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Vincenzo (Venosa 1924 / 2013), medico oltre che poeta e saggista. Ha svolto funzioni pubbliche elettive e dopo una breve, ma intensa, attività parlamentare ha dedicato il suo impegno professionale e politico al settore sociosanitario.

La sua produzione bibliografica si divide in opere politiche: Basilicata, terra amara (1973, discorso al Senato), Un servizio per la famiglia (1975, relazione legislativa); saggi storici e letterari: Palazzo Calvino e dintorni (1993), 50 Anni di vita democratica (in corso di stampa a cura del Comune di Venosa); opere letterarie: Dodici pittori e un poeta (1983), Si fa sera (1984), Clessidra (1989), Versi Controversi (2001, raccolta di satire pubblicate con lo pseudonimo di Zeno Levis) e L'ultima corsa. Prosimetro in tre scene (2003, prefazione di R. Bettiol).

Ha collaborato alla collana "Conoscere il Vulture" diretta da P.C. Palestina con saggi introduttivi alle ristampe anastatiche di: F. Lenorman Viaggio in Basilicata, G. Fortunato Ser Gianni Caracciolo duca di Venosa nel 1425. Sue liriche sono presenti nelle antologie: "Dieci e..." e "Le rose e i terremoti" (1986, a cura di E. Catalano), "La poesia in Basilicata" (1993), "Progetto Sapienza" (a cura di F.M. Pinto Minerva, Laterza, Bari), "L'incanto della parola" (1998, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Potenza per la rassegna dell'Editoria di Firenze), "Grazie a te, donna" (1999, a cura di O. Zampieri, Edizioni Insieme, Este), "Poeti per il Giubileo 2000 - Inconsapevoli preghiere" (2000, a cura dell'Ucai), "Le storie delle donne della Bibbia" (2001), "Poeti Padovani" (nelle edizioni 1997, 1998, 1999, 2001, a cura del Gruppo letterario Formica Nera, Padova) e nella pubblicazione "33° Concorso Internazionale di Poesia religiosa" poesie premiate. Collabora inoltre con i "Quaderni di poesia" dell'Ucai sezione di Padova di cui è socio.

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: A. Artmann «Se la poesia è un raccontarsi, un disgelarsi dei sentimenti, di tutto ciò che urge e vive dentro l'animo, se è parola che feconda, che risuona e si fa pensiero, senso, emozione-vibrazione, caricandosi di suggestione, di nostalgia, di rimpianto, sì da catturare l'intersse ed il cuore del lettore, L. ha colto nel segno [L'ultima corsa]. ... In una felice intuizione con l'alternarsi di brani in prosa ed altri in versi (da qui nasce il sottotitolo di prosimetro) si snoda tutto un emozionante, appassionato percorso poetico, che ci comunica sensazioni, atmosfere, ricordi struggenti, sapori: uno spaccato di vita i cui diversi segmenti si ricompongono in un afflato di amore che governa tutta l'opera.»; R. Bettiol «L., una delle personalità più ricche e complesse che abbia conosciuto (l'esercizio poetico ha da sempre rappresentato solo un aspetto della variegata attività di medico e di uomo politico), un giorno, a seguito di una decisione all'apparenza improvvisa, in una corsa ideale contro il tempo, ha deciso di tirar fuori dai cassetti i suoi manoscritti. ... È un'opera [L'ultima corsa] di ampio respiro intellettuale ed umano, testimonianza di un artista i cui valori morali e sociali, il cui vissuto esistenziale confluiscono all'unisono nel magico sogno della scrittura.»; E. Catalano «L., medico e parlamentare venosino, àncora la sua poesia di testimonianza etica ad una sottile e trepidante trama di ricordi e sensazioni, nella quale l'universalizzazione, in chiave sentimentale, delle tematiche sociali trasfigura, in termini dilatati, il dato realistico di partenza. ...la poesia di L. si muove dentro la consumazione di un generoso sogno di riscatto che ha inseguito le bandiere dell'ideale e si è ritrovato fianco a fianco con i furbi, i falsi profeti di libertà. Quella poesia, attenta a sorvegliare un paesaggio di spietata violenza, in cui si muove 'in sigla' e 'la vita non costa più nulla', è tenacemente abbarbicata ad un culto ossessivo della purezza e della trasparenza morale e si riversa in un nitore formale che è insieme sorvegliato e trasandato, agile e studiato. ... E tutto ci porta abilmente verso una poesia di consolazione, che, se non registra mai scatti furentemente autoanalitici, si apre, tuttavia, in modi spesso suggestivi, su un mondo dominato dall'orrore e dall'angoscia: un mondo nel quale la poesia è chiamata a testimoniare, proprio nella sua radicale intimizzazione, una sua morale dichiarazione di estraneità.»; M.P. Codato «Sfogliando le pagine [L'ultima corsa], ci si imbatte in una serie di "variazioni" sul tema della vita, un intreccio tra poesia e prosa, che è emerso in tutta la ricchezza di toni lirici dalla puntuale disanima di Raffaella Bettiol che ha scandagliato l'animo di L., personaggio eclettico, discreto e sensibile che, se non osa, per timidezza, parlare in pubblico, sa esprimersi con la scrittura in maniera immediata ed efficace.»; L. Gravina «...nella poesia di L. la precisione del momento realistico è un correlato dell'evasione nel sogno poetico in cui è risucchiato il poeta: è una lirica, infatti, che spesso nasce dalla memoria, è il canto del ricordo nei suoi momenti più teneri.»; O. Locatelli «L. si colloca a buon diritto nella rosa dei poeti lucani che hanno notevolmente contribuito al patrimonio artistico e culturale alimentandosi alla fonte sempreviva dei valori universali. ... Ma la poesia del medico ed ex parlamentare, oltre ad indulgere al sentimento, all'emozione, alla quotidianità, sa anche con uguale chiarezza ed efficacia affrontare temi civili, sociosanitari, scientifici e letterari, rivelando con ciò un aggiornato umanista. ... Dunque una poesia che sembra oscillare tra poli opposti, ma idealmente fusa, omogenea, unitaria, grazie al sentimento sempre presente nel poeta.»; A. Lotierzo «In versi brevi e meditativi, L. ripercorre tematiche storiche e sociali, filtrate attraverso la professione medica e l'impegno politico. Riecco le angosce del potere e la tematica della violenza nella società contadina, i disvalori selvaggi dell'età consumistica, il continuo confronto tra passato e presente, fra le irrecuperabili stagioni e i simboli del quotidiano.»; L. Nanni «Durante la presentazione del libro [Versi controversi]..., il poeta si è autodefinito sillògrafo, rinnovando così i fasti dei 'silloi', composizioni satiriche la cui invenzione è attribuita a Timone di Fliunte. La varietà dei temi trattati corrisponde a quella tecnica: rime baciate, alternate, sdrucciole, continue, per l'occhio; ottonari e veloci quinari 'alla Giusti'; spunti parodistici, per esempio dal Mercantini, e sempre con arguzia e con un contenuto che fa comunque riflettere.»; G. Orlando «Ancora una volta L. [L'ultima corsa], uomo sensibile e riservato, allenta i meccanismi di difesa, si mette a nudo e ci presenta un altro profilo di se stesso, facendoci partecipi dei suoi sogni, delle sue aspettative, delle sue deluzioni, delle sue difficoltà. ... Motivi ispirati dalle radici con la sua città natale, dagli affetti familiari, dai ricordi e dall'impegno politico, dalla profonda religiosità si alternano in una serie di nitidi, e spesso toccanti, quadretti descritti in prosa e in poesia e che si sviluppano come in una rappresentazione teatrale.»; A. Padrone «I successi nella professione, l'essere stato senatore eletto nel Collegio del suo paese non lo hanno cambiato. ...comunque non lo hanno distolto dall'amore per le belle lettere e per la poesia. Anzi lo hanno fatto poeta.»; A. Santoliquido «Un esempio di scrittura comunicativa ci viene da chi si definisce 'un poeta del sabato sera', L. medico di Venosa, antica città lucana. Il suo è un verseggiare lucido, denso di accenti critici verso un mondo dove "La morte firma in sigla | pitrentotto, cinove" e gli uomini "Liberati appena dal | dolore sono oppressi dall'angoscia". Poesia come presa di coscienza, inno alla vita... L'opera di L [Si fa sera] è permeata da un bisogno fisico di guardare dentro e fuori l'essere umano. La sua penna scava nella storia, raccoglie frammenti di morte e di bellezza che adornano l'anima di un popolo...» «L. fa il bilancio della vita attraverso la scrittura. ...la memoria custodisce intatti i sogni della giovinezza. Il 'menestrello' affida al canto gli umori del cuore. L'ironia e il distacco non cancellano il dolore, né hanno il sopravvento nella raccolta [Clessidra]. ... La penna cede spesso alla confessione intima, riprodotta con sfumature delicate e timbro classico. I toni malinconici, la meditazione, l'analisi della realtà e il rifugio nel privato palesano inquietudine e profondità di sentire. ... Clessidra è un ulteriore contributo di L. alla poesia lucana. Il testo offre vari spunti di riflessione e si inserisce nella fertile tradizione letteraria di una città che ha dato i natali ad illustri poeti.»; G. Segato «"Zeno levis", anagramma d'autore, mira in questo volumetto di Versi controversi diritto a precisi bersagli: gioca a freccette poetiche centrando con cura i temi che davvero ci inquietano, ci preoccupano e che sono oggetto dei nostri giornalieri commenti. Non solo la carica umoristica è positiva e stimolante - senza piangersi addosso - ma risulta innescante e mobilitante, ben indirizzata a cogliere i problemi e a sollecitare un'attitudine critica gustosa pur senza aggressività, senza cattiverie.»; F. Vitelli «Il libro [Si fa sera] si presenta strutturato in due sezioni molto dense, "Qualità della vita" e "Gioco degli specchi" nelle quali il poeta ha destinato due diverse condizioni spirituali tra loro non disgiunte anzi catalogabili come un prima e un poi in ideale itinerario biografico che è probabilmente quello del poeta stesso. Si direbbe che tutta la prima parte scaturisce da una vis argomentativa per uno scritto a tesi: dimostrare cioè i malanni che derivano dalla perdita di aureola del primigenio e sano mondo contadino sempre agognato pur nella consapevolezza di una sua impossibile restituzione salvo che non sia l'essenza dei valori morali che travalica per forza di utopia e slancio metastorico.».

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