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fast

È uscito il 19 settembre di questo anno il libro “fast” della poetessa americana Jorie Graham, pubblicato dall’editore Garzanti. Il 20 settembre a Villa Arrivabene, a Firenze, è stata presentata la raccolta alla presenza dell’autrice, della traduttrice, Antonella Francini che hanno dato vita ad un’affascinante conversazione, introdotta dal critico letterario Niccolò Scaffai.

Il merito dell’iniziativa va in primo luogo alla Rivista di poesia comparata “Semicerchio”, diretta da Francesco Stella, al Consolato U.S.A. a Firenze, che celebra i 200 anni della presenza USA in Toscana, al Comune e al Consiglio di Quartiere 2.

Il volume ha una veste quanto mai elegante, è di notevole interesse per i temi considerati, di estrema attualità, per la libertà con la quale l’autrice dispiega varie e innovative forme della scrittura, per il ruolo che delinea oggi per il poeta, di profonda responsabilità di fronte ai preoccupanti processi di degrado del nostro pianeta. La raccolta presenta, ci sembra, un carattere unico, non riconducibile semplicemente all’etichetta di poesia civile o di eco-poetry.

Jorie Graham è nata a New York nel 1950 ed è cresciuta in Italia, a Roma. Ha studiato alla Sorbona a Parigi e negli Stati Uniti, dove insegna scrittura creativa all’Università di Harvard ricoprendo il ruolo che fu del poeta irlandese, e premio Nobel, Seamus Heaney. Ha pubblicato tredici raccolte di versi e nel 1996 le è stato assegnato il Premio Pulitzer per la poesia. In Italia ha vinto il premio Nonino nel 2013 e il premio Ceppo Internazionale Bigongiari nel 2014.

Due commenti sulla sua poesia. Sul “The New York Times” troviamo “Per la poesia dopo il 1980, Jorie Graham è ciò che Bob Dylan rappresenta per il rock dopo il 1960. Entrambi hanno cambiato le regole dell’arte che hanno scelto.” Claudio Magris ha scritto “Graham scrive liriche contagiose e coinvolgenti, dove la parola ritrova la sua eticità e spiritualità tendendo all’infinito.”

La voce di Jorie Graham è senza dubbio una delle voci poetiche più importanti e significative dei nostri giorni. Si dice giustamente che la sua fama è planetaria e l’uscita di ogni suo libro è sempre un evento. Questa nuova raccolta appare profondamente personale, coinvolgente e innovativa, è una poesia “dopo l’umano”, esplora appunto i limiti dell’umano e le soluzioni del post-umano , che suscitano spavento e inquietudine. Le composizioni evocano le trasformazioni da cui è investita la Terra, tra vita modificata sotto i più vari aspetti, tra cyber-vita e forme stampate in 3D. La raccolta “fast” di pagina in pagina getta luce sulla nostra esistenza, sull’umanità che oggi sembra camminare al limite di un precipizio. In queste poesie, si può dire, non c’è il soggetto lirico, prevale la voce dell’ambiente, c’è un veloce divenire espresso anche nei caratteri, nel ritmo, nella disposizione della parola sulla pagina. I versi appaiono in forma orizzontale rispetto alla pagina, con spazi differenziati, ora dal flusso serrato, ora lento e disteso.

Dalla poesia “Veloce”, pag. 39:

Veloce

o avrai fame. Troppo. O non abbastanza. Oppure. Nient’altro?
Nient’altro. Troppo forte troppo veloce troppo organizzato troppo invisibile.
Sopravvivremo chiedo al bot. No. Per scaricare il bot sii
rapido-sei troppo arretrato, troppo dispotico- per installare allarga
il ciclo del lavoro-per installare oltraggia il lavoro-spostati
alla periferia, del tuo corpo, della città, del pianeta-per installare, depotenzia, immiserisci
sii il tuo sonno-…

Accurata la traduzione di Antonella Francini che ha preparato una preziosa introduzione al libro, nella quale afferma: “Per Jorie Graham la scrittura è la rappresentazione mimetica dei suoi temi e, in fast, il tema del morire o del declino umano è visibile anche graficamente: frammenti di frasi non concluse, lineette per esporre pensieri simultanei da ricomporre nella lettura, frecce per indicare accelerazione …”.

Nella conversazione che si è sviluppata il 20 settembre nella sala di Villa Arrivabene, affollata da un numeroso pubblico, Jorie Graham ha sostenuto che per lei la poesia è l’espressione di una persona che vive in un corpo e in un luogo in modo tale da risentire quello che c’è nell’ambiente. Riguardo alle condizioni del nostro pianeta, è convinta che il mondo soffra, che non abbiamo scelta, che dobbiamo cambiare il nostro modo di vita. D’altra parte questo periodo storico presenta anche molte opportunità, specialmente se sviluppiamo la nostra immaginazione che ci può aiutare a vivere nel futuro. L’immaginazione è una forza emotiva empatica che ci dà energia per andare avanti, il corpo è molto importante e dobbiamo avere fiducia in quello che ci suggerisce.

Il titolo della raccolta “fast”, veloce, accelerato, è una parola complessa che racchiude tante tematiche attuali perché tutti avvertiamo nettamente il fenomeno della accelerazione della vita. A questo riguardo, nel corso della conversazione, si è soffermata su un esempio: se bruciamo un ceppo di olivo nel camino, si bruciano 200 anni di sole sugli alberi, con una rapida emissione di CO2 nell’atmosfera. Ha letto – lettura lenta e cadenzata - e commentato la poesia “Pesca a strascico in fondo al mare” (pag. 22), che parla della vita nel mare che si spenge a poco a poco.

Affascinante la sua narrazione dell’esperienza del padre, soldato dell’esercito americano che collaborò, con compiti logistici con i partigiani fiorentini, e del suo arrivo a Firenze come “angelo del fango”, al momento dell’alluvione e il ritrovamento nella melma di un prezioso codice miniato, dalle lettere d’oro.

Da questo ricordo, è passata a considerare il ruolo centrale della ricerca della bellezza nella vita di oggi. Non dobbiamo rinunciare “al nutrimento dello spirito e lo spirito va oggi verso il digiuno”: così rischiamo, per questo verso, di “morire di fame”. L’impegno dell’uomo oggi deve essere quello di “decelerare e tornare all’interiorità”, con la speranza che la stessa tecnologia ci aiuti a compiere questi passi.

Ha concluso le sue considerazioni, esprimendo una fiducia di fondo verso l’umanità, che “è complicata e, allo stesso tempo, straordinaria. Abbiamo bisogno di non perdere nei difficili passaggi della vita di oggi, per affrontare il futuro, la sapienza degli anziani e la loro capacità di insegnare ai giovani”. Il mondo ha bisogno di tutti per salvarsi e la poesia può essere lo spazio di comunicazione comune per immaginare un futuro dai tratti più umani.

La poetessa ha condiviso con appassionato entusiasmo la sua visione per un impegno comune, solidale per la salvezza dell’uomo e del pianeta che abita.

   
Niccolò Scaffai Francesco Stella riv. Semicerchio Jorie Graham
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