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A 10 anni dalla morte
del poeta Renzo Barsacchi 1996 - 2006

Due poesie inedite

Un porto in fiamme

Un porto in fiamme la promessa.
                                                Nulla,
poi nulla dopo. Le parole
maceri cavi a galla sopra l’acqua
dei tuoi quadrati rendiconti.
                                                L’ora
sempre più breve, un altro che ti aspetta.
La vicenda non calza. Nell’immota
aria si scava d’occhi una distanza.
Le cose sono entrate nella storia
di polvere e di lune.
Non c’è chi regge all’impeto.
                                                La voce
è già una vela che ti porta via.
Gli avventi si ripetono nel vuoto
sfiocano cornamuse d’imprevisti.
Non hai più cielo ormai.
                                                L’erba tramonta
lungo le mura dove cala a picco
la notte dei singhiozzi sui gerani.

Si deforma, si sparge, si moltiplica

Ora il dolore non ha più contorni
precisi, non è più attaccabile
con mezzi adatti,
non è più lì, ch’io lo possa snidare
con concentrati assalti. Si deforma,
si sparge, si moltiplica
con maligne metastasi. E’ già mare
non più fiume arginabile. E’ già aria
non più vento che transita.

(dalla raccolta inedita Il vento nel microfono)

Renzo Barsacchi (aprile 1924 - luglio 1996) è una delle voci più valide nel panorama della poesia del secondo Novecento. I suoi versi sono intrisi di un intenso sentimento tragico della vita e di una religiosità forte quanto tormentata. Poeta autentico e originale descrive il quotidiano, animato da un desiderio costante e a volte angoscioso di un diverso, cioè di uno spazio ulteriore ricco di libertà e significato. La giuria del premio “Città di vita” composta da Carlo Betocchi, Margherita Guidacci e Nicola Lisi nell’assegnargli il primo premio così si esprimeva: “I ritmi scabri e spezzati, non per un artificio formale ma per una necessaria corrispondenza con gli aspri e inquieti moti dell’anima, sono molto personali e rivelano un temperamento ben definito, inconfondibile e autentico”. “Il discorso poetico di Barsacchi non implica confini di genere, ma è discorso libero, nutrito di libertà spirituale, che aiuta a credere proprio perché è tutto disinteressato, ed è, così, liberamente poetico” scrive di lui Ferruccio Ulivi. E Giorgio Bárberi Squarotti: “Il colloquio di Barsacchi con il Dio nascosto mi riempie sempre di commozione e di partecipazione”.

In trent’anni di attività letteraria (dal 1966 al 1996) ha pubblicato le seguenti raccolte poetiche:
Il cuore della sera (1966)
La lunga verità (1970)
Fino al piede dell’Angelo (1972)
I calmi crocifissi (1973)
Dammi la sete (1973)
Questo grumo di fede (1975)
Uomo allo scoperto (1978)
Le scarpe del papa (1979)
E Dio come futuro (1984 )
Le notti in Val di Chioma (1984)
Marinaio di Dio (1985)
Il sole della Quaresima (1989)
Le notti di Nicodemo (1991)
Pur che l’alba nasca (1996) classificata al 1° posto al Premio Nazionale Masso delle Fate 1995, esce pochi mesi prima della sua morte.

Il vento nel microfono, dalla quale sono tratte le due poesie che presentiamo, raccolta rimasta in gran parte inedita, è ancora in attesa di un editore. E’ l’impegno che ci siamo dati per rendere giustizia a una voce appartata ma sicuramente meritevole di attenzione anche da parte delle nuove generazioni poetiche.

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