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Rescigno

Gianni (Roccapiemonte 1937), poeta e scrittore, vive a Santa Maria di Castellabate. Ha pubblicato un'opera di narrativa Storia di Nanni (1981) e moltissime raccolte di poesie: Credere (1969), Questa elemosina (1972), Torri di silenzio (1976), I salici, i vitigni (1983), Le ore dell' uomo (1985), Tutto e niente (1987), Un passo lontano (1988), Il segno dell'uomo (1991), Angeli di luna (1994), Un altro viaggio (1995), Le strade di settembre (1997), Farfalla (2000), Dove il sole brucia le vigne (2003), Le foglie saranno parole (2003), Lezioni d’amore (2003), e Io e la Signora del Tempo (2004), Come la terra il mare (2005). Ha ricevuto numerosi primi premi in concorsi letterari: “Rhegium Julii”, “San Domenichino”, “Calliope”, “A. Contini Bonacossi” , “Antica Badia di San Savino”, “Lions Club Milano Duomo”, “Quattro porte”, “Città di La Spezia”, “Olinto Dini”, “Rabelais” e molti altri.

Intorno alla poetica di R. ha scritto G. Bárberi Squarotti [Come la terra il mare] «...si deve dire che il livello della scrittura poetica di R. è, in tutte le sue singole raccolte, di strenua intensità, di sicura invenzione e riflessione, di compatta evidenza, onde risulta sempre difficile distinguere testo da testo in base allo specifico valore...» «Una raccolta di poesia religiosa è doppiamente una scommessa: quella pascaliana, anzitutto, ed è il punto di fondo di Un altro viaggio; e quella del poeta, che deve, oggi, reinventare il linguaggio del sacro in una condizione della poesia che è piuttosto di dissacrazione, di disincanto, di assolutezza della prospettiva mondana della parola. Il libro di R. vince l'una, così a fondo coinvolgendo l'anima del lettore, e vince l'altra, in forza di una tenace e luminosa ricerca di linguaggio e di ritmi, che, da modi colloquiali si innalzano al sublime dell'invocazione fino a toccare il culmine in larghi e perfetti endecasillabi, collocati a costituire la sigla riassuntiva del componimento, del discorso.»; R. Carifi [Come la terra il mare] «... È un esempio di memorialismo tra consunzione del tempo del poeta e fissità d’immagini.»; V. Esposito [Come la terra il mare] «Non va dimenticato che si tratta di poesia, e di poesia autentica, che ha il fascino della parola eletta, ora estremamente colta ora naturalmente semplice e spontanea, ma sempre viva comunque, oppure opportunamente ravvivato da un gioco di analogie e metafore di estrazione modernissima.»; V. Guarracino [Le foglie saranno parole] «...l’esito della realtà spirituale di R. è di procedere per incanti e meraviglie, per occasioni e brevi illuminazioni, in una sorta di limbale, progressivo dispiegarsi di senso, dove realtà e memorie spesso si fondono e si confondono per approdare finalmente alla preghiera cui da sempre naturalmente e convintamente converge.»; D. Maffia [Dove il sole brucia le vigne] «...la poesia di R. ha sempre cercato di evitare i condizionamenti della letterarietà e si è imposta nel tempo per la freschezza del dettato, per il timbro forte e sanguigno. Siamo al cospetto di un R. antico e nuovo... è poeta che ancora sa creare emozioni forti e dare alla parola quella necessaria energia che sa rendere palpabili e quasi visibili i sentimenti umani, le ragioni estetiche.»; G. Poli «Non si può inoltre passare sotto silenzio quello che a me sembra un aspetto rilevante di questo libro singolare, cioè quel filone di cultura figurativa che lo attraversa come le correnti il mare. Van Gogh, Tiziano, Botticelli e Gèricault sono chiamati a sintonizzare la loro materia pittorica (generalmente ricca e pastosa) con la varietà delle situazioni liriche. Poiché la loro presenza non è meramente decorativo-esibizionistica, l'esito è pienamente soddisfacente.».

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