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Grazie a quest'ultima pubblicazione l'Este Edition ha lanciato, per quel che concerne i suoi programmi, un'ulteriore linea editoriale: Diari di viaggio, nell'intonsa collana Carnet.

Certamente l'idea propositiva non può non essere partita da Roberto Cariani, maestro d'arte diplomato, autore dell'opera in disamina, il quale, proprio nel 2010, è stato invitato in Francia, per la precisione a Clermont-Ferrand, a partecipare alla biennale del "Carnet de Voyage", per l'appunto.

Cariani, partendo dal presupposto d'aver preso, oltretutto, spunto da altri artisti del pennello, proclama, nella motivazione di fine opera, d'aver «voluto rivisitare i luoghi più o meno […] cari [di Ferrara], questa volta cercando di annotare liberamente sulla carta le impressioni e le emozioni suscitate attraverso acquerelli e note integrative».

Ecco che l'Autore, a partire dalla stazione ferroviaria, esattamente come ha intelligentemente fatto, nell'illustrazione dell'ultimo itinerario turistico su Ferrara, Lucio Scardino (Guida di Ferrara, Este Edition 2010, € 10,00), penetrando poi nell'ultracentenario cuore cittadino, giunge infine a ritrarre la cinta muraria medievale della medesima città, con l'ovattato tocco d'oltre quaranta acquerelli d'una precisione manuale figurativa pressoché millimetrica, che spesso creano una suggestione d'immagini molto più appagante la vista che nella realtà; anzi, spesso con trasporto surreale.

Ma, come anticipato, l'eloquente aspetto figurativo è affiancato, a mo' d'originalissime didascalie, dalle estemporanee impressioni, o se vogliamo motivazioni, che hanno confortato Cariani nell'atto artistico, scritte così come sono state poieticamente pensate, a penna, e, soprattutto in verticale, orizzontale, di fianco, per traverso ed in qualsiasi altro modo sia venuto spontaneo esteriorizzarle. Tant'è che nel leggerle occorre quasi sempre ruotare il 'carnet' nella più opportuna direzione. Talora è persino necessaria una completa rotazione di 360 gradi, altrimenti, per potersene impossessare, bisognerebbe storcere il collo come un pitone.

In certi casi sono state introdotte delle sintetiche cornici delucidative, con supporto storico-documentaristico, circa i più incisivi monumenti della Città estense (Certosa, Palazzo Schifanoia, Casa Bassani, Palazzina Marfisa d'Este). Inoltre, nel riprodurre i monumenti, Cariani all’occorrenza ha saputo ricavare una gabbia in cui ha singolarmente intrappolato spezzoni, parti significative di un tutto, indicandone il riferimento ed il relativo dettaglio con linee e freccette.

Dulcis in fundo, il 'carnet' termina con la nota del Pittore ed, a seguire, la traduzione in caratteri di stampa delle succitate impressioni relative alle varie illustrazioni, tutte rigorosamente numerate. E, questo riepilogativo insieme, è offerto in tre lingue: italiano, inglese e francese.

Recensione
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