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Zagaroli

Antonella (Roma) poetessa, vive a San Quirico d'Orcia.

Si è laureata nel 1978 summa cum laude in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma. Dopo la laurea il suo percorso professionale è riassumibile in due macro-indirizzi: la poesia e il volontariato sociale soprattutto attraverso l’arte.

Le opere letterarie pubblicate sono: La maschera della Gioconda (edizione 1986, prefazione di Stefano Docimo) ed edizione 1988 che rispetto alla precedente comprende sia il poema La maschera della Gioconda sia i poemi Pi greco quinto e Coiffeur distratto (prefazione di Walter Pedullà); Il Re dei danzatori (1992, poema teatrale rappresentato con musiche originali); Terre d’anima (1996, poesia, prefazione di Achille Serrao); Come filigrana scomposta – racconto d’amore tango e poesia (2008, andato in scena presso il Teatro Sala Uno di Roma nel 2001 e dopo la sua pubblicazione di nuovo a Roma e provincia); La volpe blu (2002, prose poetiche e racconti, prefazione di Mario Lunetta); Serrata a ventaglio (2004, poesia); Quadernetto Dalìt (2007, saggio, reportage e breve raccolta di poesie; in inglese col titolo Dalit Notebook Thoughts and poems- An Experience in India-, traduzione e prefazione di Vincent Arackal, attuale vescovo di Calicut Kerala-India); Venere Minima (2009, poema epico moderno); La nostra Jera (2010, raccolta di poesie con fotografie di Mariangela Rasi sull’isola di Marettimo); Mindskin A selection of poems 1985-2010 (2011, con traduzione e introduzione di Anamaria Crowe Serrano e nota di Alfredo de Palchi), Trasparenze in vista di forma /2013, co-autrice Mariangela Rasi, prefazione di Giorgio Patrizi, edizione in coll. con Chelsea Edition, Padova-New York).

E’ presente in diverse antologie di poesia contemporanea italiane e straniere. Infatti nonostante la sua poesia sia stata considerata anomala nel panorama letterario italiano e si sia svolta al di fuori delle logiche editoriali, di lei hanno scritto poeti e critici con scuole di pensiero diverso fra i quali: L. Canali, S. Docimo, G. Barberi Squarotti, S. Giovanardi, G. Linguaglossa, F. Loi, M. Lunetta, D. Maffia, V. Magrelli, G. Patrizi , W. Pedullà, P. Perilli, A. Serrao.

Della sua motivazione a scrivere ripete spesso “scrivo in tempi e per tempi lunghi perché so che la cattiva poesia si deteriora. Certo mi piacerebbe avere più lettori ma senza forzare la mia natura né quella degli altri. La vita di ognuno di noi ha un filo cortissimo e intuitivamente ho compreso che piccole parti di ogni cosa restano nel DNA del futuro. Quando mi ricordo di questo pensiero non mi rattristo né mi indigno se sono fuori dall’ufficialità letteraria costruita in questi anni, l’arte autentica non ha tempo e spazio definiti. Perciò continuo la mia ricerca nella scrittura con tenacia inspirando l’atmosfera che mi circonda e cercando di trovare territori sempre nuovi.”

E’ stata organizzatrice di manifestazioni culturali locali e nazionali, fra queste: Poesia e Traduzione 1997, Schegge di Poesia (musica e poesia a passeggio fra le emozioni) e Lettura completa de Il Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupéry e Favola di Goethe (1999, Estate romana), Presepe poetico per il nuovo millennio (2000), Percorsi in Versi (2001-2002), Poesia e Rifiuti (2003 in collaborazione con l’Ama di Roma).

Nel campo professionale dell'area psicologico-sociale ha conseguito le seguenti specializzazioni: nel 1993 Master in Counselling Professionale – Gestalt Counselling e Supervisione – presso Aspic (Associazione per lo sviluppo psicologico dell’individuo e della comunità) indirizzo gestaltico-rogersiano. Master in Poetry Therapy nel 1996 presso la National Poetry Therapy, Washington (Usa). In questo ambito è stata membro della European Association for Counselling (Eac) dal 1991 e dal 1993 della National Association for Poetry Therapy (Napt, Usa).

E’ stata fondatrice dell’Aspic Counselling e Cultura di cui è stata Presidente dal 1994 al 1995 e della Società Italiana di Counselling (Sico). Nel 1995 ha fondato anche in Italia, sulla falsariga della consorella americana, l’Associazione Italiana di Poesia nella Psicologia Laubea ora Onlus registrata presso la Regione Lazio di cui è l’attuale Presidente.

In questo campo ha pubblicato; Gestalt e Poesia in Psicoterapia della Gestalt per una Scienza dell’Esperienza (1991, a cura di Riccardo Zerbetto); Psicoterapia e Poesia in Realtà e Prospettive in Psicofisiologia (1993, Aspic); Poiein – tecniche poetico-gestaltiche per la consapevolezza e l’individuazione in Realtà e Prospettive in psicofisiologia (1994, Aspic, tradotto in inglese e pubblicato dal Napt, 1995); Counseling e poesia - Linguaggio poetico e comprensione di sé (1994, Aspic, adottato dalla facoltà di Psicologia di Roma dal 1995 al 1997). Su questo tema sono uscite varie interviste e articoli su riviste specializzate e quotidiani.

Ha partecipato ed è intervenuta come relatrice e conduttrice di gruppi esperienziali in diversi convegni nazionali e internazionali sulla Psicoterapia, fra i quali: il IV Congresso Internazionale di Psicoterapia della Gestalt (Siena Luglio 1991), le Conferenze Internazionali di Poetry Therapy di Boston (1992), Minneapolis (1994), Baltimora (1996), Congresso di Counseling Integrato (Frascati 1995), Convegno di Psicoterapia Cognitiva di Siena (1997), Convegno Nazionale Sico Roma 1998, Congresso Aiamc (Pescara 2003), Congresso Aiamc (Scanno 2008). A latere di una lunga psicoterapia personale soprattutto yunghiana durata 15 anni, dal 1993 sia in Italia che negli Stati Uniti pratica con adulti e giovani il counselling individuale e di gruppo per stimolare l’autosostegno e la consapevolezza. Presso associazioni di volontariato ha agevolato gruppi con patologie gravi (donne anoressiche, depresse, borderline), gruppi di adulti con blocchi nella sfera relazionale, giovani con difficoltà di studio o di inserimento nel lavoro e nel sociale, adottando un metodo integrato di ascolto attivo, riformulazione, espressione creativa attraverso le parole del quotidiano e dei sogni. Da ottobre 2003 a giugno 2004 ha condotto un laboratorio sperimentale di poesia terapia per un gruppo di schizofrenici presso il Centro diurno del Dipartimento di salute mentale della Asl di Pescara.

La sua attività comprende anche laboratori nelle scuole e in pubblico, durante i quali propone una lettura consapevolizzata di testi poetici e narrativi che favoriscano un approccio diretto e personalizzato con la parola scritta (non si tratta di scrittura creativa perché in quest’ultima è necessario conoscere soltanto la letteratura non la psicologia, non le tecniche psicoterapiche). Nella lettura consapevolizzata da lei ideata il principio di riferimento è quello secondo il quale la letteratura è patrimonio comune a cui ognuno accede seguendo la propria libera sensibilità, senza termini di paragone o di giudizio e attraversando le emozioni che sopraggiungono: rabbia, tristezza, dolore, gioia, piacere. In seguito alla formazione americana nella tecnica della Poetry Therapy ha constatato che il paziente esprime se stesso, prima attraverso le parole dei grandi poeti, poi, lentamente, tramite la composizione di scritti propri. E’ un sistema che indaga sui personali sentimenti senza il trauma del confronto diretto con il proprio stato emotivo perché ciò che cura è il fatto che la persona abbia un pretesto per raccontarsi e per farlo è necessaria la parola giusta. L’artista, in questo caso il poeta, è visto come lo spirito affine le cui espressioni manifeste rassicurano il fruitore di non essere solo. Il fatto di riconoscere i propri conflitti e sentimenti in un testo altrui induce ad accettarli. Tale tecnica è possibile utilizzarla con efficacia soltanto se si possiede un ampio“catalogo” letterario di riferimento oltre che di studio e acquisizione di tecniche psicoterapeutiche. Su questo tema sta preparando un testo base per un corso di formazione per psicologi, counsellors e assistenti sociali.

Ha condotto gruppi alla pari fra counsellors e psicoterapeuti in Italia presso la l’Aspic di Roma (1995-1998) e per gli specializzandi in psichiatria presso la cattedra di Psichiatria dell’Università di Siena (2001), negli Stati Uniti a Washington presso lo Psychiatric Hospital S. Elisabeth di Washington e il Center for Abuse Recovery Emporwerment of Psychiatric Institute sempre di Washington DC( 1996).

E’ stata organizzatrice di vari incontri formali e informali dapprima fra poeti e psicologi di varie scuole per iniziare un confronto e una collaborazione fra il linguaggio della poesia e quello della psicologia, e attualmente, attraverso l’Associazione Laubea, anche fra scienziati, storici, sociologi, psicologi, artisti.

Ha svolto attività di volontariato in Italia presso la Caritas e la Comunità di Sant’Egidio di Roma, all’estero (in Kerala e Tamil Nadu, India) con l’Associazione Namastè Wings of Fly seguendo in particolare la ricostruzione delle case dopo lo tsunami per una comunità di Intoccabili. Sempre nell’ambito del volontariato ha insegnato la lingua italiana in collaborazione far la sua Associazione e l’Associazione Italia Bangladesh di Roma. Con Laubea Onlus ha da poco realizzato una Biblioteca letteraria occidentale in lingua inglese per il brefotrofio della Fondazione Mother and Child di Thodupuzha, Cochin (Kerala, India).

Per circa trent'anni, per guadarsi da vivere, ha lavorato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Funzionario direttivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata Responsabile Ufficio relazioni con il pubblico del Dipartimento Pari Opportunità. E’ stata coordinatrice dell’Ufficio per la promozione culturale e per l’informazione delle comunità italiane all’estero del Dipartimento per gli Italiani nel Mondo. Nel 2003 si è spostata al Ministero dei Beni e Attività culturali, presso il Servizio per la promozione del libro e della lettura con l’incarico di coordinatrice del settore promozione del libro italiano all’estero. Nel 2002 è stata all’Ufficio Studi e rapporti istituzionali del Segretariato Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, seguendo in particolare la trattazione degli aspetti storico-culturali relativi alle nuove intese con le Confessioni religiose e i rapporti con il Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie e con il Comitato Nazionale per la Bioetica. Coordinatrice del settore politiche giovanili del Dipartimento degli Affari Sociali dal 1997 al 2000, è stata membro della Commissione intergovernativa per la preparazione della legge sulle politiche giovanili. Ha curato in Italia i rapporti con le associazioni giovanili e con gli informagiovani partecipando, come rappresentante del Dipartimento Affari Sociali, a Convegni e tavole rotonde organizzate dai comuni e da associazioni giovanili di volontariato e non.

Le è stata affidata, altresì, la responsabilità di approfondire e scambiare le esperienze in tema di politiche giovanili in varie sedi europee. E' stata membro della Delegazione Italiana alla Conferenza Onu dei Ministri della Gioventù di Lisbona (Agosto 1998). Presso Il Consiglio d’Europa ha partecipato, come membro supplente italiano, alla formulazione del 3° Programma Dafne - misure preventive contro la violenza alle donne e ai giovani - del Gruppo Gioventù. Dal 1980 ha lavorato per quattro anni presso l’Ufficio Relazioni Internazionali del Ministero della Ricerca Scientifica e Tecnologica, curando i rapporti con l’Ocse. E’ stata quattro anni a Palazzo Chigi dapprima come responsabile stampa dell’Ufficio Legislativo collaborando con la Segreteria del Consiglio dei Ministri, successivamente come funzionario dell’Ufficio Stampa. Per otto anni ha coordinato il settore audiovisivo del Dipartimento Informazione ed Editoria e ha curato, come redattrice e coordinatrice editoriale, alcune pubblicazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha lavorato due anni presso il Centro Polifunzionale della Protezione di Civile di Castelnuovo di Porto (Roma) con la responsabilità del Personale e delle Pubbliche Relazioni del Centro.

E’ stata anche collaboratrice della Rai per due anni in qualità di ricercatrice e co-realizzatrice di programmi radiofonici.

Antonella is a Roman poet living in San Quirico d'Orcia and a graduate of Modern Languages and Literature from the Faculty of Letters and Philosophy at the Sapienza University in Rome. Her professional career has followed two distinct paths which we outline below, focusing largely on literature.

Published works: La maschera della Gioconda (1986), with a preface by Stefano Docimo. A second edition (1988), under the same title, includes the collection La Maschera della Gioconda as well as another two collections, Pi greco quinto and Coiffeur distratto, with a preface by Walter Pedullà); Il Re dei danzatori (1992, a poem with accompanying music); Terre d’anima (1996, poetry with a preface by Achille Serrao); Come filigrana scomposta – racconto d’amore tango e poesia (2008, drama and poetry staged in the Province of Rome and in Teatro Sala Uno in Rome); La volpe blu (2002, poetic prose and short stories with a preface by Mario Lunetta); Serrata a ventaglio (2004, poetry); Quadernetto Dalìt (2007, an essay about the peculiarity of western and eastern habits, written after some months working in Southern India. It includes a reportage of the journey and a collection of poems translated into English by the Bishop of Calicut ,Vincent Arakal, (some copies are distributed in Kerala, India); Venere Minima (2009, modern epic poem); La nostra Jera (2010, poetry collection with photographs by Mariangela Rasi on the island of Marettimo); Mindskin A selection of poems 1985-2010 (2011, with translation and introduction by Anamaría Crowe Serrano and a forward by Alfredo de Palchi), Trasparenze in vista di forma /2013, with Mariangela Rasi, preface by Giorgio Patrizi, edition with Chelsea Edition, Padova-New York)
Zagaroli has been widely anthologised in Italy and abroad.

She has organised cultural events locally and nationally, including: Poesia e Traduzione 1997, Schegge di Poesia (a journey through the emotions with music and poetry), the complete reading of Il Piccolo Principe by Antoine De Saint-Exupéry and Favola by Goethe (1999  Estate romana), Presepe poetico per il nuovo millennio (2002, a collection of poems by various Italian poets telling the meaning of the manger through poetic images), Percorsi in Versi (2001-2002), Poesia e Rifiuti (2003 in collaboration with Ama (Municipal Society for Rabbish) of Rome).

In the field of psychology she has obtained the following professional qualifications: 1993 Master in Professional Counselling – Gestalt Counselling and Supervision – from Aspic (the Association for the psychological development of the individual and the community). Master in Poetry Therapy, 1996, from National Poetry Therapy, Washington (USA). She has been a member of the European Association for Counselling (EAC) since 1991, and of the National Association for Poetry Therapy (Napt, USA) since 1993. Zagaroli is the founder of Aspic Counselling e Cultura, of which she was President from 1994 to 1995, and of the Italian Counselling Society (Società Italiana di Counselling) (Sico). In 1995 she also founded the Associazione Italiana di Poesia nella Psicologia (Laubea) in Italy, now called Laubea Onlus because it is a no-profit association  registered in the Lazio region. This association mirrors its American counterpart. Zagaroli has been its main promoter and President since its inception.

Her professional publications in this area include: Gestalt e Poesia in Psicoterapia della Gestalt per una Scienza dell’Esperienza (1991, ed. Riccardo Zerbetto); Psicoterapia e Poesia in Realtà e Prospettive in Psicofisiologia (1993, Aspic); Poiein – tecniche poeticogestaltiche per la consapevolezza e l’individuazione in Realtà e Prospettive in psicofisiologia (1994, Aspic, in English translation and published by Napt, 1995); Counseling e poesia - Linguaggio poetico e comprensione di sé (1994, Aspic, the first completed Italian text about the ideas and the goals of Poetry therapy. It was adopted by the Faculty of Psychology in Rome from 1995 to 1997). She has given many interviews on this topic which has also generated numerous articles in newspapers and specialized journals.

Zagaroli has participated in, as well as supervised and steered experiential groups at national and international conferences on Psychotherapy, among which: the IV International Congress on Psychotherapy of the Gestalt (Siena, July 1991), the International Conferences of Poetry Therapy in Boston (1992), Minneapolis (1994), Baltimore (1996), Congress on Integrated Counselling Frascati (Rome 1995), Conference on Cognitive Psychotherapy in Siena (1997), National Sico Conference (Rome 1998), Aiamc Congress (Pescara 2003), Aiamc Congress (Scanno 2008). Zagaroli underwent an extensive period of personal psychotherapy which lasted 15 years, centred above all on Jungian thought. She has been an individual and group counsellor since 1993, both in Italy and in the United States, helping adults and young people with self-help and self-awareness. She has also been active using poetry therapy  with people who suffer from serious pathologies (anorexia, depression and borderline), groups of adults with difficulties relating to others, young adults with problems in their studies or who have difficulty adapting to work and social environments. In all these cases she has used an integrated method of active listening, reformulation, creative expression through the medium of everyday words and the words of dreams. From October 2003 to June 2004 she has led an experimental poetry therapy workshop for sufferers of schizophrenia at the Day Centre of the Mental Health Department at the Asl in Pescara.
Her work also involves workshops in schools and for the general public, during which she conducts carefully chosen readings of poetry and fiction. Its purpose is different from that of creative writing in that the facilitator must have a depth knowledge of psycology as well as world poetry. Only in this way can s/he enable participants to engage in a direct and personal way in the written word for their own selfawareness. The guiding principle is that literature belongs to everyone and each person can access it according to his or her own sensibilities, without the need for comparisons or judgement, touching on whatever emotions come to the fore: anger, sadness, pain, joy, pleasure.
Following from her American studies Zagaroli has adopted the poetry therapy techniques which allow the patient to express him/herself, firstly through the words of great poets and then, gradually, through his or her own composition. It is a system which explores personal feelings without the trauma of direct conflict with one’s own emotional state because it offers the person a pretext in which to tell his/her own story, and in order to tell the story s/he needs the right words. The artist, in this case the poet, is seen as a kindred spirit whose expressed feelings and emotions reassure the participant that s/he is not alone. The fact of recognizing one’s own conflicts and feelings in a text written by someone else helps him/her to accept them. This technique is only successful, however, if there is a wide range of literary material relating to traumatic life experiences. Zagaroli is currently preparing a text on the subject which will be the basis for training in this area for psychologists, counsellors and social workers.
She has facilitated groups of counsellors and psychotherapists in Italy through the Aspic organisation in Rome (1995-1998), as well as people specializing in psychiatry at the Department of Psychiatry in the University of Siena (2001), in the United States at the Psychiatric Hospital S. Elisabeth in Washington, and at the Center for Abuse Recovery Emporwerment of Psychiatric Institute, also in Washington DC (1996).
As an organiser of formal and informal group work between poets and psychologists from various schools Zagaroli has established encounters and collaborations between the language of poetry and psychology. This work will be now extended through the Laubea Association to include scientists, historians, sociologists, psychologists and artists.
In Italy she was also involved in voluntary work with Caritas and the Sant’Egidio Community in Rome. Abroad she has volunteered in Kerala and Tamil Nadu, India, with the Namastè Wing of fly  Vellanad (Trivandrum Kerala) focusing in particular on the rebuilding of housing destroyed after the tsunami for a community of Untouchables. As a volunteer she has also taught Italian language for the Italy-Bangladesh Association of Rome. With the NPA Laubea she has set up an English language library of Western literature for the orphanage of the Mother and Child Foundation in Thodupuzha, Cochin (Kerala, India).
For almost thirty years Zagaroli has collaborated with the Presidency of the Council of Ministers. As a civil servant of the Presidency she has been responsible for Public Relations at the Department of Equal Opportunities. She has been the coordinator of the Office of Cultural Information for Italians Abroad at the Department of Italians in the World (Italiani nel Mondo). In 2003 she transfered to the Ministry of Cultural Heritage and Activity, working for the Department in charge of promoting books and literature. Her post involved promoting Italian books abroad. In 2002 she worked at the Office of Institutional Studies and Relations for the General Secretariat of the Presidency of the Council of Ministers, monitoring in particular the historical and cultural aspects relating to new agreements regarding religious confessions and the relations with the National Committee on Biosecurity and Biotechnologies as well as the National Committee on Bioethics. As Coordinator of the Youth Policy division of the Department of Social Affairs from 1997 to 2000, she has been a member of the Intergovernmental Commission for the drafting of bills on youth policy. In Italy she was responsible for consultation between youth associations and young people themselves, participating as a representative of the Department of Social Affairs in Conventions and round tables organised by voluntary and non-voluntary youth groups and associations.
Arising from this, Zagaroli has been given the responsibility of enhancing and exchanging her experience in the field of youth policy in various European fora. She was a member of the Italian Delegation at the United Nations Conference of Youth Ministers in Lisbon (August 1998). On the Council of Europe she has participated as a substitute Italian member in the establishment of the 3rd Dafne Programme – preventative measures for violence against women and young people – for the  Youth Group. From 1980 she worked for a four year period for the Office of International Relations for the Ministry of Scientific and Technological Research, looking after relations with the Ocse. She spent four years in Palazzo Chigi, the main office of the Presidency, first as press officer for the Legislative Office, collaborating with the Secretariat of the Council of Ministers, and subsequently as an employee of the Press Office. For eight years she has coordinated the audiovisual section of the Department of Information and has been an editorial coordinator of some of the publications of the Presidency of the Council of Ministers. She also spent two years at the Multifunctional Centre of Civil Protection  in Castelnuovo di Porto (Rome), where she was responsible for Staff and Public Relations at the Centre.
Zagaroli has also worked for the Italian Rai for two years as a researcher and co-director of radio programmes.

Sulla sua attività letteraria hanno scritto, tra gli altri:

G. Bárberi Squarotti [Terre d'anima] «Un testo che ho letto con vivo interesse per il suo rigoroso andamento riflessivo, remoto da ogni cedimento alle emozioni, rivolto ad interrogare strenuamente il significato della vita e della stessa scrittura.» (1996) - L. Canducci [La volpe blu] «Sono racconti-situazioni, stati d’animo, che lasciano una scia interrogativa, che non danno soluzioni, ma che stimolano l’immaginazione, dove tutto può essere possibile. L’uso di termini ambigui e ambivalenti arricchiscono e rinforzano il pregio di questa scrittura. Piena di odori, di colori, di sensazioni erotico-estatiche, di riflessioni psico-filosofiche.» (2003) - P. Civitareale [Terre d'anima] «Titolo che bene sintetizza la specificità stilistica di questa poesia, la linea di continuità del suo essere tra pensiero e realtà, tra il sé e il fuori di sé.» (1996) - G. Devoto [Serrata a ventaglio] «C’è in questa raccolta una qualità intrinseca tutt’altro che modesta e anche quando nei versi vi sono immagini colte e letterarie esse sono così necessarie, “naturali” che la loro letterarietà scompare. Non vi è qui la ricerca dell’effetto fine a se stesso ma tutto quanto è scritto risponde ad una vera esigenza interiore (…) Mi piace, poi, il modo schivo di porsi in “mostra”, modo molto vicino alla nostra mentalità di liguri, per dirla alla Montale, “stondai.» (2003) - G. Gianfelici [La volpe blu] «Z., in uno stile accattivante e materno, colmo di simboli e suoni, di fusioni fra passato e presente, fra ritrovati profumi e memorie d’infanzie ci riconduce a gusci ovattati, di nuclei morbidi e potenti insieme, e possiamo così intuire i nostri molteplici stati, il nostro fluire ed essere sangue, desiderio, corpo. In questi racconti troviamo odori, sapori, il toccare, il suono, il nessun suono e possiamo accostarci, fotografando come fa Z., la nostra mutevole realtà.(…) La Z. compie un piccolo viaggio dal quale non si ritorna come si era.» (2003) - S. Giovanardi [La maschera della Gioconda] «Z. è lontana dagli standard della sua generazione la sua è un’operazione culturalmente importante. Se a una prima lettura sembra seguire la tradizione dello sperimentalismo anni ’60, in realtà se ne distacca di molto perché il suo obiettivo è una ricostruzione della totalità linguistica.(…) I giochi linguistici non vanificano il senso dell’organizzazione sintattica ma tendono a corroborare il progetto complessivo.» (1988) - [Serrata a ventaglio] «Questo è un libro difficile e in questa difficoltà rispetto alla media risiede la sua originalità. La media, infatti, tende a usare la poesia come qualcosa di definito a priori, qualcosa di un già dato, Serrata a ventaglio non dà nulla per scontato. E’ un libro di autointerrogazione della voce stessa ma né in senso narcisista né in senso intimista. Qui la poesia si chiede qual è la propria origine, qual è il proprio senso, qual è la propria destinazione e questo approccio non è molto diffuso nella poesia contemporanea, tanto meno nei coetanei di Z. (…) Il libro si posiziona in una terra di nessuno, un territorio in cui l’io non è più io e il non io non è ancora non io, è quello spazio che Heidegger avrebbe chiamato del “frammezzo” e lo spazio fra soggetto e oggetto diventa oggetto di poesia, viene drammatizzato. Serrata a ventaglio va a cogliere lo statuto eterno del far poesia e lo fa proprio analizzandolo.(…) Anche nelle altre sezioni del libro possiamo ritrovare l’idea del “frammezzo”. Anche quando la volontà descrittiva sembra più piena, si ferma, evita di autocelebrarsi per risolversi in battute meditative, in notazioni emotive di stati psichici che interrompono il flusso descrittivo (“frammezzo”).(…) C’è sempre un contropedale che all’interno del fuori da sé (nel rapporto con la natura, per esempio) introduce il pedale del mistero, dell’insoddisfazione.(…) La poesia di Z. è una poesia complessa, multistrati e va letta tenendo conto delle stratificazioni, tenendo presente l’intenzione complessiva di far poesia interrogando la poesia.» (stralcio dalla presentazione del 28 gennaio 2005) - S. Giovanardi [Visione d'insieme] «Se è vero che il linguaggio poetico ha una funzione euristica per il soggetto questo può funzionare se l’effusione dell’io è tenuta a distanza. In questo senso non riesco a definire lirica la poesia di Z. Il suo centro cerca di stabilire una dialettica fra la presa di distanza necessaria per la comprensione di sé e del mondo e l’immersione nella soggettività e proprio da questo trae la sua sostanza. Anni fa la definii una poesia multistrati, una poesia che interroga se stessa, avrei dovuto aggiungere che interroga se stessa e il mondo. In ciò è la cifra di Z. lavorare sull’interrogazione del mondo per arrivare ad una diversa declinazione dell’io che la genera. Nella sezione Costruzioni cinematografiche di Venere minima ciò raggiunge la sua più chiara espressione. Questo parte che definirei poema epico per eccellenza mi ricorda la cinematografica sentimentale di Dino Campana proprio per la tendenza al superamento della dimensione lirica. Per la prospettiva storica sembra rifarsi a La ragazza Carla di Pagliarani.» (2011) - M. Lunetta [La maschera della Gioconda] «Il discorso amoroso che attraversa tutto il libro non è immediatamente amore emotivo ma estraniante e questo la distacca dalla bava emotiva poetica degli ultimi anni. La Z. intrattiene un rapporto lucido con le istanze scientifico-filosofiche. Rende omologhi il discorso amoroso e il discorso scientifico-filosofico. La poetessa costruisce una iperlingua convincente perché ha la capacità di utilizzare spezzoni di linguaggi dispersi e molto eterocliti per farli precipitare in una lingua riconoscibile non tardo simbolista né neoermetica ma costruttivista.» (1988) - [La volpe blu] «Il mondo in questi strani “racconti” che hanno l’aria di minuscoli referti da decifrare nel loro enigma, vibra su una capocchia di spillo. E’ questa fisionomia di epifanie minori, tutte bruciate nell’istante, che denuncia la loro provenienza dall’esperienza di Z, come scrittrice in versi. Il dato lirico, che qui si torce efficacemente in pura, casuale perfidia, non può che sciogliersi nel chiarore, spesso abbacinante, del poemetto in prosa.» (2002) - D. Maffia [Terre d'anima] «Questo libro nasce dalla condizione che dentro l’uomo esistono mondi infiniti che si muovono e crescono, esistono terre sconfinate su cui fioriscono capricciosi fiori di una mitologia evanescente che però può trovare il varco per farsi cosa, corpo, e se vogliamo veramente sapere chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, non bisogna più interrogare la teologia, ma il nostro corpo e ciò che dentro vi freme, interrogare la nostra energia, il nostro smarrimento (…) Questo libro ha qualcosa di conturbante e malioso, ma anche di irto, di velenoso: attrae e respinge, fa balenare al lettore di essere nel cuore del Dilemma e poi lo sospinge in un inferno d’indifferenza, non divina, non dorata (montaliana), ma indifferenza ispida, di cristallo non fragile.» (1996) - V. Magrelli [La maschera della Gioconda] «Tra Valery, Corbin e il grande sabotatore Duchamp, è un lavoro davvero articolato e appassionante.» (1988) - L. Manzi [Serrata a ventaglio] «Questa poesia ha molte valenze, ma a me viene in mente soprattutto l’eco (gli echi) di certo espressionismo nordico (tedesco, svizzero, belga) e tanti pittori, da Klee a Kandinski assorbiti nell’erotismo tragico e disperato di Egon Schiele, con loro nel corpo esangue della poesia nostrana, se si eccettuano alcune zone meno sorvegliate della poesia di Dino Campana e di Lorenzo Calogero.» (2005) - G. Patrizi [Visione d'insieme] «La lunga militanza poetica di Z. ha segnato un percorso significativo di ricerca sul linguaggio e sull’espressione che raggiunge risultati espressivi di grande intensità e originalità. Assumendo un corredo linguistico variegato e ricco di tonalità contrastanti (dal quotidiano all’aulico, dal lirico all’invettiva) il discorso poetico si snoda su una serie di immagini di forte pregnanza visiva e sonora, spezzando i modi tradizionali della sintassi per costruirsi un’efficacissimo strumento di riflessione, di denuncia, di accoglienza e di polemica.» (stralcio da recensione in fieri, 2011) - W. Pedullà [La maschera della Gioconda] «Questa Gioconda è quasi fatta a pezzi e poi rimontata.(…). C’è l’amore, c’è molto eros nella lettera, nella metafora e nella musica di questi versi. E’ questo che cercano essi correndo verso il “vuoto del ventre”? O quel vuoto è anche la morte? Forse non così chiaramente semmai è la nascita e la rinascita. La nascita di una “vispa” poetessa che scrive per amore, compreso l’amore per la poesia, chiamata a riempire il vuoto della vita.» (1988) - P. Perilli [Venere minima] «Libro davvero ardito, ossessivo e risolto, paludato e ignudo, commosso e artificioso Z., subito confessandosi stanca, forse perfino infastidita dall’usata poesia: “So che voglio scrivere una poesia non poesia. Perché? / Semplicemente per la tensione ingombrante che non mi fa nemmeno camminare. / Mi sento immensa. Una colite senza motivo che nessuno vede”… comincia un coraggioso e munifico viaggio a ritroso ma soprattutto addentro al più riposto senso dei miti, degli archetipi ahinoi consueti, del gioco amaro dell’Io. La trovata (addirittura psicoterapica, per non dire sinestetica, dunque controestetizzante!) dell’approccio ermafrodita… intride e muove tutto il libro: che è poema in prosa e diario ininterrotto, referto psicoterapico (estroso Codice dell’Anima di marcata ascendenza hillmaniana – cioè in qualche modo ancora junghiana) e bozza in fieri o spunto teatrale, inchiesta di costume e digressione (sentenza?) finanche spirituale… “Sotto la luce verde Ermafrodito legge ad alta voce: / - La mia vita è un ritorno in fuga. / Ricerco con orgoglio d’esule / il racconto che mi manifesti”… Una trama, un mix, si direbbe oggi, di fascinose implicazioni e bizzarro snodo espressivo, prima ancora che cognitivo. E non a caso il testo, via via che procede, incombe o fluisce, come un Battello Ebbro o meglio una piena onirica a occhi aperti, raccoglie di tutto: detriti esistenziali e ossa abbruciate d’un amore inesausto, sperma in passione e ovuli ma fecondati, filosofemi semantici e anamnesi epocale – proprio nella tradizione della grande e più moderna poesia anglosassone che infatti è ben evocata (dalla Plath ad Anne Sexton, per intenderci, passando per il bianco spirito o fantasma della immensa Dickinson)… E alla fin fine è proprio la vis registica, l’ipotetico eppur tracciato treatment cinematografica a emergere in noi – come un bellissimo film intimista, anzi film e referto dell’intimo, una Maya desnuda tutta ancora da girare, da osare: “Il film sul ritorno della donna / nelle acque che perse / già prima di nascere”… Perché anche questa Venere minima, coi suoi retaggi d’ombra o guizzi abbacinanti da farfalla dell’invisibile, comprende ed esalta in fondo tutte le (vere) donne.» (2010) - A. Serrao [Terre d'anima] «In questo testo poetico il verso è disteso, tenta la narratività talvolta, ha più un andamento dettato da sintonia con l’altro da sé piuttosto che manifestarsi terreno di situazioni negative com’è di tanta poesia contemporanea. (…) Questa poesia auspica una condizione di equilibrio, direi l’antico perduto, fra etica e esperienza contingente, io e altro da sé, individualità insomma e collettivo, scrittura e vita. (…) A lettura ultimata resta in bocca un che di dickinsoniano. Ed è possibile per il rilievo ripetuto interno al “femminile” di questa poesia, tutto assorbito e intorno al verso, come nella Dickinson, appunto.» (1996) - A. Veneziani [La volpe blu] «Questi brevi testi, nei quali l’autrice ci fa vedere in un frammento, poesia, realismo, iperrealismo, surrealismo, ricordano le Favole crudeli di Stevenson.» (2002).

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