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SMS nelle notti insonni

Italiano di nascita, francese di adozione, per anni Thomas Guarino ha vissuto la vita di direttore di aziende multinazionali, fra la Francia e l’Italia. Un giorno si è fermato. Perché cambiando città o paese ogni due, tre anni, si attraversano luoghi, ma non si vede più niente. Oggi si dedica completamente alla scrittura e scrive indifferentemente nelle due lingue. Ha pubblicato in Francia una raccolta di poesie bilingue, Tracce di passi sulla spiaggia del tempo, che ha ricevuto l’ambito riconoscimento del Centre National du Livre.

SMS delle notti insonni è un testo poetico costituito dal breve brano in prosa SMS per Rosella, centosette frammenti poetici collegati tra loro, tutti numerati e senza titolo e un Post scriptum.

Il libro è incentrato sulla presenza–assenza della giovane Rosella, carissima amica dell’io-poetante, scomparsa prematuramente dopo il calvario di una lunga malattia.

I segmenti poetici, paragonati dall’autore a degli SMS, per la loro natura breve ed essenziale, costituiscono in toto quello che potrebbe essere considerato un denso ed icastico poemetto, ed iniziano tutti con la lettera minuscola, elemento che accresce il senso di magia e sospensione, che si evince di volta in volta leggendoli.

E’ il dolore a generare le emozioni che si traducono in versi. Esso è sempre controllato e Guarino non si geme mai addosso, producendo versi di grande bellezza e pregnanza, originali ed efficacissimi, che costituiscono un requiem laico per la morte di Rosella.

Del resto nella raccolta non c’è nemmeno spazio per la nostalgia perché la stessa Rosella rivive per tutto l’arco dell’ordine del discorso poetico.

E’ lei il “tu” al quale Thomas si rivolge in modo accorato ma del tutto disincantato, un “tu” che risponde solo attraverso il silenzio del non detto, creando un gioco affascinante.

Da notare che i frammenti concentratissimi sono quasi sempre molto brevi e acquistano un tono epigrammatico.

Nel suo rivolgersi a Rosella c’è fino alla fine la speranza che la giovane possa guarire e il poeta usa spesso la metafora vegetale dell’albero che d’inverno ha perso le foglie ma che presto rifiorirà ancora più frondoso, per sforzarsi di credere in una guarigione quasi miracolosa e quasi per essere beneaugurante con i suoi versi.

…la chiave c’è e la troveremo… è un verso molto bella, frutto di quella speranza inesausta di Guarino di cui si diceva.

Rosella stessa, attraverso le parole dette con urgenza, appare come una ragazza dal carattere forte, pronta a non arrendersi fino all’ultimo, nonostante il dolore che le procurano le cure mediche e un sollievo per l’anima sono sicuramente i sapienti versi dell’amico.

Un esercizio di conoscenza in poesia, un omaggio mirabile alla elementare volontà di vivere.

Recensione
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