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A pungere sono le femmine

 

Narrativa. Romanzo in tre parti: Prologo, Interlogo ed Epilogo. L’incapacità di amare può essere una malattia? In effetti il protagonista prova difficoltà, ma l’incontro ideale tra un uomo e una donna è come voler far quadrare le tessere di un puzzle. Da ciò quindi incertezze, smarrimenti, dubbi, con le conseguenze di una rinuncia. C’è (cfr. p. 7) una discrepanza iniziale su quel che si pensa del sesso e la sua realtà “funzionale”. L’ambientazione bolognese si avverte qua e là, ma è la storia a dominare la descrizione ambientale. Ci sono poi osservazioni davvero interessanti, per esempio sulla punteggiatura, che è anche metafora dei rapporti sociali (per consolare l’autore diciamo che il punto e virgola non è ancora perento). Lo stile è chiaro, e tuttavia personale; un vocabolo come dazione (p. 126) se esatto è testimone del livello linguistico. Siamo concordi con lui: “Oggi non si pensa più, non ce n’è bisogno” (p. 107). Un pezzo di bravura il “parallelo” auto-uomo alle pp. 118-119. L’Epilogo, percettivo, apre una speranza: l’amore è possibile e con una persona “a sorpresa”.

Recensione
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