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Due poeti, Alessandro Manzoni (1785-1873) e Antonio Machado (1875-1939),
    di fronte alla morte delle rispettive spose

Saggistica. Questo snello ma esaustivo saggio mette a confronto le diverse reazioni per la morte delle rispettive consorti. La prima moglie di Manzoni, Enrichetta Blondel, morì il giorno di Natale del 1833. Il testo poetico Il Natale del 1835 composto in settenari sdruccioli, piani e tronchi è “frammentario e incompiuto”. Esprime un dolore evidente, malgrado la religiosità del Manzoni, che ritiene troppo dura la morte: “Sorda la folgor scende | Dove tu vuoi ferir”. Per l’identico lutto praticamente uguale potrebbe apparire la reazione di Machado (p. 8). Sposa Leonor quando “lei aveva 15 anni, lui 34” (quasi una sposa-bambina come per E. A. Poe, cioè Virginia Clemm). Però Machado, a detta di G. Ribbons (p. 11) crede in Dio “solo in modo erratico e parziale”. In tal senso è ipotizzabile che la mancanza di una solida fede venga supplita dalla natura con le sue ineluttabili leggi, sentimento piuttosto presente nel poeta spagnolo (cfr. p. 12).

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