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Narrativa. L’anima
(o la psiche) si effonde in tante direzioni e coglie le innumerevoli vibrazioni
dell’essere: nessun ‘ente’ è uguale a un altro. La fragilità di certi caratteri
viene superata grazie ad aiuti esteriori e alla forza che poi interiormente si
accumula. Così la protagonista del romanzo, inibita nei suoi comportamenti fino
al cosiddetto ‘male oscuro’ o timore immotivato (pp. 38-39), trova la via verso
la luce: l’arte è un mezzo efficace per uscire da situazioni che sembrano senza
futuro. La ‘bellissima preghiera’ (p. 62) del popolo Cherokee riassume in poche
parole un modo per rapportarsi con la realtà e la trascendenza ed è applicabile
a qualsiasi altra cultura. Poiché la verità risiede nel profondo di ognuno
(sant’Agostino), il Sentiero conduce dove ogni cosa diventa possibile,
come afferma l’autrice nella chiusa del suo romanzo.
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Recensione |
| Il sentiero |
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narrativa
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| Autori |
| • | Cristina Piras |
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Edizione:
Fermenti Editrice
Roma 2009 |
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| In copertina foto realizzata dall’autrice - pp. 152 |
| prezzo: € 14,00 |
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| Recensione a cura di |
| • | Luciano Nanni |
Pubblicata su: Literary nr.11/2009 |
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