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Paura della Bellezza - Aforismi

Esistono “La Settimana dell’Aforisma” a Torino e l’Associazione Italiana per l’Aforisma. In campo aforistico si sono distinti autori come Sandro Montalto e Domenico Cara. Esistono aforismi architettonici e pure tanti pittori si sono interessati, in vario modo, alla forma dell’aforisma.

Nella Paura della Bellezza anche Velio Carratoni ha radunato suoi aforismi, suddividendoli in sette capitoli, riguardanti: Cultura, Politica, Psicologia, Costume Attualità, Collettività e Prassi. Con le dovute intersezioni e sovrapposizioni tra i diversi insiemi.

Ogni aforisma è un testo completo e autonomo, malgrado le interconnessioni con altri frammenti. È un’isola di senso.

La dimensione dell’aforisma consente la concentrazione e persino a volte la sopportazione dell’atrocità.

Nella Paura della Bellezza, con la rapidità e l’intensità consentite dalla misura del frammento aforistico, vengono affrontati tanti argomenti delicati per quanto concerne il mondo della cultura del nostro tempo.

Velio Carratoni, attraverso il ricordo di Gore Vidal, ci rammenta che anche se ogni società presenta varie forme di malattia, ci sono comunque società più malate di altre. E la nostra, di certo, rientra tra queste ultime: «La creatività non ha nulla a che vedere con le miserevoli concessioni.»; «Il merito è divenuto un miraggio. La bellezza una mascherata.»; «Basta una sparuta conoscenza o un contatto occasionale per santificare l’autore del giro.» (cfr. nella sezione dedicata al Costume: «Acquistare la sicurezza o la fortuna altrui. Garanzia della propria fortuna. Ripetendo la formula: meno male che lui c’è… Anche se conta come il due di coppe.»); «Molti parlano di scrittura. Di libri. Di tirature. Ma pochi ne favoriscono la lettura.»; «Fruttifero è il commercio delle chiacchiere. In bilico se resta prova sulla pagina.»; «La poesia si esprime senza programmi o messe in scena.» e «Anche un gesto può essere espressione poetica.»; «Si scrive per stimolare vitalità. Non per chiudersi a riccio.», poiché «Senza sentirsi altro. Non può esserci sviluppo.» (quest’ultimo aforisma presenta una struttura che spesso si ripete nel libro, venendo spezzata la frase, con un punto collocato in posizione mediana).

Alcuni aspetti risultano interessanti da sviscerare anche non solamente in relazione al nostro tempo, come nel caso del rapporto intercorrente tra opera e vita: «D’Annunzio, Pasolini, Hemingway, Hesse, Mann. Quando le biografie coprono le creazioni.»; «Solženicyn avrebbe parlato, pensato meglio da uomo libero?» (cfr. nell’Attualità: «E chi ha compreso, almeno ha raggiunto un grado in più della propria disfatta.»).

Inoltre, «I tifosi di correnti o generi prestabiliti impongono scelte orbe e fallimentari. A danno della cultura», ovviamente (per esempio, si potrebbero citare molti casi in cui gli orientamenti della critica, nel corso del tempo, hanno causato un impoverimento a livello interpretativo del testo poetico; cfr., per Giuseppe Ungaretti, Noemi Paolini Giachery, Ungaretti: vita d’un uomo – Una “bella biografia” interiore, Aracne Ed. 2014).

Nell’ambito della Politica, Velio Carratoni nota come, in realtà, ci sia una assenza della politica stessa, e ciò «scatena esibizioni di squadracce nostalgiche».

L’autore, comunque, non pone l’accento solamente su difetti e demeriti, analizzando vari aspetti della società del nostro tempo. Talvolta, infatti, è possibile anche riconoscere qualche pregio o qualche nota positiva, come nel caso di Marco Pannella: «Due veri successi incontestabili di Pannella: divorzio e aborto. Per il resto, a volte, logorroico e dispersivo.».

Il problema di fondo, ovvero la radice del male, risiede nel fatto che «Inciviltà e disordine fanno comodo a molti.» (cfr. per quanto concerne l’Attualità: «Caos e immobilità, fanno comodo a troppi.»). E «Tutti, al momento opportuno, si reputano vittime. Perfino certi orrendi dominatori.», poiché «Non c’è legge che possa far fronte ai manipolatori Che parlano di lecito e di legalità.».

Nella Collettività, è evidente come l’ingiustizia e la disonestà appaiano ancora inestirpabili: «Accollo a te quello che si dovrebbe applicare ad altri. Quel che conta è racimolare fondi mal distribuiti.» (in questo contesto specifico, più piani di ragionamento vengono fusi insieme, creando un salto logico).

Nonostante il fatto che, nella Prassi, occorra prestare molta «Attenzione ai virtuosi delle convenienze», poiché «Le facce sono le nostre maschere. Ma certe parole confondono di più», almeno nell’ambito della Psicologia ci può confortare sapere che «Il dubbio permanente. Ci salva.».

Mentre, a fronte della Paura della Bellezza, occorre tener presente che di certo «La bellezza non si ottiene seguendo le mode. Ma potenziando interiorità represse».

Recensione
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