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Un interno borghese in cui i personaggi creano sulla scena il loro personalissimo e disilluso teatro, mettendo sul palco tutta la loro amara e ironica riflessione sui paradossi dell'esistenza.

Con sagacia e umorismo ma anche con una buona dose di graffiante provocazione, Noemi Israel racconta il convivio di un gruppo di amici, affermati professionisti che si conoscono fin dall'infanzia perchè tutti fanno parte della medesima comunità ebraica.

Il sipario si alza su uno sfondo fatto di dialoghi calcolati nell'essenzialità della loro misura, veloci e diretti nel sancire fin da subito quello che sarà il climax dell'opera; ognuno di loro ha qualcosa da dire, qualcosa da raccontare attorno a chi è presente più di tutti sul palco, anche se all'inizio in absentia.

Come capita spesso nelle rituali riunioni tra conoscenti e anche amici di vecchia data ci si scopre parlando di qualcun altro, qualcuno che racchiude per tutti un'incomprensibile quesito su cui ragionare senza posa; è il caso di “Mezza Castità”, dove la domanda su cosa combini Bella Ricò, stupida e incosciente “amica” di tutti appassiona i personaggi di volta in volta coinvolti nell'esprimere un nuovo aneddoto miserevole su questa figura, che sembra convogliare su di se i peggiori attributi, vanità e meschinità in ogni sua esternazione.

Bella Ricò, ottusa fino al non percepire nemmeno il ridicolo che produce, è la personificazione della stupidità inconsapevole, forse per questo vincente nel giogo di rimostranze emotive sollevate dagli altri personaggi al suo cospetto, prima fra tutti un'invidia naturale per l'incoscienza di Bella Ricò, più che per la sua ricchezza e il suo destino compiacente.

Così è il confronto con lei che permette lo scaturire di riflessioni profonde che attraversano i personaggi pur nella leggerezza della trama, facendo loro percepire uno smacco esistenziale che va ben oltre la scena. Come dice uno di loro verso la fine dell'opera teatrale “il mondo va in direzioni improbabili. O ci si adegua o ci si ritira. Io mi ritiro”.

Noemi Israel ha la capacità di esplorare con naturalezza personaggi apparentemente soddisfatti, sgominando tutte le loro insicurezze.

Recensione
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