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Voci di notte e altre poesie

Alda Cicognani è nata e vive a Bologna; ha pubblicato varie raccolte di poesie.

Il testo che prendiamo in considerazione in questa sede è costituito dalle sezioni Voci di notte e Altre poesie. Le due scansioni sono precedute dalla poesia programmatica e introduttiva Limone che è suddivisa in due strofe: nella prima l’io-poetante rivolge un vago invito ai suoi virtuali lettori, invito che può essere letto e inteso come un incoraggiamento alla trasgressione, al pensiero divergente, all’uscita dai canoni prestabiliti di una società massificata, dominata dall’acrisia:-“Siate scomodi | siate sabbia | non siate olio | nei loro ingranaggi.”; nella seconda leggiamo una riflessione in versi sul tema della morte molto ironica e amara.

A livello stilistico si deve mettere in rilievo che tutti i componimenti iniziano con la lettera minuscola, elemento che ne accentua il senso di mistero e di arcana provenienza. Inoltre va evidenziato il fatto che ogni poesia scorre in lunga ed ininterrotta sequenza con un’assenza quasi totale di punteggiatura, sia per quanto riguarda le composizioni risolte in una sola strofa, sia per quelle costituite da più strofe.

E’ presente una vena affabulante, che si coniuga a chiarezza e trasparenza a livello espressivo ed è intensa una forte cura dei particolari nella descrizione di una quotidianità definibile epica, non priva di un certo minimalismo.

La poetica della Cicognani si può definire introspettiva e si esplica attraverso immagini di azioni comuni e consuete della vita quotidiana.

Il tono a volte è vagamente surreale e visionario e nel tessuto linguistico riscontriamo un senso materico della corporeità nelle immagini dette dalla voce poetante.

In Angelo di passaggio, una delle poesie più interessanti, si ritrova il tema del misticismo, tramite la descrizione di un angelo umanizzato in quanto chiede anche lui un bicchiere, ha le ali stanche e suda.

La suddetta composizione costituisce un unicum nell’ordine del discorso della raccolta, visto che tutte le altre poesie sono calate nella materialità.

Si tratta di un angelo descritto in modo del tutto immanente perché la sua presenza penetra ed entra nella storia di un giorno comune, come tutti quelli descritti nella raccolta, con le sue contraddizioni, le sue ansie, le sue difficoltà e le sue gioie.

L’angelo potrebbe essere letto anche come alter ego della poeta, immersa sempre in una vita da affrontare con spirito combattivo e critico nei confronti della realtà che la circonda.

In Voci di notte e altre poesie il tono è prevalentemente colloquiale e molto diretto, a tratti crudo, ed è frequente la presenza di un tu al quale l’autrice si rivolge, del quale ogni riferimento resta quasi sempre taciuto.

Prevale un forte senso di indeterminatezza e spesso il lettore è immerso in paesaggi e ambientazioni vaghi, caratterizzati da una forte componente onirica e quasi fiabesca. .

Non è un libro del tutto pessimista, quello di Alda Cicognani. A volte l’ispirazione si apre a sequenze luminose e solari che sottendono il fatto che la vita non è solo cura in senso leopardiano.

In Quel giorno luminoso, infatti, la poeta esprime tutta la sua gioia nello scorgere un cielo azzurrissimo, nello sciogliersi tra le braccia dei suoi fiumi, raggiungendo così una gioia non solo dell’anima, ma anche una gioia fisica ad essa connessa.

Bisogna sottolineare però che anche nella suddetta composizione è presente una forte dose di dolore, quando nell’ultima strofa l’io poetante nomina l’odio con ridondanza e si rivolge ai suoi figli.

In fondo tutti pensiamo che quando moriremo
moriranno anche tutti quelli che conosciamo
e abbiamo conosciuto. Una strage.
Ecco perché non ci piace l’idea: vorremmo salvarli.

Recensione
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