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La mostra “Terra Madre”
alla “Casa di Dante” di Firenze

Museo Orfeo in Fonte Santa.

Invito Sinfonia per San Salvi.

Il Circolo degli Artisti “Casa di Dante” ha promosso la Rassegna di Arti visive dei soci Artisti sulle tematiche cosmogoniche dei quattro elementi: TERRA, ACQUA, FUOCO, ARIA. Il primo evento espositivo è stato dedicato all’elemento TERRA e sottolinea l’imperativo della sostenibilità ambientale per il pianeta, soffocato dall’inquinamento. Partecipano alla Mostra, aperta dal 21 settembre al 3 ottobre 2019, nove soci del Circolo indicati nel manifesto dell’iniziativa con l’immagine di una Terra riarsa, segnata dal riscaldamento.

Inaugurazione della Mostra.

Intervento di Roberto Mosi all'inaugurazione.

Gli artisti che hanno partecipato alla Mostra.

Roberto Mosi ha partecipato alla Mostra con un’opera di fotografia, poesia e prosa dal titolo “Sinfonia per San Salvi”, articolata in quattro grandi pannelli che riprendono la scansione classica dei quattro tempi di una sinfonia.

Con “Sinfonia per San Salvi” l’attenzione è rivolta ad un lembo di terra alla periferia della città di Firenze che ospitava il vecchio ospedale psichiatrico. La mia ricerca si è focalizzata su quello che rimane di un antico padiglione che un tempo accoglieva “le donne agitate”. I quattro Tempi della Sinfonia assumono precise denominazioni e si articolano in più movimenti in una stretta connessione fra immagini fotografiche e poesia. Al progetto ha partecipato anche Nicoletta Manetti.

Jorie Graham.

Il pubblico.

Antonella Francini e Jorie Graham con il console americano di Firenze.

Il Società delle belle arti  e il Circolo degli artisti.

Il primo Tempo della Sinfonia "Terra Desolata", ispirato all’opera di T. S. Eliot, presenta cinque movimenti: I. Periferie, II. Mercati ospedali, III. Città stazioni aeroporti, IV. Caos, V. Né in cielo né in terra.

APRIL is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.

T. S. Eliot, The Waste Land, 1922, v. 1-7.

Jorie Graham.

Il pubblico.

Gli artisti e le opere.

Il secondo Tempo, "Terra della Follia", prevede dieci movimenti: I. La nave dei folli, II. Memorie, III. La mappa della follia, IV. Terra fertile, V. Terra santa, VI. Terra elettrica, VII. Corrispondenza negata, VIII. Parole di follia, IX. Soraya, X. Una vita tra i matti. L’inizio di questo secondo Tempo, “La nave dei folli” dà il senso dell’intero componimento:

La nave dei folli dal padiglione
delle Agitate
ondeggia sul mare di erba e
di pini, s’infrange contro il muro
che divide il giardino dal mondo.
Il canto penetra per gli occhi neri
delle finestre, delle porte sbarrate
da reti di ferro, invade le sale
deserte, sfiora disegni di mostri,
figure procaci, incontra segni
di vita recente, cataste di letti,
di sedie, si sofferma in un angolo
con decori di qualche Natale fa.

Il terzo Tempo, "Terra Liberata", è legato alla liberazione di questo “lembo di terra” con l’apertura del manicomio alla città, al momento dell’approvazione della legge Basaglia; quattro sono i movimenti: I. Festa per la liberazione di San Salvi, II. Pablo Neruda "La città", III. La Festa: "Il corteo", "Inno alla danza", "En bateau", IV. "La Primavera".

L’ultimo Tempo, "Terra Futura", celebra l’invasione dello spazio intorno al vecchio “padiglione delle agitate”, da parte di una vegetazione libera, lussureggiante, composta dai più diversi tipi di “erbacce”, segno vivo della Natura che si impadronisce di nuovo di queste parte della Terra, per riservarla ad un diverso destino. Cinque i movimenti: I. La città della Gioia, II. Terzo Paesaggio, III. Cigli erbosi, IV. Inno alle erbacce, V. Giardino planetario.

L'accesso alla Mostra.

Locandina della Mostra.

La conclusione, “La città della gioia”:

“E com’è che l’agave ha permesso all’erbaccia di sottometterla?
Che forza, che energia dirompente spinge sotto questa terra. Non è un luogo abbandonato? Qui scorre una linfa antica, misteriosa, tenace.
Che sia il dolore, la rabbia, grida o le risate sconce, le pitture sghimbesce sui muri, o quel tralcio di filo dorato della festa di natale che ancora pende nel refettorio, che sia insomma LA FOLLIA, la linfa misteriosa che ha concimato, innaffiato, incitato la natura che qui si celebra senza ostacoli, entra negli anfratti, si insinua nei mattoni e nelle inferriate, nei vetri rotti, esplode di palme, prega tendendo verso l’alto le cime degli alberi? Non dimenticate questo luogo!”

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