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Paso Doble

In questo libro, accomunati da una vivacità di segno e colore, dialogano i frammenti poetici di Paso Doble di Marco Boietti e alcuni dipinti di Danilo Boietti. “Nell’arena” di queste pagine la sfida avviene tra Sé e l’Altro, ovvero tra il poeta (o il singolo individuo) e le sue molteplici parti nascoste, mentre le battute del confronto si susseguono con rapidità e precisione.

Le coordinate di riferimento del passato conducono in zone d’ombra, ove convergono anche le possibili diramazioni future, alquanto nebulose e indecise tra morte ed eternità.

Talvolta risulta possibile sfuggire alle reti delle costrizioni, tuttavia per scoprire che si può essere così «liberi da star male». Nonostante i tempi del sogno siano brevi, l’amore può, comunque, assurgere a vette immortali: «la luce della tua fronte / è disegnata nel cielo».

Il desiderio dona nuovo vigore, ma non basta l’impegno per ricucire gli strappi, per tenere insieme tutte le tessere del mosaico, per ricomporre l’immagine frammentata: le «immagini infrante. / Sono volate in mille pezzi.», perché «Vorresti essere cometa / del mondo / ma non del mio.».

In Paso Doble di Marco Boietti talune finezze descrittive si accompagnano a una fantasia capace di trasformare l’oggetto anche più umile in qualcosa di prezioso, svelando potenzialità nascoste o mettendo in luce aspetti ingiustamente sottovalutati: «Il deserto sembra acqua / e inonda le sue rose di quarzo.»; foglie «lucide di miele».

I «ragni umani» si muovono con rapidità, consumano la loro esistenza in grande fretta, in conseguenza spesso di una scarsa consapevolezza «del nuovo giorno», e così sopraggiunge «d’improvviso / la pena dell’inverno.». Ma per il poeta, ben attento a tali meccanismi, alti e bassi della vita, speranze attese e angosce si compenetrano in una visione cromatica alterata dagli stati d’animo: «Si tinge d’azzurro / la tortura dell’anima»; «L’abisso ora è dorato».

Inutile cercare di proteggersi dalla pioggia e dalle aggressioni esterne, quando l’emorragia, d’acqua o sangue che sia, ha origine, invece, nel profondo dell’anima ferita, che piange per le proprie sventure.

Malgrado la musica sia spesso intesa quale armonia universale (Marco Boietti è anche autore di testi musicali), essa «come la falce / ghigliottina la testa del fiore / prescelto.».

Marco Boietti è voce sensibile che mai si dimentica dei doni elargiti dalla natura, né di «quella parte / che manca a tutti»: «Hanno strappato / la corteccia dal tronco / l’albero soffre / acuta agonia.».

In Paso Doble l’autore, attento osservatore del firmamento e degli abissi, persino dal buio e dal fango riesce a estrarre luce.

Perché la danza e il sogno possano non arrestarsi.

Recensione
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