Servizi
Contatti

Eventi


Appunti e carte ritrovate

Pubblicata nella collana di testi letterari Alcyone 2000, la raccolta di poesie Appunti e carte ritrovate è costituita da componimenti scritti nell’arco di tempo che va dal 1988 a 2020 e presenta un’acuta e centrata prefazione di Nazario Pardini.

Come scrive lo stesso prefatore il poeta Roberto Casati (Vigevano, 1958) si dimostra un vero cesellatore di parole, che, assemblate in iuncturae di grande forza reificante, si offrono a un dire vario e articolato.

Il volume, composito e bene strutturato architettonicamente, è scandito nelle seguenti sezioni: Diario di viaggio, Carte disperse e Carte ritrovate.

Dai suddetti nomi dati con urgenza alle tre suddette scansioni si può intuire che l’autore sia conscio dell’itinerario, il percorso a livello spaziotemporale della vita stessa che junghianamente è un viaggio.

Nel riferirsi alle carte disperse e a quelle ritrovate il poeta, se in poesia è tutto presunto, ci restituisce, proprio attraverso le composizioni poetiche tout-court una mappatura della sua esistenza che è in gran parte frutto delle strategie usate per affrontarla e per realizzarsi e riuscire nella stessa.

Del resto come affermava Goethe la poesia è sempre d’occasione e quindi la raccolta diviene di poesia in poesia un diario di bordo del cammino nel mare magnum della vita liquida, consumistica e spesso alienata nel nostro postmoderno occidentale quando in antitesi alla teoria di Adorno e Paul Celane sulla morte della poesia stessa dopo le guerre mondiali e l’Olocausto si moltiplicano i poeti stessi figli del verso libero e dell’incomunicabilità anche quando si hanno degli interlocutori.

Tutti i componimenti sono senza titolo e pur assemblati nel percorso delle tre parti potrebbero essere considerati un poemetto che ha per temi il viaggio e l’amore che tematicamente si fondono e quindi si potrebbe parlare con urgenza di storia di baci in un canzoniere erotico che ha per sfondo il mare e la navigazione.

Poetica neolirica ed elegiaca quella di Casati che delicatamente decantando l’estasi dell’amore, che diviene il porto franco nel tran tran quotidiano, improntata ad un raro ottimismo, ad un respirare aria buona, ci dimostra che la felicità è possibile proprio perché il tu femminile al quale l’io-poetante si rivolge pare ricambiare i suoi sentimenti.

Ed è un amore anche sensuale quello di Roberto e del resto non potrebbe essere altrimenti, amore che esteticamente si realizza anche nell’elogio del corpo femminile per esempio nell’impertinenza delle gambe dell’amata elemento tra i tanti che alimenta l’inestinguibile fiamma dell’amore stesso.

Ti amo, ma forse è inutile dirlo, scrive Casati e in questo coglie nel segno perché forte come la morte e l’amore e virgilianamente vincit omnia amor.

Dall’altra parte c’è l’indicibile, il non detto, l’ipersegno e il poiein della poetica di Casati per il senso di magia e sospensione che trasmette nella sua immediatezza che non è semplicità o elementarità è frutto dell’icasticità dei versi che s’impennano e che poi ben controllati densi e leggeri planano nelle chiuse.

Attraverso la donna cantata come musa, amante, compagna e amica, è manifesto il raggiungimento anche di un’ottima fusione con la natura nel coniugio salvifico che dai sensi raggiunge le menti e tutto l’essere.

Recensione
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza