla riflessione.» - R. Gambini «Mille spunti lirici per comporre versi che vogliono parlare direttamente al cuore del lettore, che non desiderano intermediari alla comunicazione, bensì suggestioni ed emozioni immediate attraverso le quali creare il contatto diretto e profondo, quello più duraturo. Gli strumenti “tecnici” della lirica sono usati da Q. con sobria naturalezza: metafore e allegorie sono sospese in un soffuso sentimento di evocazione, le parole scelte con cura per il loro significato, ma ancor più per il loro suono, il ritmo e l’armonia pervasi di delicata gentilezza. Il tutto per uno stile mai ricercato o artificioso, ma ben congegnato e ponderato.» - U. Giacomucci «Il ritmo serrato, la coerenza stilistica, la tensione espressiva concorrono alla realizzazione di una raccolta di poesie che superano il tradizionale concetto di poesia d’occasione per testimoniare una dimensione esistenziale della ricerca poetica, con una verve di cui la poesia contemporanea ha più che mai bisogno. Scrittura poetica di valore, dunque.» - G. Giuliani «… è nell'amore, nel senso più ampio del termine, che si cerca e si trova la scintilla che consente il cammino, quella che fa scoprire la bellezza di gesti semplici…» - G. Linguaglossa «… frammenti nei quali la agudeza e il crudelismo della Q. riescono a catturare il lettore … una poesia ben scritta, professionalmente inattaccabile, con degli esiti incoraggianti, che esce indenne dagli scogli di una navigazione (poetica) che, necessariamente, si svolge a “vista” » - A. Manuali «Il crepuscolo s’avvicina. A chi importa il suo passato? Ma i ricordi non si cancellano. (…) Il paradiso è altrove, nel rifugio segreto (…)» - D. Marianacci [Grendel e il Poeta - Da Beowulf a Shakespeare] «Ho letto con molto interesse il tuo "volumetto" e l'ho trovato esemplarmente chiaro nel definire e delineare, con saggi concisi ma esaustivi, un periodo cruciale per la storia della letteratura, della lingua e della cultura inglese, che si estende approssimativamente da Beowulf a John Donne, inizio e fine di una parabola che tocca Chaucer e le influenze dei trecentisti italiani, il passaggio traumatico, ma effervescente, dal Medioevo al Rinascimento, la nascita e lo svilupparsi dell'arte drammaturgica che passa per Marlowe, ma che in Shakespeare raggiunge il suo apice ineguagliato, che, come Dante, continua ancora oggi ad avere tante cose da dirci e da farci sentire, con l'universalità del suo mondo, che incide fortemente nella interiorità di ciascuno di noi.» - G. Maris «Sono liriche di straordinaria delicatezza, queste di Q., sono pagine “sensibili” in cui i versi trattengono il calore di una visione del mondo ancorata al senso di una insistente ricerca di armonia e bellezza”.» - E. Marrone «Q. coglie la presenza di questo tempo passato e trasferisce il tutto in una prosa articolata e lirica tanto da dare colore a memorie consunte dal tempo ma nuove nel contatto con esse.» - P. Matrone «...capace di "sublimare" concetti, di liberarli dal loro peso, dargli ali adatte a volare.» - [L'ultima fuga] «Una silloge bella, elegante, nuda, rapida, intrisa di sapienza del cuore …» - W. Mauro «...la tensione espressiva si presenta di per sé come matrice totale di un confronto in cui l’essenzialità dell’eloquio poetico assume tonalità fortemente suasive, improntate ad un doloroso, talora drammatico duellare con la parola, di continuo eretta e promossa a compiuta sostanza di fondo. Tutto questo va sviluppandosi – sul filo di un ritmo evolutivo che si prospetta come punto di forza dell’intera silloge – non soltanto nel totale rispetto di un processo naturale di percorsi interiori di determinata coerenza, ma anche sul filo di un rilevante ritmo, in grado di produrre scansioni poetiche e rese estetiche di notevole significato critico.» - L.A. Medea «…passaggi, di autentico lirismo. Il fascino dell’antico viene svolto con flash, ritratti, situazioni, che posseggono il sapore della nostalgia per l’indimenticabile tempo trascorso, e che il pacato realismo espositivo non intacca.» - V. Moretti «Q. si fa interprete dei valori della vita e della storia, della dignità e della bellezza morale, della salvaguardia di ciò che attiene al tessuto di una società (la sua) e del rispetto di quei costumi che hanno fatto crescere gli uomini e le donne di un tempo, con una narrazione garbata e straordinariamente chiara, in cui il dettaglio, il “particolare”, il “piccolo fatto” di ciascun brano si fanno specchio e sostanza di una filosofia che sembra dire: “ecco, la realtà è sempre fonte di stupore, nel bene e nel male, e la vita, quella che ci fa gioire e tribolare, è sempre lì, dentro le cose, dentro le umane illusioni e dentro ogni apparente artificio» - N. Morletti «Poetessa dall’animo sensibile e di nobili ideali, Q. riesce a conquistare il lettore con versi che racchiudono musicalità e armonia, che spaziano tra cielo e terra, tra l’azzurro e la bianca luna. Tra gelsi e melograni rossi nella festa dell’estate. Si elevano i pensieri. Si muovono leggeri nell’aria, mentre il vento accarezza riccioli d’argento tra il canto delle sorgenti e nostalgie di occhi. Il tempo scivola tra trepidi e dolci pensieri nello scorrere dei giorni e della vita. Ed è amore.» - L. Nanni «Colpiscono di prim’acchito i testi verticali che però non si rifanno – almeno strutturalmente – ad Ungaretti […] Nella tecnica peculiare si fa luce un lirismo limpido ed elegante […] ove si percepisce – nell’insieme – il ritmo anapestico. Poi, finezze coloristiche […]» - M.P. Nervegna « Le situazioni e i gesti quotidiani assumono il valore di simboli eterni della condizione umana... in un'ottica di superamento di sé nell'Altro.» - A. Onorati «C’è, nella tessitura poetica di Q., una morbidezza orchestrale che si coniuga con la chiarità espressiva […] evitando i concettismi tanto cari ai nostri giorni in cui la mancanza di ispirazione nutre la ragioneria della parola. […] Q. rifugge per programma interiore dagli arzigogoli d’una metafisica falsamente dialettica […] la poetessa ha saputo trovare la sua cifra espressiva aderente, per cui nulla appare forzato, tutto ha un battito naturale. Q. non affonda nella mollezza del discorso: anzi, in un serrato procedimento lirico-gnoseologico, va al sodo delle questioni, senza però dogmatizzare, perché la sua parola pone sempre anche un contrario, che è poi il seme del dubbio fecondo e della poliedricità della vita.» - G.C. Panico «… L’autrice trova nei mondi caleidoscopici che crea con la magia dei suoi versi la strada, la nuova rotta dove dispiegare le vele. […] Concetti profondi, espressi in una narrazione poetica fluida e moderna che invitano ad una silenziosa, quasi Sacra lettura…» - G. Panzani «L’autrice parla di se stessa col sigillo di una solitudine che supera i confini di una storia per sopravvivere in una dimensione sospesa fra cielo e terra, diversa cioè da quella comunemente intesa da chi cerchi nei suoi labirinti, compagna ineludibile della libertà delle attese consapevoli, a loro volta, dell’impossibilità di andare oltre l’orizzonte. Un luogo indefinito, quest’ultimo, laddove ogni confine sembra dapprima raggiungibile e si fa, poi, di volta in volta più lontano fra allusioni e rimandi che si nutrono di malinconia. È un intimismo segnato da ferite profonde, quello di Q., ma compiuto stilisticamente nel rapporto fra simboli e miti e che consente di lasciare da parte l’unità metrica per realizzarsi in quella linguistica sorretta da scelte personalissime e di sicura efficacia. […] » - N. Pardini «... poesie ricche di motivazioni umane e sociali. Impulsi d'anima che, con forza, vogliono luce per inserirsi sul foglio e farsi leggere.» - A. Petruzziello «Parola chiave della sua scrittura che considera appunto “Condivisione, Testimonianza...” lasciare la parola... Si può aggiungere scrittura come scrigno e custode della memoria atavica, della tradizione che spiega il nostro presente.» - A. Pierfederici «… c’è il substrato di un profondo, convinto umanesimo… dal mito al rito, dal cibo alla preghiera, dallo scorrere dei giorni della vita al ricordo, dalla speranza ai sentimenti. » - G. Pontiggia [Premio Gerundo 2011 - presidente Franco Celenza] «…il lettore non può che perdersi in queste pagine di quieta bellezza contemplativa, gremite di vita popolare autentica, di riti tramandati di generazione in generazione, così che il libro risulta, infine, non solo un racconto appassionato di un mondo magico e arcaico, ma anche un ricco, prezioso raccoglitore di memorie collettive destinate, forse, a perdersi nell’incessante moto globalizzante della società contemporanea.» - G.P. Prassi «È il segno di come si possa risorgere, ricominciare, ogni volta. […] Sono incroci simbolici, frammenti di una storia che non dorme mai e produce miti e tradizioni.» - M. Pratici «Il verso breve, cifra stilettante e funzionale sapientemente prescelta, scolpisce e scandisce suadentissimo: note, accordi minimi, strumenti rari in armonica, spaziantissima spartitura.» - Premio alla Cultura Città di Cattolica - Pegasus Literary Awards 2013: «Per l’impegno profuso in ambito culturale, giornalistico e letterario, contraddistinto dalla produzione di opere poetiche e di narrativa di alto livello, nonché per la particolare sensibilità dimostrata nel veicolare la Cultura adoperandosi nella realizzazione di eventi di grande interesse sociale» - Premio Città di Arsita 2011 (Per la Giuria Igino Creati) «… è un’ulteriore prova che ci offre Q. del suo impegno costante sul versante della poesia che contemporaneamente frequenta insieme con brillanti escursioni nel settore della narrativa e della saggistica…» - Premio Città di Penne-Fondazione Piazzolla 2011 (Giuria Tecnica presieduta da Vincenzo Cappelletti) «…Q. compie ulteriori progressi nella selezione del verso e della parola, rispetto alle opere precedenti, che pur segnalavano il talento della poetessa. La linea sentimentale che è alla base delle varie composizioni, ha infatti più densità evocativa ed espressiva. Il flusso dei pensieri riempie lontananze e vicinanze in un sottile ricamo lirico.» - Premio Città di Pontremoli 2014 (Giuria Tecnica presieduta da Giuseppe Benelli, Premio alla Cultura): «… per il suo impegno nel promuovere e diffondere la cultura, per la tutela del patrimonio di tradizioni della sua terra» - Premio Città di Pontremoli 2012 (a cura di Rina Gambini) «Vigorosa e sentita è la denuncia dell’emarginazione dei deboli e dell’indifferenza di chi potrebbe porre fine a inaudite sofferenze e a soprusi ingiusti, e resta barricato nell’egoismo. A proteggere questi poveri “angeli senz’ali” si leva la poesia dell’autrice, ricca di note liriche, emozionante nel suo incedere dolente e ammirevole nella partecipazione coraggiosa tenace. Strutturata con garbo ed equilibrio compositivo, riesce efficacemente a muovere nel lettore i recessi segreti e profondi del cuore e a volgerli alla solidarietà e all’impegno.» - Premio Frate Ilaro del Corvo 2010 «Per la formulazione alchemica, come da sapienza antichissima, del concetto platonico d’Amore che mai si rassegna alla morte e che anzi consegna all’eternità.» - Premio Frate Ilaro del Corvo 2011 (Per la commissione Oreste Burroni e Mirco Manuguerra) «Il buio nichilista e l’impotenza della Ragione. Resta la Speranza, resta un sogno: verrà una nuova rivelazione a rischiarare la vita con l’alba d’una Storia che ricominci da capo?» - Premio Internazionale Donna dell'Anno 2011 sezione Cultura (Università della Pace della Svizzera Italiana di Lugano) «…per i servigi resi alla cultura e che si evidenziano dal suo curriculum personale dal quale emerge evidente l’attività protesa al raggiungimento e all’affermazione dei più alti ideali di vita. » - Premio L'Integrazione Culturale per un Mondo Migliore (per la Giuria Guamàn Allende e Ninnj Di Stefano Busà) «Il Consolato Generale dell’Ecuador a Milano e l’Organizzazione del Premio Letterario Internazionale di Poesia e narrativa ‘L'Integrazione Culturale per un Mondo Migliore’ conferiscono Premio Speciale della Giuria alla prof. Q. insigne scrittrice e professoressa di lingua e letteratura inglese, per la notevole attività dimostrata nel condurre progetti culturali ampi, che concorrono allo sviluppo e all’integrazione dei valori nella società di oggi.» - Premio Prato Un Tessuto di Cultura 2010 (per la Giuria Nicoletta Corsalini) «…Sentimenti contrapposti si alternano nell’animo della poetessa in una dimensione spazio-temporale dove i ricordi e i sogni, a volte lacerati, sembrano prendere il sopravvento sul reale. Versi limpidi, incisivi e brevi, caratterizzano le composizioni e con la loro chiarità riescono a lasciare un’impronta nel sentire di chi legge.» - Premio Scriveredonna 2009 (Giuria composta da Maria Luisa Spaziani (Presidente), Márcia Theóphilo, Anna Maria Giancarli e Nicoletta Di Gregorio:) «Una poesia dal ritmo serrato e di grande essenzialità, che si presenta al lettore con pudore e coerenza espressiva. Lo stile che si evidenzia in questi testi, moderno e suggestivo, è anche fortemente simbolico, con una tensione lirica messa in risalto da versi intensi ed evocativi.» - M. Rizzi «Un verso che sembra asciugare i concetti e invece li stende al sole di nuova comprensione, li strizza, li sorveglia, restituisce loro profondità e significato. […] Riassunto di una vita, di altre vite […] ma anche e soprattutto, riassunto dell'intimità di una donna, che ha saputo rendere lo scrigno dei ricordi pozzo di infinita energia per attingere l'amore che la lega ai giorni, che la incatena ai sogni […] una scrittrice che dipinge l'Anima» - D. Rondoni «Un diario di anima che fidandosi delle parole e della loro disponibilità chiama la poesia a essere modo per conservare il cuore, cioè il fuoco dell'esperienza. […]. Testi abitati da una grazia inquieta. Dalla sorpresa, quasi, che la poesia possa davvero adempiere al supremo compito che la poetessa delicatamente implora di serbare il vivo del cuore. Ma la poesia, ancora una volta, può e non può. Non è la letteratura un dio che ci possa salvare. Ma il luogo – come la Q. sa bene – dove la nostra insufficienza si fa voce, e il nostro disastro, e la nostra speranza.» - V. Russo [per la lirica Karol in Uno squarcio di sogno] «Bellissima poesia religiosa dedicata ad una “Guida Spirituale” più carismatica ed illuminata di tutti i tempi che come uomo, Papa e Santo ha donato tutto se stesso alla società e all’umanità intera.» - R. Sarra «... le parole si fanno melodia, le sensazioni diventano musica fondendosi in un’opera da gustare a piccoli sorsi, leggendo e rileggendo, soffermandosi a meditare per riscoprire sempre quelle sottili vibrazioni di cui tanto necessita il cuore per uscire da quella cortina di debordante qualunquismo che lentamente aliena.» - R. Siena «Pregevole questo studio di Q. su Francis Bacon, un personaggio con il quale, anche noi uomini degli anni zero, dobbiamo fare i conti. In sintesi, qual è la grandezza dell’inglese? Conclude la studiosa che «la sua originalità consiste nella coscienza che per il rinnovamento del sapere è assolutamente necessario un metodo nuovo. Alla saggezza del solitario egli contrappone la ricerca collettiva e dinamica, facendone la fonte della vita e del progresso umano… Bacon vede con chiarezza la funzione pubblica e progressiva della scienza». Il filosofo, dunque, polemizza ante litteram con certo estremismo heideggeriano che ripropone l’“antiscienza romantica”» - M. Spinelli «Un dettato poetico che porta alla luce il tellurico movimento delle emozioni, mai dimentico di quell’essenza femminile, linfa che si rigenera nella vita e nella poesia[…]» - A. Tafuri «...vuole condividere con il lettore versi vivi e sinceri, incontrare il suo pensiero per una sorta di mistica consegna di emozioni e sentimenti comuni. La sua è una passione che naviga una liricità fattiva che slaccia soffi ed incanti, che penetra nelle pieghe dell’anima e si fonde in un unico pronto a intrecciare un canto che appassiona e coinvolge. Il suo verso è spontaneo e corposo e rivela una speciale valenza artistica di notevole spessore.» - F. Tedeschi «Atmosfere è un prezioso scrigno che racchiude un tesoro inestimabile che va ad arricchire il patrimonio emozionale e cognitivo di ognuno di noi. I proverbi hanno aiutato i nostri genitori a farci crescere, ad inculcarci dei principi attraverso una comunicazione suggestiva e immediata.» - M. Testi «…una pellicola vibrante e intensa di meditazioni esistenziali, di scavo interiore, di ansia di dilatare il tempo, di bisogno di poesia, di desiderio d’amore, di donazione di sé, srotolata con grande liricità.» -[L'ultima fuga] «Poesia di intensa riaffermazione del proprio mondo di fantasia e di fidenti speranze passato indenne attraverso l’inferno della nostra società vuota, egoista, indifferente, con il fuoco dell’amore sempre acceso nel cuore. Versi limpidi, intensamente poetici.» - M. Thèofhilo «La poesia di Q. […] rappresenta l’esperienza quotidiana di un’avventura dello spirito. Indipendentemente dalla sua visione del mondo e dalla formazione intellettuale, la poetessa nel dare forma ai suoi versi, si dedica, di fatto, a un lavoro sia di conoscenza che di riflessione con un’espressione sensoriale e affettiva. […] Il territorio, il paese in cui vive la poesia è il territorio dei suoi versi. Q. è una poetessa che ha tracciato il suo stesso destino, attenta al mondo, dialogando con esso attraverso la sua opera. Lei tratta l'umano con il rispetto degli antichi eremiti, ma anche con la saggezza di chi fa della poesia il proprio pane quotidiano, molte volte amaro, come tutte le esperienze che non si possono condividere.» - D. Tinti « Racconti di atmosfere e sentimenti sul filo della memoria che nasconde tesori nascosti quasi per magia e che diventa un simbolo…» - P. Tritapepe «Espressioni che originano dalla mitologia, ma anche dal vecchio testamento e da antiche tradizioni pagane, che nel trasferirsi dagli uni agli altri, nel corso dei secoli, sono diventate parte importante della nostra fede reli­giosa e dei nostri quotidiani comportamenti. » - World Literary Prize 2015 (Associazione Culturale Pegasus Cattolica presieduta da Roberto Sarra) «Per una vita spesa in campo letterario, culturale ed editoriale con la produzione di opere di alto valore contenutistico nonché per l'incessante opera di promozione della cultura italiana a livello internazionale.».

30/12/2019

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