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Gramsci 2017. Dopo Berlinguer... Renzi, Grillo: per una sinistra italiana nell'era di Internet

L’opera qui proposta, mix saggistico, antologico, di Roby Guerra su Antonio Gramsci, è una seconda edizione riveduta ed ampliata del cartaceo edito da La Carmelina Edizioni, Ferrara-Roma 2013.

È ivi incluso, a fine saggio, un originale “Chip Chip Microchip” dedicato all’evento sismico che colpì, e devastò, l’Emilia nel periodo maggio-giugno 2012: ventiquattro componimenti poetici ispirati ad un’estetica postfuturista, del medesimo Guerra.

Ancor prima della premessa dell’autore sono inclusi quattro “Collaudi”, indicanti l’effettiva positività critica d’una, appunto, collaudata pubblicazione, la precedente. Collaudi eloquentemente espressi nelle allettanti note raccolte da: il giornale d’informazione La Nuova Sardegna; lo scrivente Emilio Diedo (da Literary); Marcello Francolini (da Salerno Magazine); e Roberto Bonuglia (da Il Tempo La storia).

Accurato saggio, ampio quanto a cronologia, da Gramsci e fino al presente, all’insegna d’un modulo di scrittura globalmente postfuturista, com’è nell’irrinunciabile mentalità e nel consequenziale stile del curatore. In pratica è una guida ad un approfondimento sulla poliedrica attività intellettuale ed innegabilmente politica di Antonio Gramsci – Ales (OR), 1891 † Roma, 1937; membro del PSI e fondatore de L'Ordine Nuovo, 1919; fece parte dell'esecutivo dell'Internazionale Comunista, 1923; e poi, segretario e deputato del Partito Comunista d'Italia (PCdI), 1924, affrontò la questione meridionale, indirizzando la politica dei comunisti verso l'unione con i socialisti massimalisti.

Un Gramsci che proprio, ed ineludibilmente, dal precipuo punto di vista politico, viene coerentemente raffrontato con uno dei suoi più degni successori, Enrico Berlinguer (cfr. 2011 Elogio postmoderno di Enrico Berlinguer). Sardo Gramsci e sardo Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 † Padova, 11 giugno 1984; segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972). E poi, transitando per il sempre attuale politico filosofo veneziano Massimo Cacciari (2009 Massimo Cacciari a la 7: 360° oltre la sinistra), il confronto giunge a convergere su un attuale interprete, molto gettonato protagonista della politica: Matteo Renzi. Personalità, quest’ultima, che, benché ideologicamente più centrista se non addirittura tenuemente destrorsa, è in ogni caso mossa da un piglio ugualmente rivoluzionario sul piano programmatico, se non più spregiudicato ancora (2011 Manifesto per Matteo Renzi).

Il libro, come s’era detto, edito per la prima volta nel giugno 2013, e segnalato dall’Istituto Gramsci di Grosseto nonché dalla Biblioteca Gramsciana di Ales, non poteva che essere riproposto: prima ristampato dalla stessa Carmelina e, ad un anno, rivisto ed ampliato in questo e-book di Armando Editore. È anche questa una delle motivazioni del richiamo che la presente recensione si propone come obiettivo, oltre al largo merito in sé dell’opera, condotta con acume d’indagine e lungimiranza.

L’analisi, nella sottile filigrana mentale dell’autore, potrebbe ambire inoltre a portare alla prova provata, se ce ne fosse ancora bisogno, che un nuovo futurismo, di cui Guerra ne è parte integrante e centrale nella propulsione propagandistica (postfuturismo), può essere inteso addirittura in transito nell’opposta strada di ‘sinistra’, rispetto a quella ‘destra’ che ne aveva intravvisto lo sviluppo del primevo movimento nel suo apicale contesto artistico ed estetico, inevitabilmente coincidente ad un’ideologia, quella fascista ovviamente, agganciata alla dinamica della storia. Anche se, già trattando della Nuova Oggettività, che ormai invade la sfera di questa nuova tendenza in seno ad un redivivo, più umano futurismo, non è proprio il caso di dare definizioni né di destra né di sinistra e neppure centriste. Ma lo si vuole sottolineare solo per un’ulteriore mera osservazione, integrativa di quest’analisi. Di fatto, e non per niente, i doverosi nomi di Marx e Marcuse e quello parzialmente pertinente ma certamente più attuale di Baudrillard, unitamente ad altri nomi quali quello, assolutamente centrato, di Marinetti e quelli laterali, un tantino più ambigui sul piano strettamente argomentativo, di Sanguineti e Pasolini, reggono un’ampia analisi nel senso surriferito.

Il contesto della ricerca è egregiamente supportato da un’assortita quanto qualificata appendice, elaborata sulle interviste di Roby Guerra a Giuseppe Manias e Graziano Cecchini, in qualità d’opinionisti; sull’intervista, questa volta arrovesciata, di Luigi Siniscalco allo stesso Roby Guerra; e su un’eloquente nota di Zairo Ferrante (“Morte per indifferenza”. Saggio semi-para-poetico di un indifferente,); oltre le dovute indicazioni di riferimento: nota curricolare sull’autore e bibliografia.

Con eloquenza e gustosa ironia Roby Guerra, in chiusura di Premessa, inneggia ad una più che condivisibile rivoluzione sociale di tipo indubbiamente pacifista (2012 Lotta amata X il futurismo: i futuristi per la netgeneration / Rottamatori, antipolitici e pirati). Dimodoché l’oramai sbiadita teoria della ‘lotta cruenta’ o altrimenti ‘lotta armata’, come la si voglia definire, lascia il posto ad una molto più congeniale e gradita ‘lotta amata’, priva di quella bellicosa erre che, dacché Marx la concepì, ha fatto tanto discutere sul piano sia teoretico sia politico.
Recensione
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