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Poesia. Grande ispiratrice dei poeti, la natura. E qui si apre come un suggestivo scenario, entro cui immergerci rivivendo attraverso la parola la bellezza, talora astratta, che il paesaggio ci dona. Dalla natura poi si può tessere lo slancio verso la dimensione cosmica, che la natura assorbe ma non annulla. C’è da chiedersi se la descrizione, in questo caso di alberi o altri elementi naturali, possa portare all’introspezione.

Se pensiamo che lo spirito è non solo profondità ma anche leggerezza, allora la risposta è positiva. La natura, oltre a costituire una specie di compensazione per le difficoltà della vita, ispira il linguaggio e lo traduce in pura poesia “a cercare azzurri senza nome”. In effetti, nella natura le cose non sono nominate, ed è questa la loro perfezione, quasi che il nominarle togliesse loro quella intimità che si esprime in luoghi e sentimenti. Ma la poetessa non si limita a trovare la realtà nelle sue sfaccettature, coglie quei tratti ‘metafisici’ che possono condurre a una prospettiva religiosa, ancorché ampia e non ristretta da vincoli confessionali, diventando un “atto di fede nella luce”.

È questo uno dei casi in cui il creato si riflette interiormente sviluppando appieno le molteplici facoltà della scrittura. I quattro elementi aria fuoco terra acqua si fanno musica, per esempio in Liszt: un’armonia che trova corrispondenza nella presente raccolta.

Recensione
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